Donne, economia e “leaking pipelines”

Antonia Carparelli, con riferimento al progetto ‘100esperte.it’, illustrato da Luisella Seveso su questo numero del Menabò, propone alcune riflessioni sul percorso lungo e tortuoso che le donne hanno dovuto e devono ancora affrontare per affermarsi e far sentire la propria voce in qualità di economiste; sottolinea l’importanza di ‘azioni positive’ volte a contrastare gli ostacoli e i meccanismi di discriminazione, e segnala il ruolo dell’Europa nel promuovere e sostenere la parità di genere, anche e soprattutto attraverso la diffusione della conoscenza.

Propaganda e manipolazione nelle elezioni politiche: il ruolo dei social network e degli algoritmi basati sulla intelligenza artificiale

Roberto Bellotti si occupa dell’influenza dei social network sull’informazione e la propaganda politica. Dopo aver richiamato alcuni esperimenti sociali – condotti all’oscuro degli elettori – e le caratteristiche di strumenti nuovi che utilizzano piattaforme di social network, big data e complessi algoritmi, Bellotti sostiene che un’accurata profilazione economica, sociale, culturale e di orientamento politico permette di diffondere notizie, spesso false, a gruppi selezionati in modo preciso ed invasivo, esercitando un’influenza superiore a quella che percepiamo.

Corporativismo, spesa pubblica e distribuzione funzionale del reddito

Mario Holzner analizza l’impatto del “corporativismo” – cooperazione tra imprese, lavoratori e gruppi d’interesse statali – sull’evoluzione della quota di reddito da lavoro in 42 economie industrializzate nel periodo 1960-2010. Holzner individua una complementarietà tra ruolo dello stato e sistema di contrattazione, sostenendo che il reddito da lavoro ha avuto una dinamica più favorevole nei paesi in cui il ruolo dello Stato si è ridotto ma la contrattazione salariale è centralizzata e nei paesi in cui quest’ultima è decentralizzata ma la spesa pubblica è rilevante.

Cosa resta del diritto all’abitare

Elisa Olivito si sofferma sul diritto all’abitare per come può intendersi garantito dalla Costituzione italiana, nonché su alcune sue forme di distorta attuazione e/o di evidente mancata attuazione: svalutazione delle locazioni a uso abitativo, incentivazione dell’acquisto dell’abitazione, restringimento dei requisiti per l’accesso all’edilizia residenziale pubblica. Olivito richiama, in particolare, due vicende speculari: gli esigui stanziamenti per il Fondo nazionale per le locazioni, da un lato, e lo sfaldamento dei vincoli alla cessione di alloggi costruiti con il contributo pubblico, dall’altro.

La politica antitrust e il contrasto alla disuguaglianza

Alessandra Tonazzi esamina il ruolo di contrasto alle disuguaglianze che l’antitrust può svolgere anche restando nel solco dei propri obiettivi tradizionali: benessere del consumatore, promozione dell’innovazione e della crescita. Tonazzi osserva, però, che la stessa concorrenza può essere percepita come fonte di disuguaglianza ed è perciò importante che l’azione dell’antitrust sia accompagnata da misure di welfare per consentire alla politica della concorrenza di svolgere virtuosamente una funzione pre-distributiva, contrastando la formazione o l’aumento di disuguaglianze.

Sarà un robot (o un computer) che ci sostituirà? Un’analisi della relazione tra dinamica occupazionale e routinarietà delle mansioni

Valentina Gualtieri, Dario Guarascio e Roberto Quaranta analizzano la relazione tra dinamica occupazionale delle diverse professioni, natura delle mansioni intesa come loro maggiore o minore ‘routinarietà’ e andamento economico dei settori nei quali si distribuiscono le diverse professioni. Utilizzando provenienti da Istat, Inapp e dal database AIDA bureau Van Dijk, gli autori mostrano che le professioni caratterizzate da una prevalenza di mansioni routinarie tendono a essere penalizzate in termini di dinamica occupazionale.

La flat tax e gli effetti sui redditi da pensione

Michele Raitano, facendo uso dei dati sui redditi rilevati nell’indagine IT-SILC 2015, calcola come varierebbero alcuni indicatori della distribuzione dei redditi da pensione se l’attuale struttura dell’IRPEF fosse sostituita dalla “flat tax” proposta nel contratto di governo fra Lega e Movimento 5 Stelle. Dalle simulazioni di Raitano emerge che tale versione della flat tax ridurrebbe in modo molto consistente la progressività del prelievo, avvantaggiando principalmente i beneficiari di pensioni elevate, e comporterebbe un’ampia riduzione di gettito per le finanze pubbliche.

Stato, mercato e disuguaglianze: un commento a Termites of the State di Vito Tanzi

Antonio Pedone commenta il libro di Vito Tanzi, Termites of the State. Pedone sottolinea la ricchezza dell’analisi di Tanzi sulla grande e mutevole varietà dei rapporti tra Stato e mercato e sostiene, in particolare, che Tanzi offre numerosi spunti per far fronte alle insopportabili disuguaglianze, pericolose per la stessa sopravvivenza di un’economia di mercato fondata sulla democrazia, che le regole oggi in vigore nei mercati rischiano di creare e che l’imposizione progressiva non appare in grado di attenuare.

Far fronte alla crisi dei rifugiati; una proposta per migliorare il sistema delle quote

Hillel Rapaport presenta un’originale proposta per allocare i rifugiati tra i paesi membri dell’UE. Dopo aver ricordato che nel 2015 è stato introdotto il sistema delle quote e che tale sistema ha incontrato molte difficoltà, Rapoport sintetizza la sua proposta, avanzata assieme a Moraga. Tale proposta è desunta dall’armamentario dell’economista e prevede l’introduzione di un sistema di quote negoziabili e il matching fra le preferenze dei migranti sui paesi di destinazione e quelle dei paesi riceventi sulle caratteristiche dei migranti.

Sull’orlo di una crisi istituzionale

Gaetano Azzariti si interroga sul significato istituzionale del recente scampato pericolo che la crisi di governo si trasformasse in crisi istituzionale e sostiene che, venuto meno il dialogo tra partiti e Quirinale, ciascuno ha preteso di far prevalere la propria volontà, in qualche modo tutti forzando gli equilibri costituzionali. L’esito è stato, da un lato, la “privatizzazione” dell’organo governo e, dall’altro, lo squilibrio dei rapporti tra forze politiche e presidenza della Repubblica. Tutto ciò invita a riflettere sul futuro assetto dei nuovi rapporti di potere.