La Politica Fiscale ai Tempi della “Nuova Normale”

Francesco Saraceno dopo aver ricostruito gli argomenti alla base del consenso degli scorsi decenni sul ruolo della politica monetaria e fiscale, ricorda l’impatto che esso ha avuto sulle istituzioni europee e documenta le critiche che ad esso oggi sono mosse, anche da economisti mainstream, soprattutto per le limitazioni alla discrezionalità della politica fiscale. Saraceno spiega perché tali limitazioni andrebbero rimosse e sostiene che il dibattito teorico non potrà non avere effetti sulle istituzioni dell’Unione Europea.

Importanti passi avanti in Italia per la valutazione delle politiche per lo sviluppo sostenibile

Enrico Giovannini si occupa di due recenti novità in tema di valutazione delle politiche pubbliche per lo sviluppo sostenibile. La prima è l’obbligo di predisporre la Strategia Italiana di Sviluppo Sostenibile e l’istituzione del “Comitato Nazionale per il Capitale Naturale”. La seconda è l’inserimento degli “indicatori di benessere equo e sostenibile” nel DEFe nella Legge di Bilancio. Dopo averle illustrate, Giovannini valuta queste novità nella prospettiva del conseguimento degli obiettivi contenuti nelll’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile.

Il voto a Roma: dualismo centro-periferia o fine del bipolarismo interclassista? (prima parte)

Eugenio Levi e Fabrizio Patriarca, in un articolo di cui in questo numero pubblichiamo la prima parte, esaminano a fondo i risultati elettorali di Roma con lo scopo principale di verificare se la diffusa interpretazione basata sul dualismo tra centro e periferia sia fondata. I due autori, utilizzando anche dati socio-economici e territoriali distinti per Municipio, individuano le aree della città e i gruppi sociali decisivi per i risultati dei diversi schieramenti e sottolineano alcune novità, in particolare l’apparente venir meno del profilo interclassista dei due poli.

Transatlantic Trade and Investment Partnership: un’opportunità o un incubo?

Luciano Milone si occupa dell’accordo di libero scambio (Ttip), in corso di negoziazione tra USA ed Unione Europea, soffermandosi su uno dei suoi aspetti più complessi e delicati: l’abbattimento delle barriere non tariffarie riconducibili alle differenze nella gestione di politiche quali la salvaguardia dell’ambiente, la difesa della salute e della sicurezza, le disposizioni sul lavoro e i connessi timori che l’armonizzazione delle regolamentazioni e degli standard possa tradursi in una sorta di accordo al ribasso.

Oltre la crisi, tra green economy e cambiamento tecnologico

Daniela Palma muovendo dalla considerazione che crisi economica e crisi climatica procedono in parallelo e che per affrontarle occorrono nuove politiche di sviluppo, sostiene che la green economy rappresenta la base di un processo di innovazione e trasformazione dei sistemi industriali coerente con gli equilibri dell’ambiente. Secondo Palma, essa prefigura anche una divisione internazionale del lavoro centrata su nuove filiere tecnologiche, da cui sempre più dipendono la competitività e il potenziale di crescita dei paesi.

Quando i media si smaterializzano

Enrico Menduni osserva che il XXI secolo è segnato, per i media, da una forte discontinuità (dominanza tecnologie digitali nella comunicazione, connessione in rete continua e ubiqua) e sostiene che occorre aggiornare ogni aspetto del broadcasting: strategie produttive e modelli di business, formati dei contenuti e pratiche di fruizione. Menduni sottolinea che l’intermediazione, il filtro, il gatekeeping non sono più considerati dagli utenti così necessari, appaiono come gratuite commodity, e comunque tendono a spostarsi su altri soggetti, gli Over-The-Top e i social network.

L’Europa alla prova del TTIP: un’occasione per affermare la propria identità?

Giuseppe De Arcangelis si occupa dell’accordo di libero scambio TTIP tra l’UE e gli USA, cioè tra le due economie più grandi e più aperte del pianeta. Dopo aver presentato i punti principali in discussione e aver ricordato che l’accordo esclude, come già quello di libero scambio del Pacifico, la Cina, De Arcangelis sostiene che il TTIP rappresenta un’occasione per l’UE di presentarsi finalmente coesa e, soprattutto, di affermare i propri principi sulla salvaguardia dell’ambiente e sulla salute dei consumatori.

Perché l’Italia cresce poco? Il ruolo delle variabili extraeconomiche

Michele Morciano sostiene che il perdurante ristagno dell’economia italiana può essere spiegato solo considerando insieme alle tradizionali grandezze monetarie anche gli effetti che l’azione pubblica, attraverso la regolazione e i servizi, esercita sulle propensioni all’iniziativa economica. Morciano chiarisce che lo stato incide sulle grandezze monetarie anche indirettamente e mostra come si possano riportare all’interno di una dimensione economico-produttiva anche le variabili extraeconomiche generate dall’azione pubblica.

L’attenzione del Governo per l’Università: possiamo stare tranquilli?

Gianfranco Viesti esamina alcune recenti iniziative del governo in tema di politica universitaria (l’aumento dei fondi per le borse di studio; il piano straordinario “ordinari”; il reclutamento di nuovi ricercatori; le “cattedre Natta”; gli annunci del nuovo Piano Nazionale della Ricerca e dello Human Technopole) e sottolinea due rischi: che vengano privilegiati interventi di carattere straordinario e che gli effetti non siano territorialmente neutri, con conseguenze negative (e cumulative) soprattutto per il Mezzogiorno.

Obiettivo centrato? Il tutto e le sue parti nel consuntivo di Finanza Pubblica

Morales Sloop confronta i recenti dati di consuntivo del bilancio pubblico nel 2015, con quelli previsti nella nota di aggiornamento al DEF e osserva che per l’indebitamento complessivo non vi è scostamento tra consuntivo e preventivo mentre non è così per le principali voci che concorrono a determinarlo. Morales Sloop documenta questi scostamenti e osserva che essi suggeriscono che l’obiettivo dell’indebitamento sia stato centrato grazie a favorevoli coincidenze e non all’effettivo controllo, da parte del Governo, delle singole voci della finanza pubblica