Attivismo civico e Reddito di Cittadinanza. C’erano una volta… “contributi costruttivi in fase di emergenza, con uno sguardo al dopo”

Marco De Ponte commenta criticamente l’introduzione con il Decreto ‘Rilancio’ di un Reddito di Emergenza, per soli 2 mesi, da affiancare al Reddito di Cittadinanza. De Ponte ricorda che dopo il Decreto ‘Cura Italia’ le organizzazioni della società civile avevano suggerito di modificare il RdC per rimuovere i suoi punti deboli e renderlo accessibile dall’accresciuta platea di soggetti in difficoltà. Questi problemi permangono e De Ponte auspica che se ne tenga conto nella conversione in legge del decreto Rilancio e nella futura evoluzione del RdC.

Contagio da Covid-19 e infortunio sul lavoro: ruolo di INAIL e responsabilità del datore di lavoro

Cesare Damiano e Maria Giovannone si occupano del possibile riconoscimento dell’infortunio sul lavoro per coloro che dovessero contrarre il COVID-19 sul posto di lavoro. Gli autori sottolineano che la possibilità di riconoscere il COVID-19 come una forma di infortunio sul lavoro, tutelato dall’INAIL, non implica automaticamente la responsabilità civile o penale del datore di lavoro, che va invece accertata sulla base di criteri totalmente diversi da quelli previsti per il riconoscimento del diritto alle prestazioni assicurative INAIL.

L’azzardo di Karlsruhe

Paolo Paesani esamina la recente sentenza della Corte Costituzionale tedesca a proposito del programma di acquisto di titoli di stato da parte della Banca Centrale Europea. Dopo aver ricordato quale sia stata la genesi della sentenza, Paesani ricostruisce l’ampio dibattito svoltosi sulla questione nelle ultime settimane ed espone il proprio punto di vista sui rischi che da tale sentenza possono derivare per la tenuta dell’Unione Monetaria Europea.

Lavoro, tempo e potere: come la crisi da Covid-19 può peggiorare il benessere delle donne

Eleonora Romano presenta alcune riflessioni sui canali attraverso cui la crisi innescata dal Covid-19 potrebbe peggiorare il benessere delle donne, considerando anche le condizioni di svantaggio preesistenti. L’analisi si concentra, in particolare, sul lavoro e la conciliazione dei tempi di vita e si conclude rivolgendo attenzione alla dimensione trasversale del potere, la cui diseguale distribuzione di genere può contribuire a peggiorare le conseguenze della crisi sul benessere dell’intera società e, in particolare, delle donne.

Pandemie e ricerca farmaceutica: la proposta di una infrastruttura pubblica europea (parte seconda)

Massimo Florio e Laura Iacovone proseguendo nell’analisi avviata sullo scorso numero del Menabò sui difetti, nella ricerca, dell’industria farmaceutica, sostengono che i tempi sono maturi per creare una infrastruttura pubblica sovranazionale per la ricerca di base, lo sviluppo, la produzione, vendita e distribuzione di farmaci che mantenga la proprietà intellettuale delle scoperte, con il diritto di produrre o di dare la licenza a terzi, garantendo le cure per le attuali patologie e quelle future.

L’Europa sonnambula

Roberto Tamborini parte dalla considerazione che la crisi del decennio scorso è stata un’occasione persa per creare un’Europa migliore e sostiene che oggi non si tratta di organizzare aiuti umanitari per questo o quel paese. Secondo Tamborini, non basta accontentarsi di qualche miglioramento rispetto agli errori della crisi precedente. Occorre un europeismo esigente, impiantare il seme, seppur piccolo, di un lungamente (dis)atteso cambio di natura più genuinamente europeo.

La ripartenza dopo il Covid-19: un’opportunità da non perdere per il Green Deal europeo

Edilio Valentini sostiene che il Green Deal europeo dovrebbe avere un ruolo preminente tra le politiche dirette a far ripartire la nostra economia dopo l’emergenza sanitaria. Riflettendo sui problemi che possono ostacolare l’attuazione di una simile politica, Valentini richiama l’attenzione sui rischi che possono derivare dalla riduzione del gettito fiscale e dalla discesa dei prezzi sia del petrolio che dei permessi ad emettere CO2.

Pandemie e ricerca farmaceutica: la proposta di una infrastruttura pubblica europea (parte prima)

Massimo Florio e Laura Iacovone osservano che COVID-19 ha mostrato i limiti dell’industria farmaceutica nel programmare investimenti a lungo termine nella ricerca di farmaci utili a contrastare il diffondersi di malattie infettive, privilegiando le aree terapeutiche funzionali alla massimizzazione dei ritorni finanziari attesi dai farmaci. Trascurare la ricerca a più alto rischio, specie quando sono noti o prevedibili effetti sanitari potenzialmente devastanti, è un errore e non deve essere persa l’occasione per modificare obiettivi e attività degli attori del sistema. Florio e Iavocone, indicano come in un articolo di cui questa è la prima parte.

I possibili effetti del COVID-19 (e delle politiche per contenerli) sulle catene globali del valore italiane

Ilaria Fusacchia e Luca Salvatici osservano che sul valore delle esportazioni italiane incidono molto input esteri la cui fornitura è messa in pericolo dalle politiche anti-virus. Ciò potrà richiedere di limitare i rischi relativi a questi approvvigionamenti, ma la produzione autarchica è una pericolosa illusione. Inoltre, vista l’importanza dell’UE per le esportazioni italiane, come mercato finale e come piattaforma verso altre destinazioni, le aziende esportatrici possono beneficiare delle politiche fiscali espansive dei paesi dell’UE.

La concorrenza ai tempi del virus e la rilegittimazione dell’intervento pubblico

Andrea Pezzoli osserva che, nelle crisi, la disciplina antitrust è un problema mentre la concorrenza, integrata da politiche appropriate, può essere parte della soluzione. A suo parere oggi la sfida per le autorità antitrust è contribuire alla ricostruzione dei mercati, favorendo, nel breve, la cooperazione per fronteggiare l’emergenza ma lasciando inalterato rigore nei confronti dei “profittatori del virus”. I processi di concentrazione che accompagneranno la riorganizzazione dei settori più colpiti dovranno poi essere valutati con un approccio flessibile ma non permissivo.