Termites of the State e diritti di proprietà intellettuali

Antonia Carparelli commenta il volume di Tanzi, Termites of the State, soffermandosi sulla sua analisi della proliferazione dei diritti di proprietà intellettuale e del loro impatto sulla concentrazione della ricchezza e sulle disuguaglianze. Carparelli sostiene che questa “rivoluzione silenziosa” che sta trasformando la geografia e la dinamica del potere economico è frutto anche di politiche pubbliche che, però, devono essere ripensate se si vogliono correggere le grandi disuguaglianza, soprattutto considerando che l’economia globale può rendere la tassazione un’arma spuntata.

L’integrazione europea e gli “opposti sovranismi”

Francesco Farina riconduce il malessere che attraversa oggi i paesi dell’euro al debole impianto istituzionale dell’Eurozona,. A suo parere l’impatto della Grande Recessione sul benessere delle persone è stato acuito dal “sovranismo” della Germania, che ha imposto l’austerità, colpendo soprattutto i ceti più deboli e, d’altro canto, la disaffezione di ampi strati sociali per l’ integrazione europea ha scatenato il “sovranismo” dei movimenti populisti, che si oppongono all’establishment nazionale ed all’euro. Secondo Farina si tratta, in ambedue i casi, di posizioni miopi.

Un populismo di nuova generazione

Antonello Ciervo, partendo dalla riflessione di Asor Rosa sul rapporto tra intellettuali e masse popolari, analizza alcune recenti pubblicazioni sui giovani e la politica, in particolare alla luce delle tendenze populistiche emerse nel dibattito pubblico italiano. Ciervo, esaminando il libro di Alberto Raffaele Ventura, Teoria della classe disagiata, e il volume collettaneo dell’Associazione “Senso comune”, I giovani salveranno l’Italia, tratteggia un nuovo fenomeno sociale che potrebbe essere denominato “populismo generazionale” e ne critica alcuni aspetti teorici.

Buon bi-centenario, Karl Marx!

Mario Nuti nel bi-centenario della nascita di Marx parte dalla considerazione, paradossale, che nel Manifesto Comunista si trova un elogio del capitalismo che, però, per Marx aveva molti difetti: sfruttamento del lavoro, instabilità, disoccupazione, crisi. Nuti sostiene che Marx ha trascurato l’imprenditorialità e il rischio, nonché le capacità di aggiustamento automatico dei mercati e che è errato il suo determinismo economico. La sua previsione del progressivo immiserimento relativo del proletariato si è invece rivelata corretta.

La contrattazione integrativa aziendale e la produttività

Laura Bisio, Stefania Cardinaleschi e Riccardo Leoni si occupano della contrattazione integrativa aziendale in Italia. Dopo aver individuato i fattori che la favoriscono ed i suoi contenuti, ne analizzano gli effetti sull’efficienza dell’impresa misurata come produttività totale dei fattori (PTF). Utilizzando dati ISTAT, gli autori trovano che la probabilità di accordi integrativi è positivamente influenzata dalla profittabilità passata d’impresa e dal tasso di sindacalizzazione e che ad essi è associato un aumento della PTF del 9.6%.

Bitcoin di Stato? Il caso della moneta digitale di banca centrale

Paolo Paesani prendendo spunto da un recente rapporto della Banca dei Regolamenti Internazionali che affronta il tema delle monete digitali delle Banche Centrali, illustra, anzitutto, il funzionamento di questo nuovo strumento monetario; esamina, quindi, le principali conseguenze che potrebbe avere sul sistema dei pagamenti, sulla politica monetaria e sulla stabilità finanziaria; si sofferma, infine, sui suoi possibili vantaggi ma anche sui rilevanti rischi che esso potrebbe determinare.

La leva fiscale come strumento prevalente di politica industriale in Italia

Serenella Caravella e Francesco Crespi muovono dalla considerazione che, allineandosi ad altri paesi europei, l’Italia ha dato nuovamente un ruolo di rilievo alla politica industriale, varando, nel 2017, un piano da 12 mld per il rilancio dell’industria italiana. Gli autori sostengono, però, che il piano è prevalentemente orientato a stimolare gli investimenti e lo sviluppo delle imprese con strumenti fiscali senza prevedere interventi di matrice “sistemica” e che questo sbilanciamento potrebbe limitare i risultati raggiungibili con le risorse messe in campo.

La legge del più forte? A proposito dei dazi di Trump

Luca Salvatici e Fabrizio De Filippis si occupano degli interventi di politica commerciale attuati o minacciati dal Presidente Trump mettendone in evidenza gli elementi di rottura rispetto al modello di governance multilaterale dei decenni precedenti. Salvatici e De Filippis sostengono che queste evoluzioni accrescono i rischi di guerre commerciali con conseguenze negative non limitate ai soli paesi e settori inizialmente coinvolti e che, in un simile scenario, l’interesse dell’Italia è al mantenimento di una posizione negoziale comune da parte dell’Unione europea.

Ombre sulla cooperazione economica internazionale

Luciano Marcello Milone esamina alcuni recenti sviluppi del sistema delle relazioni commerciali internazionali e sostiene che il quasi fallimento del Doha Round, la proliferazione di accordi preferenziali e le spinte protezionistiche in atto in varie aree del mondo sono preoccupanti manifestazioni del progressivo indebolimento della cooperazione internazionale negli scambi commerciali. Secondo Milone il rilancio del multilateralismo, da molti auspicato, presuppone un’incisiva riforma della governance dell’Organizzazione Mondiale del Commercio.

La geometria della sconfitta

Roberto Tamborini sostiene che la sconfitta storica della Sinistra italiana nelle elezioni del 4 marzo, comune a gran parte dell’Occidente, al di là di responsabilità ed errori contingenti, ha origini lontane. Per cominciare a organizzare le idee, Tamborini, propone una “geometria della sconfitta” che, lungo le coordinate Stato/Mercato e Nazione/Mondo, consente di leggere le grandi correnti socio-economiche che hanno prima alimentato e poi svuotato lo spazio politico della Sinistra a partire dagli anni ’80, complice una sua tendenza all’anacronismo, molto acuta in Italia.