Premio o dono?

Civil Servant si occupa delle assicurazioni private contro i disastri naturali e sottolinea che esse, richiedendo ingenti fondi di riserva, rendono necessario che lo stato svolga il ruolo di riassicuratore di ultima istanza, imponendo costi a carico della collettività. Civil servant si chiede se non siano più efficienti incentivi fiscali e finanziamenti per la messa in sicurezza di abitazioni e infrastrutture che, per essere atti di solidarietà senza contropartite, potrebbero anche consolidare la coesione sociale di una comunità

Il punto sui professionisti: cosa è stato fatto, cosa c’è da fare

Andrea Dili, in occasione della discussione del disegno di legge sul lavoro autonomo alla Camera, analizza i provvedimenti che hanno interessato di recente le professioni nonché i bisogni e le opportunità di crescita della componente più eterogenea e dinamica del nostro mercato del lavoro. Dili osserva che gli interventi varati dal Governo Renzi si muovono su due livelli paralleli: strumenti per favorire la competitività e ampliamento delle tutele, e costituiscono un cambio di rotta rispetto al recente passato ma non ancora sufficiente per rendere l’Italia un Paese per professionisti.

Il New Public Management: attese e realtà

Paolo Borioni discute della teoria del New Public Management (NPM) a partire dalle conclusioni di un recente volume, dedicato al caso della Gran Bretagna, di Christopher Hood and Ruth Dixon secondo cui, in totale contrasto con le attese, il NPM avrebbe reso il settore pubblico più costoso e meno efficiente. Borioni sottolinea come i risultati presentati nel volume di Hood e Dixon sono da prendere attentamente in considerazione per valutare le riforme manageriali della Pubblica Amministrazione introdotte in tutti i paesi avanzati.

Dieci anni dalla grande crisi

Anna Giunta e Salvatore Rossi si occupano dello stato dell’economia italiana dopo la grande crisi. Giunta e Rossi elencano i punti di forza e di debolezza del nostro sistema produttivo e sostengono che esso è polarizzato tra un manipolo di imprese dinamiche che sostiene la competitività del nostro paese e un gran numero di imprese, prevalentemente a proprietà e conduzione familiari, poco produttive e innovative. La loro conclusione è che occorre una politica dell’offerta con un orizzonte di intervento di medio periodo.

Ad impossibilia nemo tenetur. L’inammissibilità del quesito referendario sull’art. 18

Roberta Calvano esamina la recente sentenza della Corte costituzionale n. 26/2017 sulla inammissibilità del referendum sull’art. 18. Calvano si sofferma sulla tecnica di formulazione del quesito che, diversamente dai precedenti sull’art. 18, tutti dichiarati ammissibili, è stato dichiarato inammissibile per la sua natura disomogenea e manipolativa. La decisione offre lo spunto per una riflessione sulla posizione di supplenza della Corte verso il legislatore, che grava i promotori di un compito troppo arduo.

In difesa del Parlamento. Sulla parola della UK Supreme Court il Brexit può ripartire, ma da Westminster

Alessandro Torre si occupa della decisione con la quale la Corte Suprema del Regno Unito, il 24 gennaio ha individuato nel Parlamento, e non nel Governo, il soggetto che deve attivare il procedimento di recesso dall’Unione Europea. Dopo aver chiarito il contesto nel quale si colloca tale decisione e l’iter che ne è seguito Torre sostiene che questa sentenza ha uno speciale significato non soltanto perché riafferma la supremazia del Parlamento, ma anche perché rafforza l’ipotesi che la Corte suprema si stia trasformando in una corte costituzionale.

L’eguaglianza fa bene alla concorrenza e la concorrenza fa bene all’eguaglianza

Andrea Pezzoli si occupa del contributo che la politica per la concorrenza e l’applicazione del diritto antitrust possono dare al contrasto delle diseguaglianze. In particolare, Pezzoli ricorda che l’Autorità antitrust può concentrarsi sui settori di maggiore impatto sui consumatori più poveri e che le rendite monopolistiche spesso sono un ammortizzatore sociale improprio. Su queste basi Pezzoli sostiene che per evitare la difesa di un iniquo status quo occorre che la promozione della concorrenza si accompagni a una riforma del sistema di welfare.

Verso un parlamento fluido? Il fenomeno degli Intergruppi parlamentari

Eugenio Levi, Rama Dasi Mariani e Elena Paparella analizzano il fenomeno dei c.d. Intergruppi parlamentari combinando un approccio quantitativo con una prospettiva giuspubblicistica. Gli autori individuano e analizzano – anche attraverso un raffronto tra parlamento italiano e europeo – le principali caratteristiche di questi raggruppamenti trasversali e sganciati dai partiti; ne mettono in evidenza gli elementi critici -legati alla scarsa trasparenza- e le potenzialità; e si interrogano sulla possibile matrice del fenomeno, riconducibile alla crisi del partito tradizionale.

I Big Data, il Big Change e la logica abduttiva

Pietro Greco si occupa dell’impatto dei “big data” sulle prospettive di sviluppo della scienza. Dopo aver criticato la diffusa idea che l’estrazione automatica di conoscenza dai “big data” costituisca una sorta di quarto “paradigma scientifico”, Greco nega che i dati “parlino da soli” senza bisogno di teorie scientifiche, e sostiene che essi possono, al più, suggerire un percorso di conoscenza, che dovrà comunque essere costantemente verificato confrontando “sensate esperienze” e “determinati riferimenti teorici.”

Big Data: una vera rivoluzione scientifica?

Angelo Vulpiani si occupa dell’attesa “rivoluzione dei Big Data”, partendo dalla diffusa opinione secondo cui grazie all’enorme mole di informazioni attualmente disponibili saremmo prossimi ad una nuova rivoluzione che consentirebbe di fondare una scienza senza basi teoriche. Vulpiani illustra le ragioni del suo scetticismo e sostiene che non è opportuno esagerare l’importanza dei Big Data, il cui impatto nell’ambito della ricerca, peraltro, non è stato finora sostanziale.