Istruzione specialistica o formazione generalista?

Maurizio Pugno critica il modello oggi prevalente di primato della ‘istruzione specialistica’, e mostra i vantaggi di un capovolgimento che ponga la priorità nella ‘formazione generalista’, a partire da quella in famiglia, come suggerisce Heckman. Pugno ricorda che i primi economisti spiegavano i vantaggi della diffusione dell’istruzione riferendosi alla formazione generalista. Da quarant’anni a questa parteè emerso invece un eccesso di laureati, in particolare negli Stati Uniti, dovuto alla corsa all’istruzione specialistica.

Bisogna tagliare i salari nel Mezzogiorno per ragioni di equità e efficienza?

FraGRa esaminano le implicazioni per l’equità e l’efficienza della tesi recentemente sostenuta da Boeri, Ichino e Moretti secondo cui, tenendo conto del più basso costo della vita, bisognerebbe tagliare i salari nominali nel Mezzogiorno. Dopo avere presentato alcuni dati che rendono più problematica la valutazione degli effettivi differenziali nel costo della vita e nei salari nominali, FraGRa richiamano l’attenzione su alcuni aspetti del problema che da un lato lo rendono più complesso e dall’altro spingono a cercare soluzioni diverse dal taglio del salari nel Mezzogiorno.

Il voto a Roma: dualismo centro- periferia o fine del voto interclassista? (seconda parte)

Eugenio Levi e Fabrizio Patriarca nella seconda parte della loro analisi del voto a Roma, utilizzando anche dati socio-economici e territoriali distinti per Municipio, individuano le aree della città e i gruppi sociali decisivi per i risultati dei diversi schieramenti. Esaminano, poi, i dati aggregati sulle preferenze e concludono che il bipolarismo “politico” tramonta mentre si consolida una polarizzazione “sociale” che non corrisponde all’asse destra-sinistra e che, esprimendosi direttamente nel voto, è tutt’altro che “apolitica”.

Il consumatore pigro e la concorrenza nel mercato dell’elettricità e del gas

Marcello Basili e Maurizio Franzini dopo avere ricordato che la “mano invisibile” della concorrenza per produrre esiti favorevoli al benessere sociale necessita di varie condizioni, tra le quali la razionalità e la perfetta informazione dei consumatori, si chiedono se questa condizione sia soddisfatta, e come potrebbe esserlo, nei mercati del gas e dell’elettricità dove, proprio con l’obiettivo di realizzare i vantaggi attribuiti alla concorrenza, è prevista l’eliminazione del Regime di Maggior Tutela del consumatore e la piena liberalizzazione.

Crisi finanziaria e Brexit: la lezione mancante degli economisti

Marco Valente sostiene che un concetto economico molto importante e sottovalutato è quello di esternalità, cioè degli effetti che gli scambi di mercato producono su chi non partecipa a quegli scambi. Valente sostiene che le implicazioni di questa sottovalutazione sono pervasive e da essa dipenderebbero fenomeni così diversi come la crisi finanziaria e Brexit, il cui esito si può ricondurre proprio a un calcolo dei costi e benefici dell’adesione all’Unione Europea che non tiene conto delle esternalità positive che ne deriverebbero.

Outsider, antipolitica e astensionismo: riflessioni sulle elezioni amministrative

Alfio Mastropaolo interpreta le recenti elezioni amministrative partendo dalla considerazione che i partiti convenzionali non hanno compreso che gli elettori, normalmente inerziali,possono però utilizzare le elezioni per manifestare il loro disagio. Diversamente, alcuni imprenditori politici, populisti e antipolitici, lo hanno compreso e hanno incitato gli elettori all’odio per la politica. La conclusione è che le ultime elezioni rappresentano una ribellione contro l’avarizia della politica convenzionale, più che un premio a coloro che la avversano.

La Politica Fiscale ai Tempi della “Nuova Normale”

Francesco Saraceno dopo aver ricostruito gli argomenti alla base del consenso degli scorsi decenni sul ruolo della politica monetaria e fiscale, ricorda l’impatto che esso ha avuto sulle istituzioni europee e documenta le critiche che ad esso oggi sono mosse, anche da economisti mainstream, soprattutto per le limitazioni alla discrezionalità della politica fiscale. Saraceno spiega perché tali limitazioni andrebbero rimosse e sostiene che il dibattito teorico non potrà non avere effetti sulle istituzioni dell’Unione Europea.

Importanti passi avanti in Italia per la valutazione delle politiche per lo sviluppo sostenibile

Enrico Giovannini si occupa di due recenti novità in tema di valutazione delle politiche pubbliche per lo sviluppo sostenibile. La prima è l’obbligo di predisporre la Strategia Italiana di Sviluppo Sostenibile e l’istituzione del “Comitato Nazionale per il Capitale Naturale”. La seconda è l’inserimento degli “indicatori di benessere equo e sostenibile” nel DEFe nella Legge di Bilancio. Dopo averle illustrate, Giovannini valuta queste novità nella prospettiva del conseguimento degli obiettivi contenuti nelll’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile.

Il voto a Roma: dualismo centro-periferia o fine del bipolarismo interclassista? (prima parte)

Eugenio Levi e Fabrizio Patriarca, in un articolo di cui in questo numero pubblichiamo la prima parte, esaminano a fondo i risultati elettorali di Roma con lo scopo principale di verificare se la diffusa interpretazione basata sul dualismo tra centro e periferia sia fondata. I due autori, utilizzando anche dati socio-economici e territoriali distinti per Municipio, individuano le aree della città e i gruppi sociali decisivi per i risultati dei diversi schieramenti e sottolineano alcune novità, in particolare l’apparente venir meno del profilo interclassista dei due poli.

Il reddito di cittadinanza. Limiti da non ingigantire, luci da non oscurare

Elena Granaglia discute le principali obiezioni mosse al reddito di cittadinanza. La tesi sostenuta è che il reddito di cittadinanza ha, certamente, diversi limiti. Tali limiti non vanno, però, sopravalutati e non devono neppure oscurare le tante possibili luci della misura. Secondo Granaglia, essere consapevoli delle luci è cruciale nel disegno delle politiche di sostegno al reddito, anche qualora la predilezione vada a schemi di reddito minimo alternativi a quello di cittadinanza.