Invertire il declino italiano: il ruolo delle istituzioni

Gilberto Seravalli si interroga sul ruolo che le istituzioni dovrebbero avere per rianimare un’economia stagnante e sostiene che alla diffusa ricetta “più concorrenza, meno conflitto, più capacità di comando” un’importante letteratura suggerisce di sostituire quella che prevede “più confronto anche conflittuale tra modi di vedere e più sperimentalismo per adottare soluzioni che funzionano davvero”. Il modo in cui Venezia affrontò tra il XIV e il XVII secolo il problema della laguna è, secondo Seravalli, un buon esempio di applicazione di questa ricetta

Modelli di regolazione sociale: prevenire è meglio che curare

Francesco Ferrante e Fabio D’Orlando, richiamandosi a alcuni recenti contributi di economia sperimentale, sostengono che le recessioni generano anche costi non pecuniari (principalmente di natura psicologica). Tali costi non possono essere trascurati nel calcolo del benessere sociale e la loro considerazione porta alla conclusione che le politiche di regolazione dei mercati finalizzate a prevenire e contrastare episodi massicci di disoccupazione sono di gran lunga più efficaci e necessarie per il benessere sociale di quanto normalmente si ritenga

A rischio di austerity. La Francia vista da Bruxelles

Aster illustra il caso della Francia che, in base a molti indicatori, è uno dei Paesi dell’area dell’euro meno colpiti dalla crisi. Ciò nonostante, essa rischia, secondo le ultime valutazioni della Commissione europea, di essere sottoposta ai meccanismi correttivi della Macroeconomic Imbalance Procedure, a causa della scarsa competitività internazionale e del peggioramento di altri indicatori. Aster ricorda che per evitare questo rischio la Francia dovrebbe riformare rapidamente il mercato del lavoro e ridurre la spesa sociale

Regionali e astensionismo: cronaca di un risultato annunciato

Cecilia Biancalana trae spunto dalle prossime elezioni regionali per trattare il tema dell’astensionismo elettorale italiano. Dopo avere esaminato le diverse spiegazioni che sono state proposte per spiegare il fenomeno Biancalana riflette sul legame che sussiste tra l’astensionismo elettorale, da un lato, e sfiducia nei partiti politici, dall’altro e si interroga sulle ragioni per cui le elezioni regionali sono particolarmente soggette al rischio di astensionismo

L’economia della cortesia e l’efficienza delle decisioni collettive

Giovanni Di Bartolomeo e Stefano Papa partono dalla considerazione che le decisioni collettive, forse più di quelle individuali, risentono di distorsioni emotive e trappole mentali che, in particolare, favoriscono il “pensiero unico” e riducono la capacità critica del gruppo. Sottolineando l’importanza degli stili di gestione del gruppo e facendo riferimento al concetto di “cortesia”, i due autori sostengono che una leadership “cortese”, contrapposta ad una “autoritaria”, può ridurre le distorsioni nel processo di scelta, favorendo decisioni più efficienti.

Imprenditori poveri di “capitale umano”: un (altro) deficit italiano

Francesco Ferrante e Daniela Federici si soffermano su un aspetto solitamente trascurato nel dibattito sulla fragilità e la frammentazione del sistema imprenditoriale italiano: l’adeguatezza del “capitale umano” degli imprenditori. I dati che essi presentano suggeriscono che i ridotti investimenti in istruzione e formazione effettuati nel nostro paese si riverberano anche sulle capacità imprenditoriali e sulle performance delle imprese. Per porre rimedio a questa situazione Ferrante e Federici sostengono che occorre prevedere programmi di educazione imprenditoriale

Il Fiscal Compact: quando la tecnocrazia va contro la matematica

Civil Servant muove dalla considerazione che molto si è discusso della ragionevolezza e dell’accettabilità delle regole europee sui deficit e i debiti pubblici e ben poco della concreta possibilità che le connessioni esistenti tra gli obiettivi oggetto delle due regole impediscano di raggiungerli entrambi. Civil Servant sostiene, invece, che il debito dipende quasi meccanicamente dal deficit e, quindi, che per raggiungere entrambi gli obiettivi sono necessari ulteriori strumenti di politica economica

Incentivi alle rinnovabili e prezzo dell’energia: quale relazione?

Susan Battles, Alessandra Cataldi e Pietro Zoppoli, dopo aver ricordato che l’Italia è uno dei Paesi europei che più ha incentivato le fonti energetiche rinnovabili, riportano i risultati di un recente studio secondo cui la produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile ha contribuito a ridurre il prezzo all’ingrosso dell’elettricità. L’effetto degli incentivi è, però, variegato: nel caso dell’eolico la riduzione del prezzo dell’elettricità ha più che compensato il costo degli incentivi mentre, finora, l’opposto si è verificato per il fotovoltaico

L’insospettabile outlier d’Europa

Marcello Basili, mentre Angela Merkel sembra riscuotere importanti successi politici a livello internazionale, si chiede se alle sue spalle ci sia veramente il paese delle meraviglie da molti celebrato. Presentando numerosi dati, Basili sostiene che essi raccontano una storia dei successi tedeschi diversa da quella che più frequentemente circola e chiariscono quale sia il presupposto, irripetibile e irriproducibile, dell’imponente attivo commerciale tedesco e dello spiazzamento dei competitor continentali come Francia e Italia

L’incognita Tsipras e la crisi dell’Austerity. Un ritorno in Europa della discrezionalità politica?

Francesco Bilancia si chiede se quella di Tsipras in Grecia possa essere considerata una vittoria dell’euroscetticismo o, anche, del populismo. Nel dare risposte a queste domande Bilancia sostiene che l’affermazione di Tsipras testimonia l’irrompere della questione democratica come variabile a difesa dei diritti irrinunciabili delle persone sul proscenio dei processi di integrazione europea e che essa può favorire il ritorno della politica come strumento di governo di quei processi.