La spesa pubblica rivela i suoi segreti

Emma Galli affronta la questione della misurazione della performance delle amministrazioni pubbliche in Italia alla luce delle esigenze di contenimento della spesa e di miglioramento della sua qualità. Galli si sofferma in particolare sul meccanismo di determinazione dei fabbisogni standard quale fondamento non solo del processo di valutazione della performance delle amministrazioni locali ma anche del sistema di perequazione delle risorse pubbliche, mettendone in luce sia gli aspetti innovativi sia i limiti.

Possiamo fidarci della Finanza Sociale?

Elisabetta Magnani riflette sulla Finanza Sociale che è in rapidissima crescita soprattutto negli Stati Uniti, in Europa e in Australia. Dopo aver ricollegato il suo sviluppo al progressivo abbandono dell’idea di un welfare state che sia effettivamente in grado di rispondere alle grandi domande sociali ed economiche dei nostri tempi, Magnani valuta criticamente il ruolo della Finanza Sociale, i suoi strumenti e le sue prospettive, anche alla luce delle origini storiche dei problemi che essa dovrebbe risolvere.

Il finanziamento pubblico ai partiti politici

Daniela Piccio presenta una panoramica di insieme sul finanziamento pubblico dei partiti in Europa. Dopo aver ricordato che la più antica modalità di sostegno statale ai soggetti politici è stata l’erogazione di finanziamenti pubblici indiretti e che l’introduzione di finanziamenti diretti è relativamente recente, Piccio si sofferma sui vantaggi e gli svantaggi del sistema del finanziamento pubblico e presenta alcune considerazioni su come realizzare modalità di finanziamento della politica che possano superare le attuali distorsioni.

Dove va il diritto penale?

Elisa Pazè mostra come il nostro sistema penale, sostanziale e processuale, sia sempre più congegnato per perseguire soprattutto i poveri. Pazè ricorda che dopo un’attenuazione dell’originario impianto classista del codice Rocco del 1930, tuttora in vigore, la riforma del codice penale del giugno 2017, ha accentuato le pene per reati contro la proprietà privata rispetto a quelle per i reati contro la persona e il patrimonio collettivo e sostiene che questa involuzione del sistema sanzionatorio si inserisce in un più ampio contesto di guerra ai poveri.

Il bilancio è un bene pubblico

Marcello Degni analizza le ragioni sostanziali che fanno del bilancio (pubblico) un bene pubblico, e si sofferma sulle innovazioni legislative introdotte nel 2016, fondate su un approccio top down di ripartizione delle risorse e ampia flessibilità nella gestione. Secondo Degni queste innovazioni forniscono importanti strumenti per uscire da quella sorta di diritto provvisorio del bilancio, instauratosi nella prassi da oltre un decennio, e rendono possibile una stabilizzazione virtuosa del processo decisionale.

Dalle elezioni dell’8 giugno alla Brexit. Tempi difficili per la strategia governativa britannica

Alessandro Torre esamina l’esito delle recenti elezioni britanniche e valuta il loro possibile impatto sul percorso della Brexit. Dopo aver illustrato le ragioni per le quali quell’esito è deludente per il governo conservatore, Torre si sofferma sulla strategia di Theresa May che ha portato a un “accordo di governo” con gli Unionisti del Democratic Unionist Party. Secondo Torre tale strategia se, da un lato, risolve temporaneamente il problema del “governo sospeso” dall’altro rende problematico l’autogoverno dell’Ulster e, di riflesso, delle aree di devolution.

Esitazione vaccinale: l’obbligatorietà è la soluzione?

Antonio Clavenna si occupa del decreto sui vaccini e osserva che di fronte alla diminuzione delle coperture vaccinali, la risposta delle istituzioni politiche si è orientata verso un rafforzamento dell’obbligatorietà. Clavenna sostiene che le misure coercitive, soprattutto in mancanza di una strategia più ampia che comprenda anche interventi educativi, formativi e organizzativi, rischiano di avere ricadute negative e di ridurre la fiducia dei cittadini nei confronti delle istituzioni e degli operatori sanitari.

Il lungo sonno dell’Italia e dell’Eurozona/2

Francesco Farina, nella seconda parte del suo articolo, prosegue l’analisi dei problemi strutturali dell’economia italiana e del ruolo dell’euro. Farina ritiene che chi auspica un ritorno alla lira dimentica, fra l’altro, che il contesto economico europeo è irreversibilmente mutato rispetto a vent’anni fa e sostiene che bisognerebbe illuminare meglio la “zona grigia” fra economia e politica, trovando lo spazio di contrattazione nel quale ottenere il sostegno di politiche comuni europee nell’ambito di un credibile impegno ad un recupero di efficienza del sistema-Italia.

Non tutto il Regno Unito ha scelto la Brexit – Nuove elezioni parlamentari e recenti sviluppi in Scozia e in Irlanda del Nord

Alessandro Torre esamina lo stato e le prospettive del processo che dovrebbe portare al recesso della Gran Bretagna dall’Unione Europea. Dopo avere ricordato i passi fin qui compiuti tra non poche difficoltà istituzionali, Torre illustra come le elezioni parlamentari anticipate, volute da Theresa May, allo scopo di rafforzare la propria leadershio, si intreccino con quel processo e si sofferma in particolare sulle conseguenze che esse potrebbero avere in Scozia e Irlanda del Nord, dove gli elettorati si sono espressi nettamente a favore del remain.

Roma, punto e a capo

Silvana Cirillo condensa in questo articolo l’atmosfera che domina in “Roma. Punto e a capo” il libro da lei curato che è una sorta di romanzo a più mani sulla Roma degli anni successivi al dopoguerra e che comprende scritti di grandi narratori (nell’articolo Cirillo riporta passi di Flaiano, Pasolini e Parise)e di critici che quei narratori hanno studiato. Dall’articolo, e ancora più dal libro, emerge l’immagine di una città che come scrive Parise, rappresentava al meglio, quello che “gli stranieri chiamerebbero il fenomeno Italia”.