Far fronte alla crisi dei rifugiati: una proposta per migliorare il sistema delle quote

Hillel Rapaport presenta un’originale proposta per allocare i rifugiati tra i paesi membri dell’UE. Dopo aver ricordato che nel 2015 è stato introdotto il sistema delle quote e che tale sistema ha incontrato molte difficoltà, Rapoport sintetizza la sua proposta, avanzata assieme a Moraga. Tale proposta è desunta dall’armamentario dell’economista e prevede l’introduzione di un sistema di quote negoziabili e il matching fra le preferenze dei migranti sui paesi di destinazione e quelle dei paesi riceventi sulle caratteristiche dei migranti.

Immigrazione: un peso oppure una benedizione per i paesi europei?

Majlinda Joxhe e Skerdilajda Zanaj sintetizzano i risultati di un loro più ampio studio diretto a determinare, per i vari paesi europei, il saldo tra contributi versati e benefici (monetari) del welfare goduti dagli immigrati. Joxhe e Zanaj dimostrano che il contributo fiscale netto degli immigrati è negativo nella media Europea ma vi è una grande variabilità tra paesi. Inoltre, risulta che nei Paesi dove gli immigrati sono contribuenti fiscali, la percezione è che il loro impatto fiscale sia negativo e viceversa.

Accesso limitato al welfare e immigrazione: il caso del Regno Unito

Ludovica Giua contribuisce al dibattito europeo sul blocco dei flussi migratori e sul taglio alla spesa pubblica per gli stranieri, anche comunitari, analizzando il caso del Regno Unito, dove l’accesso al welfare è stato temporaneamente limitato per chi proveniva dai Paesi entrati nell’UE nel 2004. Giua mostra che tali limitazioni hanno ridotto utilizzo dell’assistenza pubblica e accresciuto il tasso di occupazione di quegli immigrati ma hanno anche aggravato la situazione delle categorie più a rischio nel mercato del lavoro.

Esitazione vaccinale: l’obbligatorietà è la soluzione?

Antonio Clavenna si occupa del decreto sui vaccini e osserva che di fronte alla diminuzione delle coperture vaccinali, la risposta delle istituzioni politiche si è orientata verso un rafforzamento dell’obbligatorietà. Clavenna sostiene che le misure coercitive, soprattutto in mancanza di una strategia più ampia che comprenda anche interventi educativi, formativi e organizzativi, rischiano di avere ricadute negative e di ridurre la fiducia dei cittadini nei confronti delle istituzioni e degli operatori sanitari.

Lavoro, imprese e finanza: una partita a tre sul Pil

Enrico D’Elia e Stefania Gabriele presentano i risultati di una stima originale della distribuzione funzionale del reddito in Italia basata sui conti dei settori istituzionali. I risultati raggiunti si differenzino sotto vari aspetti da quelli di altre stime. In particolare, D’Elia e Gabriele trovano che la quota del lavoro ha continuato a diminuire anche in anni recenti, che i redditi da capitale delle società hanno tenuto, che gli utili delle società non finanziarie sono diminuiti e sostengono che questi andamenti riflettono cambiamenti strutturali nell’economia italiana.

Il lungo sonno dell’Italia e dell’Eurozona/2

Francesco Farina, nella seconda parte del suo articolo, prosegue l’analisi dei problemi strutturali dell’economia italiana e del ruolo dell’euro. Farina ritiene che chi auspica un ritorno alla lira dimentica, fra l’altro, che il contesto economico europeo è irreversibilmente mutato rispetto a vent’anni fa e sostiene che bisognerebbe illuminare meglio la “zona grigia” fra economia e politica, trovando lo spazio di contrattazione nel quale ottenere il sostegno di politiche comuni europee nell’ambito di un credibile impegno ad un recupero di efficienza del sistema-Italia.

Non tutto il Regno Unito ha scelto la Brexit – Nuove elezioni parlamentari e recenti sviluppi in Scozia e in Irlanda del Nord

Alessandro Torre esamina lo stato e le prospettive del processo che dovrebbe portare al recesso della Gran Bretagna dall’Unione Europea. Dopo avere ricordato i passi fin qui compiuti tra non poche difficoltà istituzionali, Torre illustra come le elezioni parlamentari anticipate, volute da Theresa May, allo scopo di rafforzare la propria leadershio, si intreccino con quel processo e si sofferma in particolare sulle conseguenze che esse potrebbero avere in Scozia e Irlanda del Nord, dove gli elettorati si sono espressi nettamente a favore del remain.

Roma, punto e a capo

Silvana Cirillo condensa in questo articolo l’atmosfera che domina in “Roma. Punto e a capo” il libro da lei curato che è una sorta di romanzo a più mani sulla Roma degli anni successivi al dopoguerra e che comprende scritti di grandi narratori (nell’articolo Cirillo riporta passi di Flaiano, Pasolini e Parise)e di critici che quei narratori hanno studiato. Dall’articolo, e ancora più dal libro, emerge l’immagine di una città che come scrive Parise, rappresentava al meglio, quello che “gli stranieri chiamerebbero il fenomeno Italia”.

Da Corrado Gini ai nostri giorni: l’impegno dell’Istat nello studio della diseguaglianza

Giorgio Alleva, dopo aver ricordato il continuo impegno che, da sempre, l’Istat pone sullo studio delle disuguaglianze, richiama il recente avvio di un progetto strategico per lo sfruttamento integrato del sistema di indagini e delle fonti amministrative, in linea con il processo di modernizzazione che l’Istat ha avviato. Dopo aver anticipato alcuni dati sulla diseguaglianza e sull’effetto redistributivo sui redditi del 2016, Alleva conclude ricordando l’inclusione degli indicatori di benessere equo e sostenibile tra gli strumenti di programmazione e valutazione della politica economica nazionale.