Dal successo al declino. Le piccole imprese e il paradosso dell’economia della conoscenza

Ugo Pagano partendo da un’affermazione di Marcello De Cecco del 2013, riconduce il successo e il successivo declino del modello italiano di piccole imprese al mutamento intervenuto nel contesto in cui viene prodotto, tutelato e utilizzato quel particolare fattore produttivo che è la conoscenza e sostiene che il declino è iniziato quando, in seguito a iniziative del governo americano, la conoscenza da bene pubblico è divenuta, a livello globale, bene privato. Pagano indica anche le implicazioni di policy della sua analisi.

Terra dei fuochi, la lezione appresa

Antonio di Gennaro si occupa della “Terra dei fuochi”, alla quale ha dedicato – assieme a un folto gruppo di ricercatori – molti anni di studio. di Gennaro basandosi sui dati suggerisce un’interpretazione del caso (e della situazione attuale) che è molto diversa da quella mainstream proposta dai media negli ultimi tre anni; infatti, essa rimanda alla crisi strutturale della terza area metropolitana d’Italia – Napoli, con il suo popoloso hinterland – drammaticamente orfana, più che di bonifiche, di politiche e strategie.

Quando il gioco non vale lo scontrino

Civil servant esamina l’idea, riproposta di recente in ambito governativo, di lanciare una lotteria abbinata all’emissione degli scontrini fiscali per combattere l’evasione. Civil servant sostiene che, malgrado le apparenze, non si tratta di una buona idea. Infatti, a seconda di come si organizza la lotteria, può essere incoraggiata l’emissione di scontrini di importo molto inferiore al valore delle transazioni effettive oppure occorre prevedere premi di importo simile a quello dei tributi che si riuscirebbe a recuperare.

L’efficienza è (soprattutto) una questione di contratti. Riflessioni intorno al premio Nobel per l’economia

Maurizio Franzini e Antonio Nicita illustrano nei suoi aspetti essenziali l’economia dei contratti che quest’anno è valsa il premio Nobel per l’economia a Hart e Holmström. Franzini e Nicita ricordano i molti ambiti ai quali essa si può applicare (incentivi, organizzazione dell’impresa, appalti pubblici, ecc.), i suoi elementi distintivi, il contributo che dà alla comprensione della realtà e al perseguimento dell’efficienza organizzativa. Nelle conclusioni, i due autori indicano anche alcune sue incompletezze.

Scienze sociali e capacità critiche. Una pista di lavoro sulle fondamenta sociali dell’economia

Vando Borghi, dopo aver sinteticamente ricostruito le modalità attraverso cui il progetto neo-liberista è andato radicandosi negli ultimi decenni, concentra la propria attenzione sulle potenzialità, ai fini di un cambiamento di marcia, dell’approccio centrato sull’“economia fondamentale” e si sofferma sulle due principali coordinate di questo approccio: la centralità delle dotazioni e dei servizi che costituiscono l’infrastruttura economica della vita quotidiana di tutti i cittadini e l’ancoraggio territoriale.

Il piano d’azione del Governo sulle pensioni: luci, ombre e molti punti interrogativi

Michele Raitano esamina gli interventi del Governo sulle pensioni delineati nel recente accordo con le parti sociali. Raitano sostiene che l’APE rappresenta un miglioramento ma non risolve tutti i problemi creati dall’incremento dell’età pensionabile del 2011. Riguardo alle misure da definire nella cosiddetta “fase 2” al giudizio positivo sulle misure a tutela dei lavoratori appartenenti allo schema contributivo, si contrappongono le preoccupazioni per la volontà di prevedere ulteriori decontribuzioni e incentivi alla previdenza privata.

L’intervento sulle “quattordicesime” dei pensionati. Si può fare di più?

Kaldor discute le due misure di sostegno dei redditi pensionistici medio-bassi delineate nella recente intesa fra Governo e parti sociali: l’aumento della no-tax area e il rafforzamento della “quattordicesima”, che può essere considerata una soluzione di ripiego rispetto alla troppo costosa estensione ai pensionati degli “80 euro”. Kaldor sottolinea che, anche dopo questi interventi, le prestazioni pensionistiche di base restano molto basse e permangono sovrapposizioni tra le diverse misure di integrazione della pensione.

La questione dei rifiuti e i conflitti irrisolti

Daniele Fortini parte dalla considerazione che decidere come e dove smaltire i rifiuti non differenziati, inevitabilmente genera conflitti spesso inconcludenti che coinvolgono politica e istituzioni, cittadini e società. Fortini sostiene che per alleviare i conflitti sulla localizzazione degli impianti o sulle tecnologie di smaltimento e per favorire una gestione dei rifiuti ispirata ai principi dell’economia circolare occorre dare soluzione ad altri conflitti, sommersi o poco conosciuti, che elenca con precisione.

I nuovi “indicatori di compliance” e le strategie di riduzione dell’evasione

Fernando Di Nicola discute la nuova strategia di contrasto dell’evasione fiscale annunciata da SOSE (Società per gli studi di settore) e MEF che prevede il superamento degli studi di settore e l’introduzione di indicatori che dovrebbero sia stimolare i contribuenti a dichiarare redditi più realistici sia a indirizzare i controlli verso i casi più incongruenti. Di Nicola giudica positivamente l’innovazione, e il conseguente abbandono dell’accertamento induttivo, ma sottolinea la rilevanza strategica dei controlli sull’emissione dei corrispettivi.

Il welfare fiscale. Alcuni limiti etici

Elena Granaglia si occupa della tendenzaa utilizzare la leva fiscale a sostegno del welfare e dei problemi che ne derivano. In particolare, richiamal’attenzione su due limiti etici del welfare fiscale, che vengono sottovalutati nel dibattito pubblico. Il primo riguarda il fatto che le agevolazioni sono fonte d’iniquità distributive e rischiano di accentuare ulteriormente la frammentazione del welfare italiano. Il secondo si riferisce alla visione del rapporto fra libertà e uguaglianza su cui tali agevolazioni si basano.