Dopo il referendum

Raffaele Bifulco si concentra sulle origini del progetto di riforma costituzionale bocciato nel referendum dello scorso 4 dicembre, mostrando che i suoi contenuti erano in linea con tendenze di fondo presenti da tempo risalente in Italia. Bifulco sostiene che il referendum chiude una fase di riforme non solo costituzionali, senza apprestare una concreta soluzione alle esigenze insopprimibili di un più adeguato bicameralismo e di un ripensamento dell’istituto regionale.

1978, Padoa-Schioppa scrive a Caffè: due visioni della democrazia e dell’Europa

Alberto Baffigi trae spunto da una polemica lettera che Tommaso Padoa-Schioppa inviò a Federico Caffè nel settembre del 1978, alla vigilia dell’accordo sul Sistema Monetario Europeo, per mettere a confronto le loro diverse concezioni della democrazia e dell’Europa. Baffigi sostiene che la concretezza di Caffè, radicata nell’”economia del benessere” e nell’attenzione ai problemi distributivi, appare ancora oggi un’opzione su cui riflettere per rafforzare le basi democratiche delle nostre società e ridare slancio al progetto europeo.

Trump e la rivolta delle élite contro il popolo

Loris Caruso sottopone a critica la diffusa tesi secondo cui le classi popolari sarebbero state decisive per la vittoria di Trump. Caruso, dopo aver richiamato studi recenti che mostrano come Trump abbia ottenuto voti soprattutto tra i ceti medio-alti, si chiede come Trump possa essere considerato una figura «anti-establishment» e conclude sostenendo che in Usa, in Europa e altrove, è in atto non soltanto una rivolta, per via elettorale, del popolo contro le élite ma anche una poderosa rivolta dell’élite contro il popolo.

La stabilità politica del mondo (cinese) passa attraverso il Mare Cinese meridionale

Elisabetta Magnani esamina la tesi secondo cui il centro geopolitico del mondo si starebbe spostando verso Est, cosicché il 21° secolo sarebbe il “Secolo del Pacifico”, e a tal spostamento collega alcuni eventi verificatisi di recente nel Mare Cinese meridionale. Magnani sostiene che alle tendenze favorevoli all’affermarsi del “Secolo del Pacifico” se ne affiancano altre che rivelano tensioni interne al Pacifico e che hanno come attore principale la Cina, fortemente interessata ad assicurarsi, per ragioni economiche, il controllo di quel mare.

Il Governo in cattedra

Massimo Luciani si occupa delle “cattedre Natta”, ovvero della possibilità di creare professori universitari in deroga alle norme sulla retribuzione, sulla mobilità e sul reclutamento e sottolinea come esse costituiscano una rottura dell’unità del ruolo della docenza. Luciani critica la modalità di reclutamento dei “super-professori”, che affida all’Esecutivo il compito di scegliere il presidente della commissione e conclude sostenendo che per ovviare agli attuali malfunzionamenti delle commissioni occorre reintrodurre il concorso nazionale.

Le iniziative del governo sull’Università: note preoccupate

Gianfranco Viesti discute due misure riguardanti il sistema universitario annunciate dal governo: le “cattedre Natta” e i cosiddetti “ludi dipartimentali”, ovvero l’assegnazione di un rilevante finanziamento premiale ai 180 migliori dipartimenti in base alla VQR. Viesti sottolinea i principali aspetti critici delle due misure e sostiene che esse rischiano di accentuare il declino di larga parte del sistema universitario italiano, soprattutto al Sud, con conseguenze negative per le prospettive dei giovani meridionali e dello sviluppo del Mezzogiorno.

Sull’erosione della formazione e della ricerca pubblica

Giovanni Dosi e Maria Enrica Virgillito, mentre al Parlamento è in discussione la Legge di Bilancio 2016 e si discute delle università improduttive e baronali, propongono una valutazione dello stato del sistema universitario italiano, basandosi sul rapporto ANVUR del 2016. Gli autori segnalano, in particolare, che, in un quadro di definanziamento generalizzato, non sembra profilarsi un piano ordinario in grado di determinare un’inversione di tendenza e di limitare il rischio di uno snaturamento del ruolo dell’Università.

Ragionando sul merito della legge di revisione costituzionale

Ugo Trivellato si occupa del referendum costituzionale e, dopo aver affermato che su diversi temi circoscritti la riforma è condivisibile, sostiene che rispetto alle innovazioni salienti (superamento del bicameralismo paritario; nuovi rapporti fra Stato e Regioni) la riforma presenta diffuse ambiguità e incongruenze. Inoltre. Trivellato dubita che l’assetto istituzionale risultante possa intaccare i capisaldi della Costituzione e conclude richiamando il “velo d’ignoranza” come condizione per deliberare norme fondamentali della convivenza.

Il bicameralismo danneggia l’economia? Sì, No, Boh!

Maurizio Franzini si interroga sulla solidità degli argomenti alla base della tesi secondo cui il referendum costituzionale avrà effetti negativi sull’economia in caso di vittoria del no e sostiene che le conseguenze economiche della riforma costituzionale, ed in particolare del superamento del bicameralismo, quand’anche fossero considerate un criterio appropriato di valutazione, sono troppo incerte – nell’intensità e nel segno – per basare su di esse il giudizio da dare sulla riforma. Franzini conclude suggerendo un criterio alternativo di valutazione.

Le disuguaglianze di reddito fanno male anche alla salute

Elena Granaglia, riprendendo un tema che sta molto a cuore al Menabò, ossia l’importanza di occuparsi di disuguaglianze di risorse e non solo di povertà e di opportunità, si concentra sugli effetti delle disuguaglianze di reddito sulle disuguaglianze di salute. Utilizzando anche i dati contenuti in un libro di Michael Marmot recentemente pubblicato in Italia, Granaglia mostra come le disuguaglianze di reddito si traducano anche in disuguaglianze di salute e, in particolare, in disuguaglianze nelle attese di vita.