La concorrenza ai tempi del virus e la rilegittimazione dell’intervento pubblico

Andrea Pezzoli osserva che, nelle crisi, la disciplina antitrust è un problema mentre la concorrenza, integrata da politiche appropriate, può essere parte della soluzione. A suo parere oggi la sfida per le autorità antitrust è contribuire alla ricostruzione dei mercati, favorendo, nel breve, la cooperazione per fronteggiare l’emergenza ma lasciando inalterato rigore nei confronti dei “profittatori del virus”. I processi di concentrazione che accompagneranno la riorganizzazione dei settori più colpiti dovranno poi essere valutati con un approccio flessibile ma non permissivo.

Tra la vita e l’economia. Un tragico trade-off?

Marcello Basili e Maurizio Franzini riflettono sulla scelta apparentemente tragica che la pandemia pone tra vita ed economia. Dopo aver elencato le reazioni prevalenti, che spesso si alimentano dell’illusione che non vi siano scelte difficili da compiere, Basili e Franzini sostengono che occorre alleviare il grado di conflitto tra quegli obiettivi vitali, in modo da minimizzare i costi sociali complessivi della pandemia e indicano alcuni elementi di una simile strategia nella prospettiva della Fase 2.

Solidarietà in Europa, in che senso?

Francesco Farina sostiene che l’essere solidale, garantire in solido, presuppone l’appartenenza a una comunità e nota che nelle nazioni che sono al timone dell’Unione Europea, che l’hanno costruita come una comunità, le istituzioni comuni promuovono la competizione, non la convergenza fra i paesi membri. Su questa base, Farina ritiene che difficilmente il MES, il SURE, i fondi della BEI e l’European Recovery Fund, nonostante l’emergenza Covid-19, rappresenteranno una svolta verso la solidarietà.

L’Europa, la risposta alla crisi e un destino ancora da decidere

Alessandra Cataldi, Mattia De Crescenzo e Bianca Giannini tornano a descrivere gli interventi anti-crisi decisi a livello europeo, approfondendo le misure approvate e le decisioni del Consiglio europeo del 23 aprile. Gli autori si soffermano, in particolare, su quella che può essere considerata la più interessante, è cioè la proposta di lavorare alla istituzione di un Fondo comune per la ripresa economica, Recovery Fund, su cui, però, rimangono da definire aspetti essenziali.

E se avessimo bisogno di @Euro?

Tiziana Assenza, Sebastiano Nerozzi e Giorgio Ricchiuti richiamano l’ipotesi di helicopter/drone money, e propongono di attuarla attraverso l’introduzione di una moneta, l’@Euro, completamente digitale. Come già discusso in Svezia, la necessità di utilizzare un conto nominativo per i cittadini dell’area, permetterebbe alla Banca Centrale Europea di utilizzare un nuovo canale per attuare la politica monetaria, trasferendo direttamente a famiglie e imprese la moneta, come se cadesse da un drone.

Apprendere dal Corona virus: per un’idea diversa di benessere

Attilio Pasetto muovendo dalla considerazione che la salute e l’equilibrio ambientale sono beni più importanti della crescita fine a sé stessa, sostiene che la lezione da trarre dalla pandemia è che gli indicatori del Benessere Equo Sostenibile (Bes) debbano essere collocati sullo stesso piano del Pil al centro delle strategie di politica economica. Ciò richiede, tra l’altro, di combattere povertà e le disuguaglianze e che governi, istituzioni, cittadini, imprese adottino comportamenti responsabili.

Verso la Fase 2: preoccupazioni e precauzioni

Marcello Basili e Maurizio Franzini partendo dalla considerazione che l’Italia più di altri paesi si è fatta trovare impreparate di fronte all’epidemia da COVID-19 e ha affrontato l’emergenza con misure talvolta tardive e altre volte incomplete, indicano le principali questioni che suscitano le loro preoccupazioni in relazione al previsto avvio della cosiddetta Fase 2 e auspicano che si faccia saggio uso dell’essenziale principio precauzionale finora, purtroppo, del tutto trascurato.

Il privilegio del lavoro da casa al tempo del distanziamento sociale

Armanda Cetrulo, Dario Guarascio e Maria Enrica Virgillito affrontano il tema del lavoro agile in tempi di pandemia e forniscono una serie di evidenze circa il numero di lavoratori italiani che sono nelle condizioni di lavorare a distanza ed i rischi (di natura sanitaria o occupazionali e reddituali) a cui coloro che non possono lavorare da casa sono, in termini comparati, maggiormente esposti rispetto al resto della forza lavoro. Nelle conclusioni delineano le implicazioni della loro analisi per le politiche.

Un “whatever it takes” per la politica fiscale europea

Alessandro Piergallini riflette sul ruolo della politica economica europea nel fronteggiare l’emergenza Covid-19, soffermandosi sulla politica fiscale. La conclusione principale a cui giunge, tenendo conto del verosimile impatto macroeconomico della crisi pandemica e della
limitata efficacia della politica monetaria, è che la politica fiscale dovrebbe ispirarsi a principi keynesiani, come nel secondo dopoguerra, superando il Patto di Stabilità, incentivando gli investimenti pubblici, promuovendo l’adozione di Eurobond.

Le conseguenze macroeconomiche del SARS-CoV-2: incertezza e scenari di policy

Massimiliano Tancioni propone una valutazione degli effetti macroeconomici a breve termine del contagio SARS-CoV-2 (e degli interventi di contenimento epidemiologico), sotto diversi scenari di azione (o inazione) di politica economica. L’idea centrale è che, in presenza di forte incertezza sulla dimensione, durata ed efficacia degli interventi di contenimento, l’ancoraggio delle aspettative di famiglie ed imprese ad una politica di sostegno illimitata e incondizionata rappresenta la strategia più efficace per ridurre i danni economici. Come sostiene Knight, la consapevolezza degli stati futuri del mondo incide sulle capacità di adattamento delle specie razionali.