Legge elettorale e assetto istituzionale. Una questione di democrazia

Gaetano Azzariti si occupa della legge elettorale e, dopo aver richiamato la necessità di un ritorno alla semplicità delle forme e alla chiarezza dei principi, sostiene che se il senso di una legge elettorale è permettere al popolo di esprimere e scegliere i propri rappresentanti, allora essa deve essere comprensibile nei suoi meccanismi di funzionamento e non può occuparsi unicamente di governabilità. Nell’emergenza attuale, secondo Azzariti, una via uscita temporanea, consisterebbe nell’estensione al Senato della legge elettorale della Camera, dopo l’intervento della Consulta.

Fuori dal tunnel? Cosa si nasconde nelle pieghe della ripresa dell’economia italiana

Marco Centra e Dario Guarascio analizzano i recenti dati macroeconomici che segnalano una ripresa dell’economia italiana. Mettendo a confronto Pil, occupazione, ore lavorate, salari, produttività e contratti di lavoro,Centra e Guarascio individuano, però, alcune fragilità strutturali che consigliano grande cautela nel valutare l’attuale fase di ripresa. In particolare, Centra e Guarascio temono che tali fragilità pongano in modo durevole l’economia italiana su una traiettoria di “poor o precarious-job growth” piuttosto che di “jobless growth”.

Abilitazione e reclutamento dei professori universitari nei settori economici dal 2012 ad oggi – II parte

Enrico Bellino e Saverio M. Fratini, concludendo la loro riflessione sull’Abilitazione Scientifica Nazionale nei settori economici iniziata sullo scorso numero del Menabò, prendonoin esame i dati relativi al primo quadrimestre della procedura in corso. Dopo aver commentato questi dati, Bellino e Fratini propongono alcune considerazioni riguardanti sia le procedure ideate per il reclutamento dei docenti universitari, che non sembrano assolvere efficacemente il loro compito, sia le differenze o le sovrapposizioni tra i settori concorsuali dell’area economica.

Il capitalismo italiano: una specializzazione forzata?

Filippo Belloc intervendo nel dibattito sul capitalismo italiano, collega l’evoluzione recente del nostro sistema industriale alla regolamentazione globale della proprietà intellettuale. Belloc sostiene, in particolare, che il cosiddetto “monopolio globale delle idee”, imposto con gli accordi TRIPs, potrebbe aver influito in modo significativo sulla specializzazione industriale del nostro Paese, riducendo le opportunità di investimento e innovazione proprio nei settori in cui l’Italia aveva costruito il proprio successo industriale nel XX secolo.

Abilitazione e reclutamento dei professori universitari nei settori economici dal 2012 ad oggi – I parte

Enrico Bellino e Saverio M. Fratini presentano e discutono, in un articolo di cui pubblicheremo la seconda parte sul prossimo Menabò, gli esiti delle procedure di abilitazione scientifica nazionale (ASN), nonché le chiamate degli abilitati, relativamente ai sei settori concorsuali che interessano l’area economica. La loro attenzione si concentra sull’ ASN del 2012-13 e sulle chiamate di abilitati che ad essa hanno fatto seguito. Nella seconda parte dell’articolo saranno esaminati i dati relativi al primo quadrimestre della ASN 2016-18 e si proporranno alcuni commenti.

I problemi di lungo periodo dello sviluppo economico italiano

Emanuele Felice, Alessandro Nuvolari e Michelangelo Vasta intervengono sul tema delle specificità del capitalismo italiano, e sostengono che due tare storiche hanno accompagnato il processo di modernizzazione del Paese fin dall’Unità: un assetto istituzionale mal congegnato e scarsi investimenti nella formazione di capitale umano e in attività innovative. La loro conclusione è che l’Italia ha bisogno di interventi incisivi che riconfigurino la matrice storica del suo processo di sviluppo.

L’ibridazione del capitalismo italiano come causa del suo declino (1990-2007)

Marco Simoni ritiene che per cogliere le ragioni di fondo del declino economico italiano, prima della grande recessione, occorre esaminare le riforme economiche degli anni. Basandosi sulla teoria delle Varietà di Capitalismo, Simoni mostra che i cambiamenti introdotti nel mercato finanziario e del lavoro hanno promosso istituti tra loro poco coerenti perché ispirati ora al modello continentale, ora a quello anglosassone, e che il risultato è stata un’ibridazione che ha indebolito la capacità di innovazione dell’Italia e, dunque, la dinamica della produttività e della crescita.

I danni delle catastrofi naturali: quale strategia per la prevenzione?

Marcello Basili e Maurizio Franzini tornano a occuparsi di prevenzione dei danni da catastrofi naturali. Dopo aver ricordato le conseguenze di recenti eventi di questa natura e le stime sulla loro probabilità di verificarsi, Basili e Franzini sostengono che occorre un’assicurazione obbligatoria, sensibile alle disuguaglianze economiche, la cui introduzione può essere agevolata da politiche di nudge che contrastino l’accertata e poco razionale tendenza all’inerzia di fronte a eventi con bassa probabilità ma con conseguenze potenzialmente gravissime.

Il capitalismo italiano: un ibrido infelice?

Ugo Pagano sintetizza uno dei punti di vista emersi in un convegno tenutosi a marzo a Siena sul capitalismo italiano e riguardante l’ipotesi che il declino dell’economia italiana sia dovuto alla sua natura d’ibrido infelice fra modello americano e tedesco. In base a tale ipotesi, come chiarisce Pagano, all’Italia mancherebbe un assetto istituzionale che permetta alle sue imprese di raggiungere dimensioni adeguate in un sistema economico di competizione globale in cui sono decisivi i diritti di proprietà intellettuale e i monopoli delle tecnologie.

Perché la storia

Bruna Ingrao riflette sugli effetti della drastica riduzione dello spazio dedicato alla storia del pensiero economico e alla storia economica all’interno dei corsi universitari in economia. Ingrao sottolinea, in particolare, l’impoverimento che ne deriva per la capacità degli economisti di interpretare la complessità dei fenomeni economici e sociali e richiama l’attenzione sulla necessità di tornare urgentemente a valorizzare le due discipline e la loro capacità di sollecitare la curiosità attraverso la narrazione di uomini, eventi ed idee.