“Lavoratori dei dati” di tutti i Paesi, unitevi! Big Data e i mercati senza prezzo

Andrea Pezzoli osserva che nell’era digitale i mercati senza prezzo sono sempre più diffusi e l’intreccio tra i profili di privacy, di concorrenza e di tutela del consumatore è molto complesso. In questo contesto a suo parere è essenziale fare chiarezza sul “valore” dei dati. Dopo aver richiamato le diverse posizioni al riguardo – da quelle più ortodosse a quelle più provocatorie, per le quali gli utenti delle piattaforme sono “lavoratori dei dati”- Pezzoli riflette sulle sfide che ne derivano per la politica della concorrenza.

Quali politiche, se il mercato rende diseguali (seconda parte)?

Maurizio Franzini nella seconda parte del suo articolo sulla pre-distribuzione, illustra le tipologie di politiche in grado di limitare le disuguaglianze che si formano nei mercati e di attenuarne gli aspetti meno accettabili. Franzini distingue le politiche pre-distributive dirette a riequilibrare le dotazioni con cui si entra nei mercati da quelle che consistono nel modificare le regole da cui dipende la propensione dei mercati a generare disuguaglianza. Inoltre, sottolinea che alcune politiche redistributive possono avere anche effetti pre-distributivi.

La maternità sempre più posticipata: una ‘scelta’ assai condizionata

Alina Verashchagina si occupa, con riferimento all’Italia, di maternità e dei suoi effetti sui salari e l’occupazione. Verashchagina rileva che, con la nascita del figlio, i redditi da lavoro delle madri si riducono e che tale riduzione è più elevata se la nascita avviene negli anni immediatamente successivi al termine degli studi. Verashchagina osserva che questo effetto potrebbe spiegare la tendenza a posticipare la maternità – con conseguenze negative sulla fecondità – e perciò sono necessarie politiche di contrasto alla motherhood penalty

L’Italia delle paure. Gli immigrati tra preconcetti e realtà

Marilena Giannetti prendendo spunto dalla pubblicazione del Dossier Statistico sull’Immigrazione 2018 e del Rapporto annuale sull’economia dell’immigrazione, chiarisce vari aspetti del fenomeno migratorio in Italia e sottolinea la distanza tra realtà e percezione (e idee) degli italiani, che alimenta il sentimento anti-immigrati. Giannetti ritiene che ciò dipenda sia dalla cattiva informazione sia dalla mancanza di appropriate politiche di integrazione e coesione sociale e raccomanda interventi correttivi sotto entrambi gli aspetti.

Quali politiche, se il mercato rende diseguali?

Maurizio Franzini muove dalla considerazione che in Italia, come in altri paesi, la disuguaglianza nei redditi di mercato è cresciuta di recente molto più di quella dei redditi disponibili e si interroga sulle politiche più idonee a far fronte a queste tendenze. Franzini sostiene che occorrono interventi in grado di ridurre la disuguaglianza di mercato (pre-distributivi) che, però, ricevono un’attenzione assai minore rispetto a quelli, pur indispensabili, di carattere redistributivo e rimanda al prossimo numero del Menabò l’illustrazione delle possibili politiche pre-distributive.

Laureati STEM: in cerca di un “premio”

Giuseppe Croce e Emanuela Ghignoni esaminano le differenze salariali tra i neolaureati italiani in diversi ambiti scientifico-disciplinari. In particolare, stimano il “premio salariale” dei laureati del gruppo STEM (Scienza, Tecnologia, Ingegneria, Matematica) e trovano che esso, contrariamente all’ipotesi di cambiamento tecnologico skill-biased, negli ultimi decenni è diminuito e non aumentato. Croce e Ghignoni ritengono che ciò sia un’ulteriore conferma della scarsa capacità dell’economia italiana di valorizzare il capitale umano e di mettere a frutto il cambiamento tecnologico.

Le disuguaglianze territoriali nella distribuzione dei redditi delle famiglie italiane

Luigi Biggeri, Caterina Giusti, Achille Lemmi, Stefano Marchetti e Monica Pratesi presentano un’analisi delle disuguaglianze territoriali nella distribuzione dei redditi delle famiglie italiane. In particolare, essi misurano e comparano la disuguaglianza dei redditi familiari, di mercato e disponibili, tra le diverse regioni italiane e all’interno di ciascuna regione, e valutano se e quanto le disuguaglianze regionali contribuiscano alla disuguaglianza complessiva dei redditi familiari a livello nazionale.

Equal Pay Day

Tindara Addabbo si occupa di divari salariali di genere e ricorda che in Europa, in media, le donne guadagnano il 16,2% meno degli uomini e, per tale ragione, la Commissione Europea definisce il 3 novembre “Giornata europea per la parità retributiva”, ovvero la data a partire dalla quale le donne lavorano gratuitamente rispetto agli uomini. A partire da questo dato, Addabbo, allargando lo sguardo ad altre dimensioni delle diseguaglianze di genere nel lavoro, documenta e interpreta le peculiarità del caso italiano.

Metamorfosi del reddito di cittadinanza

Chiara Saraceno si occupa della proposta del reddito di cittadinanza oggi in discussione. Pur riconoscendo al M5S il merito di avere posto al centro dell’agenda politica il contrasto della povertà con adeguati finanziamenti, Saraceno ritiene che la proposta abbia diversi vizi: alcuni originari – la visione del reddito di cittadinanza come politica del lavoro – altri emersi di recente – come l’esclusione degli stranieri non comunitari o i vincoli stringenti alla spesa del reddito – che rischiano di produrre una vera e propria metamorfosi della proposta iniziale

Gli equilibristi sul filo del deficit che fa scendere il debito

Roberto Tamborini osserva che la ragione principale delle critiche alla “Finanziaria del popolo” delineata nella Nota di aggiornamento al DEF riguarda l’impatto del deficit programmato del 2,4% per il 2019 sul già elevatissimo debito pubblico italiano. Richiamando l’idea del governo secondo cui se il deficit fa crescere il Pil più del debito, il rapporto debito/Pil scende, con la conseguenza che i creditori dello Stato italiano si rassicurano e lo spread non sale, Tamborini si chiede se tale idea abbia solidi fondamenti