Più voce alle donne economiste e non solo: il progetto “100esperte.it”

Luisella Seveso illustra il progetto “100esperte.it”, un database online di consultazione gratuita che contiene a tutt’oggi i nomi e i curricula di circa 200 professioniste italiane “eccellenti” nell’ambito delle discipline STEM (scienza, tecnologia, ingegneria e matematica) e di quelle economiche e finanziarie. Scopo del progetto è rendere note, soprattutto ai media, le conoscenze e le competenze di professioniste di valore, troppo raramente interpellate in qualità di esperte e opinioniste, come risulta da un’autorevole ricerca europea.

Donne, economia e “leaking pipelines”

Antonia Carparelli, con riferimento al progetto ‘100esperte.it’, illustrato da Luisella Seveso su questo numero del Menabò, propone alcune riflessioni sul percorso lungo e tortuoso che le donne hanno dovuto e devono ancora affrontare per affermarsi e far sentire la propria voce in qualità di economiste; sottolinea l’importanza di ‘azioni positive’ volte a contrastare gli ostacoli e i meccanismi di discriminazione, e segnala il ruolo dell’Europa nel promuovere e sostenere la parità di genere, anche e soprattutto attraverso la diffusione della conoscenza.

Corporativismo, spesa pubblica e distribuzione funzionale del reddito

Mario Holzner analizza l’impatto del “corporativismo” – cooperazione tra imprese, lavoratori e gruppi d’interesse statali – sull’evoluzione della quota di reddito da lavoro in 42 economie industrializzate nel periodo 1960-2010. Holzner individua una complementarietà tra ruolo dello stato e sistema di contrattazione, sostenendo che il reddito da lavoro ha avuto una dinamica più favorevole nei paesi in cui il ruolo dello Stato si è ridotto ma la contrattazione salariale è centralizzata e nei paesi in cui quest’ultima è decentralizzata ma la spesa pubblica è rilevante.

La politica antitrust e il contrasto alla disuguaglianza

Alessandra Tonazzi esamina il ruolo di contrasto alle disuguaglianze che l’antitrust può svolgere anche restando nel solco dei propri obiettivi tradizionali: benessere del consumatore, promozione dell’innovazione e della crescita. Tonazzi osserva, però, che la stessa concorrenza può essere percepita come fonte di disuguaglianza ed è perciò importante che l’azione dell’antitrust sia accompagnata da misure di welfare per consentire alla politica della concorrenza di svolgere virtuosamente una funzione pre-distributiva, contrastando la formazione o l’aumento di disuguaglianze.

Sarà un robot (o un computer) che ci sostituirà? Un’analisi della relazione tra dinamica occupazionale e routinarietà delle mansioni

Valentina Gualtieri, Dario Guarascio e Roberto Quaranta analizzano la relazione tra dinamica occupazionale delle diverse professioni, natura delle mansioni intesa come loro maggiore o minore ‘routinarietà’ e andamento economico dei settori nei quali si distribuiscono le diverse professioni. Utilizzando provenienti da Istat, Inapp e dal database AIDA bureau Van Dijk, gli autori mostrano che le professioni caratterizzate da una prevalenza di mansioni routinarie tendono a essere penalizzate in termini di dinamica occupazionale.

La flat tax e gli effetti sui redditi da pensione

Michele Raitano, facendo uso dei dati sui redditi rilevati nell’indagine IT-SILC 2015, calcola come varierebbero alcuni indicatori della distribuzione dei redditi da pensione se l’attuale struttura dell’IRPEF fosse sostituita dalla “flat tax” proposta nel contratto di governo fra Lega e Movimento 5 Stelle. Dalle simulazioni di Raitano emerge che tale versione della flat tax ridurrebbe in modo molto consistente la progressività del prelievo, avvantaggiando principalmente i beneficiari di pensioni elevate, e comporterebbe un’ampia riduzione di gettito per le finanze pubbliche.

Stato, mercato e disuguaglianze: un commento a Termites of the State di Vito Tanzi

Antonio Pedone commenta il libro di Vito Tanzi, Termites of the State. Pedone sottolinea la ricchezza dell’analisi di Tanzi sulla grande e mutevole varietà dei rapporti tra Stato e mercato e sostiene, in particolare, che Tanzi offre numerosi spunti per far fronte alle insopportabili disuguaglianze, pericolose per la stessa sopravvivenza di un’economia di mercato fondata sulla democrazia, che le regole oggi in vigore nei mercati rischiano di creare e che l’imposizione progressiva non appare in grado di attenuare.

Islam e finanza nella quotidianità: i risultati di una ricerca esplorativa

Valentina Moiso e Roberta Ricucci si occupano di finanza islamica – cioè in sintonia con le norme della sharīʿah – che sta ricevendo crescente attenzione nei mercati globali, adottando un punto di vista non usuale: come i fedeli di Maometto gestiscono risparmi e investimenti nei paesi occidentali. Basandosi su una loro ricerca esplorativa, le due autrici analizzano il nesso tra precetti religiosi, strumenti, principi e iniziative legati all’economia e da questo traggono anche indicazioni sull’integrazione sociale delle comunità musulmane in Italia.

Le termiti di Stato: perché la complessità conduce alla disuguaglianza (seconda parte)

Vito Tanzi continua la sua riflessione sul rapporto tra Stato e mercato nella seconda parte dell’Introduzione al suo Termites of the State. Why Complexity Leads to Inequality. Nella prima parte, pubblicata sul precedente numero del Menabò, Tanzi ha mostrato come quel rapporto si sia evoluto, nelle visioni teoriche e nelle esperienze pratiche, dall’800 fino agli anni ’70 del secolo scorso; nella seconda egli esamina il periodo del “fondamentalismo di mercato”, mettendone in luce gli aspetti critici e le conseguenze anche per le disuguaglianze, e quello della Grande Recessione.

Le termiti di Stato: perché la complessità conduce alla disuguaglianza

Vito Tanzi ha recentemente pubblicato per la Cambridge University Press un volume dal titolo: Termites of the State. Why Complexity Leads to Inequality. Il Menabò pubblica, in due parti, la traduzione dell’Introduzione al volume, che affronta la questione del rapporto tra Stato e mercato. Tanzi adotta un ampio sguardo storico, attento sia all’evoluzione delle idee che alla concrete forme assunte dall’intervento dello Stato nell’economia, e fornisce numerosi spunti di riflessione utili anche per cercare risposte ai problemi ancora aperti.