Troppa flessibilità del lavoro fa male all’innovazione?

Armanda Cetrulo, Valeria Cirillo e Dario Guarascio esaminano il rapporto tra flessibilità del lavoro e innovazioni e sostengono che la prima può ostacolare le seconde. A tal riguardo, essi mettono in luce il ruolo che, in alcuni regimi tecnologici, può svolgere la conoscenza specifica dei lavoratori all’interno delle imprese e delle industrie. Richiamando i risultati di un recente studio sull’innovazione nelle industrie europee gli autori mettono in evidenza, in particolare, una relazione negativa tra uso intenso di lavoro temporaneo e innovazione di prodotto.

Il governo della non-élite: il New Deal di Franklin D. Roosevelt

Maurizio Franzini in occasione della nuova pubblicazione in Italia degli interventi e dei discorsi di F.D. Roosevelt propone, guardando anche al presente, una riflessione sul New Deal degli anni ’30. Franzini, dopo aver sottolineato l’inconciliabilità, nella visione di Roosevelt, tra ilpotere economico e i valori fondativi e costituzionali degli Stati Uniti, sostiene che da ciò discende la priorità assegnata alla reform rispetto alla recovery e nelle conclusioni delinea le ragioni del successo di questo eccezionale “governo per la non –élite”.

Wall Street come Las Vegas?

Marcello Basili e Maurizio Franzini ricordano che in 10 anni la quotazione di Amazon è passata da 74 a 1414 dollari (13 febbraio) una performance da capogiro anche nell’epoca del Quantitative Easing. Basili e Franzini ricordano che Amazon non ha distribuito dividendi in 21 anni, che il rapporto Prezzo/utili (P/E) è stratosferico (oltre 230) e che gli utili sono bassissimi. Dopo aver illustrato il significato di questi dati si chiedono cosa spinga le quotazioni di Amazon e cosa sia diventato ai nostri giorni il mercato azionario.

Lavoretti

Riccardo Staglianò presenta il suo nuovo libro nel quale si chiede perché, di colpo, sia diventato necessario “arrotondare”. Per rispondere, Staglianò ripercorre il declino del lavoro iniziato con il pugno d’acciaio di Reagan contro i controllori di volo e la guerra della Thatcher ai sindacati; sostiene che la gig economy sta istituzionalizzando i “lavoretti” mentre Uber, Airbnb e altri pagano tasse risibili nei Paesi dove producono ricchezza e che ciò minaccia il futuro del welfare, accrescendo il bisogno di lavoretti per arrotondare, in una spirale senza fine.

La ricchezza e la mobilità intergenerazionale in Italia: una stima

Francesco Bloise si occupa di trasmissione intergenerazionale della disuguaglianza utilizzando la ricchezza invece che – come si usa fare – il reddito. Dopo aver spiegato i vantaggi di questo approccio Bloise, utilizzando i dati dell’indagine della Banca d’Italia, mostra che nel nostro paese la trasmissione intergenerazionale della ricchezza è elevata – e, a causa di alcune limitazioni dei dati, nella realtà potrebbe essere ancora più elevata – e che i trasferimenti diretti di ricchezza tra le generazioni hanno un ruolo rilevante in questa trasmissione.

Alcune FAQ sul voto del 4 Marzo

Eugenio Levi e Fabrizio Patriarca cercano di chiarire alcuni punti della legge elettorale con lo scopo di aiutare l’elettore a capire quale sarà l’effetto del proprio voto sulla rappresentanza parlamentare. In particolare, si soffermano sulla corrispondenza fra il voto ad una lista plurinominale e l’elezione di parlamentari di quella lista, sul peso relativo del maggioritario e del proporzionale, sul ruolo della residenza geografica e sottolineano con preoccupazione gli effetti che l’ambiguità della legge elettorale su questi punti sta avendo sulla campagna elettorale.

La crisi dell’Unione Monetaria e le relazioni centro-periferia in Europa

Giuseppe Celi, Andrea Ginzburg, Dario Guarascio e Anna Maria Simonazzi presentano un sintesi del loro recente libro “Crisis in the European Monetary Union. A core-periphery perspective” dove propongono una lettura di lungo periodo dei problemi dell’Europa. In particolare, essi danno conto del processo di polarizzazione in atto che vede, da un lato, un ‘centro’ forte (la Germania) e, dall’altro, due ‘periferie’ eterogenee ma dipendenti dal medesimo centro (il Sud e l’Est Europa). Nelle conclusioni gli autori indicano la strada da percorre per rinnovare le politiche europee.

Un nuovo pilastro europeo per i diritti sociali? Due critiche – di metodo e di merito – al social pillar di Göteborg

Stefano Giubboni si occupa del «pilastro europeo dei diritti sociali», solennemente proclamato nel recente vertice di Göteborg. Giubboni sottolinea due elementi critici. Il primo, di metodo, riguarda la natura giuridica del pilastro: come mero atto di soft law è inidoneo a promuovere una effettiva rifondazione politico-costituzionale dei diritti sociali. Il secondo, di merito, riguarda la riconfigurazione dei diritti sociali prevalentemente come strumenti di attivazione sul mercato del lavoro, a scapito della dimensione protettivo-redistributiva.

Il Welfare del Trentino tra impegno riformatore e avvisaglie di controriforma

Ugo Trivellato presenta e discute un’ambiziosa riforma del welfare del Trentino, che, accanto a innovazioni decisamente positive, in chiave di coordinamento e potenziamento degli interventi, mostra incongruenze e debolezze di non poco conto. Trivellato ritiene che esse ne intacchino l’equità redistributiva e, verosimilmente, ne riducano l’efficacia e per questo auspica che la riforma si caratterizzi come un ‘cantiere aperto’, che consenta significativi miglioramenti, anche alla luce dell’esperienza del primo anno.

Liberalizzazione dei movimenti di capitale e disuguaglianza: i risultati di una stima

Massimo Aprea riflette sui possibili effetti delle politiche di liberalizzazione dei movimenti di capitale sulle disuguaglianze di reddito. Dopo avere illustrato le varie difficoltà che occorre affrontare per conoscere tali effetti e dopo aver ricordato che disponiamo di pochi studi al riguardo, Aprea presenta i risultati di un suo tentativo di stima soffermandosi, in particolare, su quello che mostra un significativo impatto delle liberalizzazioni sulla quota di reddito appropriata dall’1% più ricco della popolazione.