Ordoliberale e neo-mercantilista: la problematica identità del modello tedesco

Ugo Pietro Paolo Petroni ricostruisce brevemente i fondamenti dell’ordoliberalismo tedesco soffermandosi sul principio della libertà di concorrenza e sulla lotta alle concentrazioni monopoliste. Petroni osserva, poi, che la forte vocazione all’export della Germania ha portato a un singolare connubio tra ordoliberalismo e neomercantilismo, che mostra una tolleranza verso i monopoli in realtà estranea all’ortodossia ordoliberale. Petroni conclude chiedendosi se quel connubio può resistere alle sfide che si profilano per il futuro.

Per troppi giovani il lavoro sta diventando un mortificante percorso ad ostacoli. Evidenze da uno studio pilota

Ugo Trivellato presenta e discute i risultati salienti di un recente studio pilota sui primi otto anni di storia lavorativa di due coorti di giovani, entrate nel lavoro rispettivamente intorno alla metà degli anni ’80 e intorno al 2000. In particolare, Trivellato sottolinea il peggioramento delle esperienze di lavoro della seconda coorte: episodi di lavoro più frammentari e instabili, tempo di non lavoro dilatato. Trivellato conclude segnalando la necessità di politiche del lavoro e dello sviluppo più attente agli aspetti strutturali.

Istruzione, istruzione, istruzione. Alle origini del declino economico italiano

Maurizio Pugno sostiene che alla base del declino economico italiano e di molti altri segnali di malessere individuale, manifestatisi negli ultimi 15 anni vi è il basso livello dell’istruzione, da quella per l’infanzia a quella acquisita (o persa) nel corso della vita. Poiché tali fenomeni sono in controtendenza con l’Europa mentre nei decenni precedenti, sia il Pil, sia il benessere, sia l’istruzione erano vicini agli standard europei, Pugno ritiene che l’istruzione, intesa non solo come capitale umano, debba diventare un obiettivo di policy imprescindibile.

Includere gli esclusi? Alcune idee utili per allargare il perimetro della protezione sociale

Marcello Natili esamina su un recente report curato dall’OCSE sul futuro della protezione sociale e sugli strumenti di policy maggiormente in grado di fornire una protezione adeguata all’amplia platea dei lavoratori con contratti non standard. Natili sottolinea in particolare i rischi che la diffusione di tali contratti pone sulla futura sostenibilità dei sistemi di protezione sociale e riflette su criticità (e potenzialità) delle principali strategie proposte nel dibattito internazionale per far fronte a tali sfide.

Draghi sulle crisi: come affrontarle in un’area valutaria?

Francesco Farina prendendo spunto da un recente intervento del presidente della Banca Centrale Europea, Mario Draghi che presenta diversi motivi di interesse, sviluppa alcune considerazioni sullo stato dell’Unione Monetaria Europea. Farina, in particolare, illustra le ragioni per le quali quest’ultima non potrà fare a meno di un insieme completo di istituzioni sovra-nazionali, pena una nuova distruttiva crisi, siano i mercati finanziari oppure i governanti sovranisti e populisti a provocarla.

La concorrenza è come la materia oscura: si fa fatica a definirla e misurarla, ma è il collante del capitalismo

Antonio Buttà prende spunto da un recente report dell’Economist sullo stato della concorrenza per esaminare le principali evidenze empiriche disponibili sulle tendenze della concentrazione, dei profitti, dei mark up e del dinamismo dei mercati. Dopo aver richiamato le diverse possibili interpretazioni di tali evidenze, Buttà conclude sostenendo che la tesi dell’Economist, secondo cui il capitalismo non può fare a meno di un’incisiva politica della concorrenza, è da condividere pienamente.

Anche la cittadinanza diventa precaria

Laura Ronchetti sostiene che il Decreto legge n. 113 del 2018, da pochi giorni convertito in legge, trasfigura l’accezione della cittadinanza nazionale: i cittadini non sono più tutti uguali, per qualcuno la cittadinanza è “precaria” perché revocabile. Il governo e il parlamento hanno distinto tra cittadini inossidabili – italiani iure sanguinis – e cittadini precari – che hanno acquistato la cittadinanza per matrimonio o per naturalizzazione. Solo a questi ultimi, infatti, si può revocare la cittadinanza, non ai cittadini per nascita, i “veri” cittadini secondo il legislatore.

Il welfare occupazionale all’italiana: rischi e criticità

Matteo Jessoula riflette sulle misure che negli ultimi anni hanno mirato a favorire l’espansione del mercato e delle associazioni intermedie (aziende e sindacati) nel campo della protezione sociale. Adottando una prospettiva comparata e considerando le peculiari caratteristiche sia del “welfare state all’italiana” sia del sistema produttivo e del mercato del lavoro in Italia, Jessoula mette in luce le criticità e gli esiti perversi che si possono generare dall’“incastro” di schemi pubblici e occupazionali.

Misurare la corruzione aiuta a contrastarla?

Emma Galli affronta la questione della misurazione della corruzione mettendo in evidenza, da un lato, le difficoltà metodologiche che essa pone e, dall’altro, la possibilità di produrre vari indicatori che rispondono a esigenze di analisi diverse. Galli sostiene che la costruzione di misure di corruzione sempre più affidabili, elaborate su base sistematica, oltre che territoriale e settoriale, costituisce una delle priorità della ricerca quantitativa ed è fondamentale per definire,, nel nostro paese, politiche di prevenzione e di contrasto.

Le (grandi) infrastrutture di ricerca. Costi pubblici e benefici privati della produzione di conoscenza

Massimo Florio e Francesco Giffoni si occupano dell’impatto socioeconomico e delle ricadute distributive dell’attività delle (grandi) infrastrutture di ricerca (IR). Dopo aver definito le IR e rilevato che esse generano un beneficio sociale netto, gli autori sostengono che sotto il profilo distributivo la possibilità per le imprese private di appropriarsi gratuitamente della conoscenza prodotta dalla ricerca pubblica (finanziata dai contribuenti) aggrava le disuguaglianze. Nelle conclusioni essi enunciano alcuni possibili rimedi.