Il bilancio è un bene pubblico

Marcello Degni analizza le ragioni sostanziali che fanno del bilancio (pubblico) un bene pubblico, e si sofferma sulle innovazioni legislative introdotte nel 2016, fondate su un approccio top down di ripartizione delle risorse e ampia flessibilità nella gestione. Secondo Degni queste innovazioni forniscono importanti strumenti per uscire da quella sorta di diritto provvisorio del bilancio, instauratosi nella prassi da oltre un decennio, e rendono possibile una stabilizzazione virtuosa del processo decisionale.

Dalle elezioni dell’8 giugno alla Brexit. Tempi difficili per la strategia governativa britannica

Alessandro Torre esamina l’esito delle recenti elezioni britanniche e valuta il loro possibile impatto sul percorso della Brexit. Dopo aver illustrato le ragioni per le quali quell’esito è deludente per il governo conservatore, Torre si sofferma sulla strategia di Theresa May che ha portato a un “accordo di governo” con gli Unionisti del Democratic Unionist Party. Secondo Torre tale strategia se, da un lato, risolve temporaneamente il problema del “governo sospeso” dall’altro rende problematico l’autogoverno dell’Ulster e, di riflesso, delle aree di devolution.

Esitazione vaccinale: l’obbligatorietà è la soluzione?

Antonio Clavenna si occupa del decreto sui vaccini e osserva che di fronte alla diminuzione delle coperture vaccinali, la risposta delle istituzioni politiche si è orientata verso un rafforzamento dell’obbligatorietà. Clavenna sostiene che le misure coercitive, soprattutto in mancanza di una strategia più ampia che comprenda anche interventi educativi, formativi e organizzativi, rischiano di avere ricadute negative e di ridurre la fiducia dei cittadini nei confronti delle istituzioni e degli operatori sanitari.

Il lungo sonno dell’Italia e dell’Eurozona/2

Francesco Farina, nella seconda parte del suo articolo, prosegue l’analisi dei problemi strutturali dell’economia italiana e del ruolo dell’euro. Farina ritiene che chi auspica un ritorno alla lira dimentica, fra l’altro, che il contesto economico europeo è irreversibilmente mutato rispetto a vent’anni fa e sostiene che bisognerebbe illuminare meglio la “zona grigia” fra economia e politica, trovando lo spazio di contrattazione nel quale ottenere il sostegno di politiche comuni europee nell’ambito di un credibile impegno ad un recupero di efficienza del sistema-Italia.

Non tutto il Regno Unito ha scelto la Brexit – Nuove elezioni parlamentari e recenti sviluppi in Scozia e in Irlanda del Nord

Alessandro Torre esamina lo stato e le prospettive del processo che dovrebbe portare al recesso della Gran Bretagna dall’Unione Europea. Dopo avere ricordato i passi fin qui compiuti tra non poche difficoltà istituzionali, Torre illustra come le elezioni parlamentari anticipate, volute da Theresa May, allo scopo di rafforzare la propria leadershio, si intreccino con quel processo e si sofferma in particolare sulle conseguenze che esse potrebbero avere in Scozia e Irlanda del Nord, dove gli elettorati si sono espressi nettamente a favore del remain.

Roma, punto e a capo

Silvana Cirillo condensa in questo articolo l’atmosfera che domina in “Roma. Punto e a capo” il libro da lei curato che è una sorta di romanzo a più mani sulla Roma degli anni successivi al dopoguerra e che comprende scritti di grandi narratori (nell’articolo Cirillo riporta passi di Flaiano, Pasolini e Parise)e di critici che quei narratori hanno studiato. Dall’articolo, e ancora più dal libro, emerge l’immagine di una città che come scrive Parise, rappresentava al meglio, quello che “gli stranieri chiamerebbero il fenomeno Italia”.

La legge elettorale e il mito della governabilità

Claudio De Fiores esamina i problemi connessi con la riforma della legge elettorale, evidenziando, in primis, come la sentenza n.35/2017 della Corte costituzionale, sia pure condivisibile, non abbia esaurito tutti i problemi che ostacolano il perseguimento di una disciplina elettorale scevra dalla contingenza storica. De Fiores quindi ripercorre le tappe politiche che hanno condotto all’emersione del “dogma della governabilità” e sottolinea la necessità, all’opposto, di preservare la dimensione inclusiva dei sistemi elettorali.

Il lungo sonno dell’Italia e dell’Eurozona/1

Francesco Farina in un articolo di cui su questo numero pubblichiamo la prima parte riflette sul dibattito economico che in Italia vede una contrapposizione fra chi dà tutte le colpe della deprecabile condizione del paese all’Euro e chi replica che i responsabili del declino italiano siamo solo noi. Farina sostiene che bisognerebbe riconoscere che la crisi dell’Eurozona si è sovrapposta alla crisi dell’economia italiana, e che l’austerità è stata una sciagura che ha aggravato l’impasse della nostra crescita, accentuando i fenomeni di isteresi.

Qualche nota su G7 di Bari, Fondo monetario internazionale, Grecia e “levantazzo”

Elena Paparella mette in luce una delle questioni emerse durante il recente vertice del G7 di Bari, ovvero le negoziazioni, condotte a latere dei temi principali, sulla ristrutturazione del debito greco. Al di là delle profonde divergenze tra governo tedesco e FMI, Paparella sottolinea, ancora una volta, la dubbia legittimazione del ruolo e della collocazione istituzionale del FMI in questi negoziati, ricercandone le ragioni nel quadro dell’evoluzione del diritto internazionale, nonché delle progressive mutazioni relative alla natura delle funzioni del FMI nello scenario delle relazioni economiche internazionali.

Passione o interessi? Retoriche ed evidenze sulla ‘sharing economy’

Cristiano Codagnone mostra come sui costi e i benefici delle piattaforme della ‘sharing economy’ si confrontino discorsi retorici contrapposti e presenta le evidenze empiriche di cui disponiamo al riguardo, basandosi su un lavoro di ampio respiro condotto tra il 2015 e il 2016 per la Commissione Europea e diretto a fornire elementi per stabilire se e come regolamentare queste piattaforme. Codagnone sottolinea l’insufficienza di tali evidenze e considera paradossale che in democrazie liberali fondate sull’economia di mercato queste piattaforme operino in una zona grigia tra la legalità e l’illegalità.