Il ‘populismo’ di destra e i perdenti della globalizzazione e del progresso tecnologico

Italo Colantone e Piero Stanig esaminano le cause strutturali del successo dei partiti “populisti” e di destra radicale in Europa occidentale. Dopo aver illustrato le conseguenze distributive della globalizzazione e del cambiamento tecnologico, Colantone e Stanig, richiamando i risultati di vari loro lavori, mostrano che, in vario modo, entrambe hanno determinato dei perdenti e sostengono che questi ultimi hanno scelto di dare il proprio consenso elettorale a partiti con piattaforme nazionaliste, protezioniste e nativiste.

Il punto sulla Web Tax

Bruno Bises, in relazione ai problemi fiscali internazionali posti dalla crescente digitalizzazione e dallo sviluppo di attività e servizi di natura prevalentemente o esclusivamente digitale, esamina le iniziative dell’OCSE e dell’Unione Europea per affrontare il problema. Discute, inoltre, l’impegno preso l’8 giugno scorso in Giappone dai paesi del G20 per raggiungere entro il 2020 una soluzione concordata sulla base del “pacchetto” predisposto da OCSE e G20 e osserva che le questioni aperte sono assai rilevanti mentre i tempi previsti sono stretti.

Routinizzazione delle mansioni, compiti sociali sul lavoro e uso del computer: una relazione (apparentemente) contraddittoria

Martina Bisello, richiamando i principali risultati di una ricerca condotta da Eurofound e dal Centro comune di ricerca della Commissione Europea, sostiene che i computer, da un lato, facilitano l’automazione di alcune mansioni, in particolare quelle più routinarie, favorendo indirettamente la crescita occupazionale in lavori che richiedono più interazione sociale ma, dall’altro, influenzano l’organizzazione del lavoro, standardizzando le procedure e facilitando nuove forme di fornitura di servizi che non richiedono necessariamente il contatto diretto con i clienti.

Trumponomics: protezionismo a bassi tassi di interesse

Giuseppe De Arcangelis esamina il protezionismo di Trump sostenendo che ha un duplice obiettivo: orientare la domanda dei consumatori USA verso i prodotti nazionali anche per contrastare l’aumento di risparmio derivante dal drastico taglio delle tasse; ridurre il deficit commerciale, soprattutto verso Cina e India. De Arcangelis illustra le condizioni richieste per raggiungere questi scopi, ed in particolare la necessità di una politica monetaria accomodante, permettendo anche di comprendere le ragioni dell’ira di Trump nei confronti di alcune recenti dichiarazioni di Draghi.

Big tech e antitrust: the time they are a’changing?

Andrea Pezzoli commenta i segnali di mutato atteggiamento in USA e UE delle autorità antitrust nei confronti dei Big Tech, sostenendo che la politica della concorrenza è più consapevole dei cambiamenti strutturali indotti dalla diffusione dell’economia digitale, dei rischi di under-enforcement e dell’esigenza di integrare gli strumenti tradizionali per affrontare i fallimenti del mercato in termini di privacy. Pezzoli conclude riprendendo la proposta di Paul Romer di una tassa che spinga le grandi piattaforme verso modelli di business più privacy-friendly.

Far fronte alla crisi dei rifugiati; una proposta per migliorare il sistema delle quote

Hillel Rapaport, in questo articolo, che presentiamo nuovamente ai lettori del Menabò per la sua rilevanza in relazione al sempre più grave problema delle migrazioni, illustra in che modo il sistema delle quote potrebbe essere utilizzato per allocare i rifugiati tra i paesi membri dell’UE. Il punto di forza di tale proposta sta nella possibilità di tenere conto contemporaneamente delle preferenze dei migranti sui paesi di destinazione e di quelle dei paesi riceventi sulle caratteristiche dei migranti.

Se il lavoro arretra. Conseguenze, forse trascurate, sui sistemi di welfare

Maurizio Franzini e Michele Raitano sostengono che nella costruzione degli assetti istituzionali che condizionano il funzionamento dei sistemi economici, e non soltanto, si sono implicitamente assunte condizioni sulle caratteristiche e le tendenze della disuguaglianza che non trovano riscontro nella realtà contemporanea. In particolare, essi sostengono che la caduta della quota di reddito che va al lavoro e la crescita delle disuguaglianze nei redditi da lavoro confliggono con il disegno dei sistemi di welfare e pongono problemi diversi da quelli di cui normalmente si discute.

Il lavoro secondo Amazon: rapporti “virtuosi” tra manodopera e dati

Iacopo Gronchi esamina il modello organizzativo di Amazon e mostra come le tecnologie legate all’Intelligenza Artificiale stiano dando vita, già oggi, a nuove forme organizzative ed a nuove condizioni di lavoro. In particolare Gronchi si sofferma sulle implicazioni che l’utilizzo dei big data ha sulle due forme di lavoro, la manodopera algoritmica e quella logistica, di cui l’impresa prevalentemente si avvale e mostracome il controllo monopolistico delle informazioni sia il fattore chiave nel determinare la natura e le condizioni di queste “nuove” forme di lavoro.

Reddito di cittadinanza e politiche attive del lavoro

Paolo Pascucci esamina la disciplina del reddito di cittadinanza contenuta nel d.l. n. 4/2019 per quanto attiene alla sua dimensione di politica attiva del lavoro, evidenziando, accanto a qualche aspetto positivo, alcune serie criticità ed in particolare la discutibile ricaduta sull’intero nucleo familiare del mancato rispetto del sistema di condizionalitàda parte di un suo componente. La sua conclusione è che sarebbe stata opportuna una maggiore coerenza con la disciplina generale delle politiche attive del lavoro da ultimo contenuta nel d.lgs. n. 150/2015.

Lavoratori Non-Standard e Sistemi di Protezione Sociale: il caso dei lavoratori delle piattaforme digitali

Valeria Cirillo mette in evidenza l’evoluzione del lavoro non-standard in Europa e presentano i risultati di un’indagine ad hoc condotta per la Commissione Europea sull’estensione dei sistemi di protezione sociale ai lavoratori non-standard. Dall’indagine emerge che sono soprattutto i lavoratori autonomi a denunciare l’inadeguatezza degli schemi di protezione sociale, mentre, a parità di forma contrattuale, non emergono specificità per i lavoratori delle piattaforme.