Ordoliberale e neo-mercantilista: la problematica identità del modello tedesco

Ugo Pietro Paolo Petroni ricostruisce brevemente i fondamenti dell’ordoliberalismo tedesco soffermandosi sul principio della libertà di concorrenza e sulla lotta alle concentrazioni monopoliste. Petroni osserva, poi, che la forte vocazione all’export della Germania ha portato a un singolare connubio tra ordoliberalismo e neomercantilismo, che mostra una tolleranza verso i monopoli in realtà estranea all’ortodossia ordoliberale. Petroni conclude chiedendosi se quel connubio può resistere alle sfide che si profilano per il futuro.

Istruzione, istruzione, istruzione. Alle origini del declino economico italiano

Maurizio Pugno sostiene che alla base del declino economico italiano e di molti altri segnali di malessere individuale, manifestatisi negli ultimi 15 anni vi è il basso livello dell’istruzione, da quella per l’infanzia a quella acquisita (o persa) nel corso della vita. Poiché tali fenomeni sono in controtendenza con l’Europa mentre nei decenni precedenti, sia il Pil, sia il benessere, sia l’istruzione erano vicini agli standard europei, Pugno ritiene che l’istruzione, intesa non solo come capitale umano, debba diventare un obiettivo di policy imprescindibile.

Draghi sulle crisi: come affrontarle in un’area valutaria?

Francesco Farina prendendo spunto da un recente intervento del presidente della Banca Centrale Europea, Mario Draghi che presenta diversi motivi di interesse, sviluppa alcune considerazioni sullo stato dell’Unione Monetaria Europea. Farina, in particolare, illustra le ragioni per le quali quest’ultima non potrà fare a meno di un insieme completo di istituzioni sovra-nazionali, pena una nuova distruttiva crisi, siano i mercati finanziari oppure i governanti sovranisti e populisti a provocarla.

La concorrenza è come la materia oscura: si fa fatica a definirla e misurarla, ma è il collante del capitalismo

Antonio Buttà prende spunto da un recente report dell’Economist sullo stato della concorrenza per esaminare le principali evidenze empiriche disponibili sulle tendenze della concentrazione, dei profitti, dei mark up e del dinamismo dei mercati. Dopo aver richiamato le diverse possibili interpretazioni di tali evidenze, Buttà conclude sostenendo che la tesi dell’Economist, secondo cui il capitalismo non può fare a meno di un’incisiva politica della concorrenza, è da condividere pienamente.

“Lavoratori dei dati” di tutti i Paesi, unitevi! Big Data e i mercati senza prezzo

Andrea Pezzoli osserva che nell’era digitale i mercati senza prezzo sono sempre più diffusi e l’intreccio tra i profili di privacy, di concorrenza e di tutela del consumatore è molto complesso. In questo contesto a suo parere è essenziale fare chiarezza sul “valore” dei dati. Dopo aver richiamato le diverse posizioni al riguardo – da quelle più ortodosse a quelle più provocatorie, per le quali gli utenti delle piattaforme sono “lavoratori dei dati”- Pezzoli riflette sulle sfide che ne derivano per la politica della concorrenza.

Laureati STEM: in cerca di un “premio”

Giuseppe Croce e Emanuela Ghignoni esaminano le differenze salariali tra i neolaureati italiani in diversi ambiti scientifico-disciplinari. In particolare, stimano il “premio salariale” dei laureati del gruppo STEM (Scienza, Tecnologia, Ingegneria, Matematica) e trovano che esso, contrariamente all’ipotesi di cambiamento tecnologico skill-biased, negli ultimi decenni è diminuito e non aumentato. Croce e Ghignoni ritengono che ciò sia un’ulteriore conferma della scarsa capacità dell’economia italiana di valorizzare il capitale umano e di mettere a frutto il cambiamento tecnologico.

Gli equilibristi sul filo del deficit che fa scendere il debito

Roberto Tamborini osserva che la ragione principale delle critiche alla “Finanziaria del popolo” delineata nella Nota di aggiornamento al DEF riguarda l’impatto del deficit programmato del 2,4% per il 2019 sul già elevatissimo debito pubblico italiano. Richiamando l’idea del governo secondo cui se il deficit fa crescere il Pil più del debito, il rapporto debito/Pil scende, con la conseguenza che i creditori dello Stato italiano si rassicurano e lo spread non sale, Tamborini si chiede se tale idea abbia solidi fondamenti

Propaganda e manipolazione nelle elezioni politiche: il ruolo dei social network e degli algoritmi basati sulla intelligenza artificiale

Roberto Bellotti si occupa dell’influenza dei social network sull’informazione e la propaganda politica. Dopo aver richiamato alcuni esperimenti sociali – condotti all’oscuro degli elettori – e le caratteristiche di strumenti nuovi che utilizzano piattaforme di social network, big data e complessi algoritmi, Bellotti sostiene che un’accurata profilazione economica, sociale, culturale e di orientamento politico permette di diffondere notizie, spesso false, a gruppi selezionati in modo preciso ed invasivo, esercitando un’influenza superiore a quella che percepiamo.

Ciao Pierre

Leonello Tronti ci offre il suo intenso saluto a Pierre Carniti. Dopo aver ricostruito il percorso di Carniti, dalla Fim lombarda alla segreteria generale della Cisl, Tronti ricorda le sue idee-forza (lo sviluppo della contrattazione articolata, la visione intransigente dell’unità sindacale, il coraggio di avvicinare il futuro con le armi della cultura) e il suo incontro con Ezio Tarantelli con il quale condivise il progetto di governo concertato dell’economia, fino alla crisi, con il decreto di San Valentino, della stessa unità sindacale.

Tanzi e le Termiti di Stato: un commento

Vincenzo Visco commenta il volume di Tanzi, Termites of the State iniziando con il sottolineare che si tratta di un libro sulle disuguaglianze economiche e sul ruolo delle “termiti” che rischiano di delegittimare sia lo Stato sia il mercato. Visco tocca poi vari temi tra cui le similitudini tra l’epoca attuale e l’inizio del secolo scorso, le ragioni di fondo del conflitto recente tra neo-liberisti e neo-keynesiani – che, a suo parere riguardano soprattutto i sistemi di welfare – e l’eventuale opportunità di un trasferimento di reddito uguale per tutti, proposto anche da Tanzi.