Far fronte alla crisi dei rifugiati; una proposta per migliorare il sistema delle quote

Hillel Rapaport presenta un’originale proposta per allocare i rifugiati tra i paesi membri dell’UE. Dopo aver ricordato che nel 2015 è stato introdotto il sistema delle quote e che tale sistema ha incontrato molte difficoltà, Rapoport sintetizza la sua proposta, avanzata assieme a Moraga. Tale proposta è desunta dall’armamentario dell’economista e prevede l’introduzione di un sistema di quote negoziabili e il matching fra le preferenze dei migranti sui paesi di destinazione e quelle dei paesi riceventi sulle caratteristiche dei migranti.

Sull’orlo di una crisi istituzionale

Gaetano Azzariti si interroga sul significato istituzionale del recente scampato pericolo che la crisi di governo si trasformasse in crisi istituzionale e sostiene che, venuto meno il dialogo tra partiti e Quirinale, ciascuno ha preteso di far prevalere la propria volontà, in qualche modo tutti forzando gli equilibri costituzionali. L’esito è stato, da un lato, la “privatizzazione” dell’organo governo e, dall’altro, lo squilibrio dei rapporti tra forze politiche e presidenza della Repubblica. Tutto ciò invita a riflettere sul futuro assetto dei nuovi rapporti di potere.

Ciao Pierre

Leonello Tronti ci offre il suo intenso saluto a Pierre Carniti. Dopo aver ricostruito il percorso di Carniti, dalla Fim lombarda alla segreteria generale della Cisl, Tronti ricorda le sue idee-forza (lo sviluppo della contrattazione articolata, la visione intransigente dell’unità sindacale, il coraggio di avvicinare il futuro con le armi della cultura) e il suo incontro con Ezio Tarantelli con il quale condivise il progetto di governo concertato dell’economia, fino alla crisi, con il decreto di San Valentino, della stessa unità sindacale.

Tanzi e le Termiti di Stato: un commento

Vincenzo Visco commenta il volume di Tanzi, Termites of the State iniziando con il sottolineare che si tratta di un libro sulle disuguaglianze economiche e sul ruolo delle “termiti” che rischiano di delegittimare sia lo Stato sia il mercato. Visco tocca poi vari temi tra cui le similitudini tra l’epoca attuale e l’inizio del secolo scorso, le ragioni di fondo del conflitto recente tra neo-liberisti e neo-keynesiani – che, a suo parere riguardano soprattutto i sistemi di welfare – e l’eventuale opportunità di un trasferimento di reddito uguale per tutti, proposto anche da Tanzi.

Termites of the State e diritti di proprietà intellettuali

Antonia Carparelli commenta il volume di Tanzi, Termites of the State, soffermandosi sulla sua analisi della proliferazione dei diritti di proprietà intellettuale e del loro impatto sulla concentrazione della ricchezza e sulle disuguaglianze. Carparelli sostiene che questa “rivoluzione silenziosa” che sta trasformando la geografia e la dinamica del potere economico è frutto anche di politiche pubbliche che, però, devono essere ripensate se si vogliono correggere le grandi disuguaglianza, soprattutto considerando che l’economia globale può rendere la tassazione un’arma spuntata.

Islam e finanza nella quotidianità: i risultati di una ricerca esplorativa

Valentina Moiso e Roberta Ricucci si occupano di finanza islamica – cioè in sintonia con le norme della sharīʿah – che sta ricevendo crescente attenzione nei mercati globali, adottando un punto di vista non usuale: come i fedeli di Maometto gestiscono risparmi e investimenti nei paesi occidentali. Basandosi su una loro ricerca esplorativa, le due autrici analizzano il nesso tra precetti religiosi, strumenti, principi e iniziative legati all’economia e da questo traggono anche indicazioni sull’integrazione sociale delle comunità musulmane in Italia.

Rilanciare la discussione pubblica per rilanciare il Servizio Sanitario Nazionale

Elena Granaglia, sulla scia di un recente volume di Geddes, La salute sostenibile, mette in guardia dal rischio che una serie di piccole scelte, apparentemente compatibili con il Sistema Sanitario Nazionale, conduca, in modo del tutto opaco, a ridimensionare drasticamente la sanità pubblica. Quest’ultima dovrà affrontare scelte difficili nei prossimi anni ma, sostiene Granaglia, il miglior modo per farlo è mettere nuovamente il Servizio Sanitario, le sue ragioni e le sue modalità operative, al centro di una discussione pubblica, trasparente e ragionata.

Le termiti di Stato: perché la complessità conduce alla disuguaglianza (seconda parte)

Vito Tanzi continua la sua riflessione sul rapporto tra Stato e mercato nella seconda parte dell’Introduzione al suo Termites of the State. Why Complexity Leads to Inequality. Nella prima parte, pubblicata sul precedente numero del Menabò, Tanzi ha mostrato come quel rapporto si sia evoluto, nelle visioni teoriche e nelle esperienze pratiche, dall’800 fino agli anni ’70 del secolo scorso; nella seconda egli esamina il periodo del “fondamentalismo di mercato”, mettendone in luce gli aspetti critici e le conseguenze anche per le disuguaglianze, e quello della Grande Recessione.

L’integrazione europea e gli “opposti sovranismi”

Francesco Farina riconduce il malessere che attraversa oggi i paesi dell’euro al debole impianto istituzionale dell’Eurozona,. A suo parere l’impatto della Grande Recessione sul benessere delle persone è stato acuito dal “sovranismo” della Germania, che ha imposto l’austerità, colpendo soprattutto i ceti più deboli e, d’altro canto, la disaffezione di ampi strati sociali per l’ integrazione europea ha scatenato il “sovranismo” dei movimenti populisti, che si oppongono all’establishment nazionale ed all’euro. Secondo Farina si tratta, in ambedue i casi, di posizioni miopi.

Un populismo di nuova generazione

Antonello Ciervo, partendo dalla riflessione di Asor Rosa sul rapporto tra intellettuali e masse popolari, analizza alcune recenti pubblicazioni sui giovani e la politica, in particolare alla luce delle tendenze populistiche emerse nel dibattito pubblico italiano. Ciervo, esaminando il libro di Alberto Raffaele Ventura, Teoria della classe disagiata, e il volume collettaneo dell’Associazione “Senso comune”, I giovani salveranno l’Italia, tratteggia un nuovo fenomeno sociale che potrebbe essere denominato “populismo generazionale” e ne critica alcuni aspetti teorici.