Sull’erosione della formazione e della ricerca pubblica

Giovanni Dosi e Maria Enrica Virgillito, mentre al Parlamento è in discussione la Legge di Bilancio 2016 e si discute delle università improduttive e baronali, propongono una valutazione dello stato del sistema universitario italiano, basandosi sul rapporto ANVUR del 2016. Gli autori segnalano, in particolare, che, in un quadro di definanziamento generalizzato, non sembra profilarsi un piano ordinario in grado di determinare un’inversione di tendenza e di limitare il rischio di uno snaturamento del ruolo dell’Università.

Ragionando sul merito della legge di revisione costituzionale

Ugo Trivellato si occupa del referendum costituzionale e, dopo aver affermato che su diversi temi circoscritti la riforma è condivisibile, sostiene che rispetto alle innovazioni salienti (superamento del bicameralismo paritario; nuovi rapporti fra Stato e Regioni) la riforma presenta diffuse ambiguità e incongruenze. Inoltre. Trivellato dubita che l’assetto istituzionale risultante possa intaccare i capisaldi della Costituzione e conclude richiamando il “velo d’ignoranza” come condizione per deliberare norme fondamentali della convivenza.

Il bicameralismo danneggia l’economia? Sì, No, Boh!

Maurizio Franzini si interroga sulla solidità degli argomenti alla base della tesi secondo cui il referendum costituzionale avrà effetti negativi sull’economia in caso di vittoria del no e sostiene che le conseguenze economiche della riforma costituzionale, ed in particolare del superamento del bicameralismo, quand’anche fossero considerate un criterio appropriato di valutazione, sono troppo incerte – nell’intensità e nel segno – per basare su di esse il giudizio da dare sulla riforma. Franzini conclude suggerendo un criterio alternativo di valutazione.

In difesa del Parlamento. La High Court of Justice britannica entra in campo sul Brexit

Alessandro Torre analizza il referendum che ha visto prevalere il Brexit nella prospettiva delle sue complesse implicazioni sul sistema costituzionale inglese. Torre si sofferma in particolare sull’effetto dirompente che la recente decisione della High Court of England and Wales – R. (Miller) v. Secretary of State for Exiting the European Union – sta producendo sulla controversa questione del rinvio alla sovranità del Parlamento per quanto concerne la procedura di cui all’art. 50 del Trattato CE per la fuoriuscita del Regno Unito dall’UE.

Spiagge senza mozziconi di sigarette: l’economia comportamentale “at work”

Mariangela Zoli muove dalla considerazione che gli strumenti dell’economia comportamentale si rivelano estremamente utili per promuovere azioni e abitudini in favore dell’ambiente e dà conto di un esperimento condotto da alcuni ricercatori dell’Università di Roma Tor Vergata e dell’Università di Parigi Télécom Ecole de Management (Institut Mines-Télécom) in alcuni stabilimenti balneari della costa romagnola per limitare la diffusione dei mozziconi di sigaretta nella sabbia. Zoli sottolinea l’importanza di agire sulle motivazioni individuali.

Dal successo al declino. Le piccole imprese e il paradosso dell’economia della conoscenza

Ugo Pagano partendo da un’affermazione di Marcello De Cecco del 2013, riconduce il successo e il successivo declino del modello italiano di piccole imprese al mutamento intervenuto nel contesto in cui viene prodotto, tutelato e utilizzato quel particolare fattore produttivo che è la conoscenza e sostiene che il declino è iniziato quando, in seguito a iniziative del governo americano, la conoscenza da bene pubblico è divenuta, a livello globale, bene privato. Pagano indica anche le implicazioni di policy della sua analisi.

L’efficienza è (soprattutto) una questione di contratti. Riflessioni intorno al premio Nobel per l’economia

Maurizio Franzini e Antonio Nicita illustrano nei suoi aspetti essenziali l’economia dei contratti che quest’anno è valsa il premio Nobel per l’economia a Hart e Holmström. Franzini e Nicita ricordano i molti ambiti ai quali essa si può applicare (incentivi, organizzazione dell’impresa, appalti pubblici, ecc.), i suoi elementi distintivi, il contributo che dà alla comprensione della realtà e al perseguimento dell’efficienza organizzativa. Nelle conclusioni, i due autori indicano anche alcune sue incompletezze.

Esperti e Democrazia: un bilanciamento possibile?

Giulia Bistagnino, prendendo spunto dalle recenti vicende politiche della Brexit e dal risveglio di movimenti populisti in Europa, discute la tensione tra esperti e democrazia, ovvero tra la necessità di prendere decisioni politiche corrette e il bisogno di preservare l’ideale dell’uguaglianza politica. Utilizzando gli strumenti della filosofia politica normativa, Bistagnino esamina le diverse strategie per risolvere tale tensione e argomenta in favore di una chiara divisione del lavoro tra esperti e cittadini.

I vantaggi della lungimiranza. Precauzione e terremoti

Marcello Basili e Maurizio Franzini illustrano le ragioni per le quali è razionale investire risorse per prevenire e limitare i danni dei terremoti. Dopo aver mostrato che l’entità dei costi sostenuti per la sola ricostruzione nelle zone colpite dai recenti terremoti è simile a quella necessaria per migliorare la resistenza sismica su tutto il territorio nazionale, illustrano le caratteristiche – e tutti i vantaggi – di una strategia di prevenzione imperniata su assicurazioni obbligatorie e mutui agevolati

Misurare i benefici della prevenzione da rischio sismico

Dario Guarascio si occupa delle modalità di misurazione dei benefici e costi della prevenzione dei rischi sismici e sintetizza i risultati di uno studio che, basandosi su dati ufficiali, le ha applicate al terremoto del 2009 a l’Aquila. Guarascio mostra la netta preferibilità economica della prevenzione e sostiene che procedure relativamente semplici come quelle indicate (ed implementate con dati di cui lo Stato dispone) potrebbero condurre a interventi in grado di minimizzare le conseguenze dannose dei terremoti