Azione volontaria fra dinamismo e scelte legislative in chiaroscuro

Ugo Ascoli e Emmanuele Pavolini si occupano di volontariato, uno dei fenomeni più dinamici ed interessanti di partecipazione socio-politica. Dopo averne illustrato i caratteri di fondo e le trasformazioni in atto, sostengono che da un attento esame del mondo del volontariato risulta confutata l’idea che vi sia una crisi della partecipazione socio-politica, anche se permangono alcune preoccupanti criticità. La loro conclusione è che la riforma del Terzo Settore, di cui offrono una prima valutazione, rischia di danneggiare più che aiutare una vasta parte di tale mondo.

Social Impact Bond e finanziarizzazione dei programmi sociali

Luca Salmieri analizza le opportunità e i rischi connessi all’eventuale introduzione nel sistema italiano di welfare dei Social Investment Bond. Salmieri dopo aver ricordato che tali strumenti finanziari si stanno difendendo nel welfare anglosassone e che attraverso di essi si spera di rendere la spesa pubblica più efficiente e di soddisfare i bisogni sociali dei più svantaggiati, sostiene che essi potrebbero condurre a una maggiore selettività delle politiche sociali e a un’ulteriore riduzione delle responsabilità e dell’operatività dei soggetti pubblici.

Giulio Regeni: le ragioni etiche e scientifiche di una ricerca difficile

Pubblichiamo la traduzione del discorso che William Brown ha tenuto alla LSE in occasione di un incontro in memoria di Giulio Regeni. Brown ricorda quale fosse il progetto di Giulio e la metodologia che intendeva adottare; sottolinea l’importanza delle ricerche sul campo per le scienze sociali e per la costruzione della democrazia e sostiene che la morte di Giulio non sarebbe soltanto una tragedia personale se frenasse i ricercatori dal compiere il proprio lavoro sul campo. Anche tenendo conto di questo il dottorato congiunto in economia delle Università di Firenze, Pisa e Siena ha proposto di attribuire a Giulio Regeni il titolo di Dottore di Ricerca.

Il capitalismo italiano fra ibridi istituzionali e nuovi ibridi tecnologici

Maria Alessandra Rossi sostiene che l’evoluzione verso tecnologie ‘ibride’ – che applicano le ICT alla sfera della materialità – e l’aumentata pervasività di intangibili e diritti di proprietà intellettuale, sono rilevanti per il dibattito sulla riforma del capitalismo italiano. A suo parere questi sviluppi, che hanno mutato i modelli ‘puri’ di capitalismo (statunitense e tedesco) potrebbero, con politiche adeguate, essere funzionali alla valorizzare di alcuni connotati naturali italiani, generando incrementi di produttività e valore aggiunto anche nei settori tradizionali.

Perché l’Italia non può “divenire” la Svizzera?

Massimiliano Vatiero interviene nel dibattito sull’ibridazione dell’economia italiana confrontando, in una prospettiva storica, il capitalismo italiano con quello svizzero. Dopo aver chiarito che l’evoluzione dei capitalismi dipende da radici storiche e circostanze politiche locali, Vatiero illustra le ragioni per cui un modello di capitalismo come quello svizzero (caratterizzato da innovazione radicale, deconcentrazione della struttura proprietà dell’impresa e bassa protezione del lavoro) non possa essere esportato “senza costi”.

Torniamo a studiare i classici

Gianluigi Coppola prendendo spunto dal conferimento del Nobel per l’economia a Thaler, pone in evidenza i legami originariamente esistenti tra scienza economica e filosofia e sostiene che il pensiero neoclassico affermatosi nella seconda metà del secolo scorso ci ha riportato alla filosofia dei presocratici nella cui visione l’uomo è un atomo, una realtà indivisibile e quel che accade al suo interno è dato e irrilevante ai fini dell’analisi economica. Coppola conclude la sua riflessione suggerendo di riscoprire gli economisti classici.

Bonus 80 euro: facciamo il punto

Fernando Di Nicola esamina il “bonus 80 euro” e la modesta revisione di cui è stato oggetto nel recente DDL di Bilancio. Dopo aver messo in evidenza gli aspetti critici del bonus, in particolare quelli relativi ai suoi effetti redistributivi e all’altezza delle aliquote marginali, Di Nicola sostiene che essi si fanno più evidenti in occasione dei rinnovi contrattuali e conclude che, invece di tentare di correggere le disfunzioni del bonus, bisognerebbe prevederne il graduale assorbimento in un riformato sistema sistema tax-benefit.

Residui fiscali regionali: istruzioni per l’uso

Carmelo Petraglia esamina criticamente la tesi secondo cui le regioni settentrionali sarebbero vittima di un’ingiustizia fiscale e sostiene che i residui fiscali negativi del Mezzogiorno vanno ricondotti al dualismo territoriale che trasforma la redistribuzione interpersonale in redistribuzione interregionale. Secondo Petraglia, la scomoda verità di cui convincersi è che l’unica strada per rendere il Mezzogiorno meno dipendente dai flussi di finanza pubblica è la riduzione del suo divario di sviluppo nei confronti del Centro-Nord.

Metamorfosi istituzionale ed eterogeneità delle imprese: all’origine della bassa crescita italiana

Fabio Landini sostiene che la ridotta crescita dell’economia italiana dipende da un assetto istituzionale che combina forte concentrazione della proprietà delle imprese e sindacati deboli. In un quadro di apertura al commercio estero e moneta forte, tale assetto ha favorito due opposte strategie competitive: sfruttare la debolezza del sindacato per risparmiare sul costo del lavoro e limitare gli investimenti in efficienza; investire in innovazione e prodotti di qualità da esportare. La bassa crescita sarebbe l’effetto di queste opposte strategie.

Una bacchetta magica da 600 miliardi di dollari

Enrico Traino sostiene che la soluzione a problemi epocali come il riscaldamento globale e le migrazioni può venire dall’introduzione su scala globale di una tassa sui combustibili fossili (“Carbon Tax”). Traino spiega perché a suo parere questa tassa dovrebbe essere fissata a un livello più alto di quello consigliato dagli economisti e indica gli effetti che essa potrebbe avere sia direttamente sia indirettamente, attraverso l’impiego del gettito che permetterà di ottenere, sulla soluzione dei due problemi epocali.