Per troppi giovani il lavoro sta diventando un mortificante percorso ad ostacoli. Evidenze da uno studio pilota

Ugo Trivellato presenta e discute i risultati salienti di un recente studio pilota sui primi otto anni di storia lavorativa di due coorti di giovani, entrate nel lavoro rispettivamente intorno alla metà degli anni ’80 e intorno al 2000. In particolare, Trivellato sottolinea il peggioramento delle esperienze di lavoro della seconda coorte: episodi di lavoro più frammentari e instabili, tempo di non lavoro dilatato. Trivellato conclude segnalando la necessità di politiche del lavoro e dello sviluppo più attente agli aspetti strutturali.

Le (grandi) infrastrutture di ricerca. Costi pubblici e benefici privati della produzione di conoscenza

Massimo Florio e Francesco Giffoni si occupano dell’impatto socioeconomico e delle ricadute distributive dell’attività delle (grandi) infrastrutture di ricerca (IR). Dopo aver definito le IR e rilevato che esse generano un beneficio sociale netto, gli autori sostengono che sotto il profilo distributivo la possibilità per le imprese private di appropriarsi gratuitamente della conoscenza prodotta dalla ricerca pubblica (finanziata dai contribuenti) aggrava le disuguaglianze. Nelle conclusioni essi enunciano alcuni possibili rimedi.

Quali politiche, se il mercato rende diseguali (seconda parte)?

Maurizio Franzini nella seconda parte del suo articolo sulla pre-distribuzione, illustra le tipologie di politiche in grado di limitare le disuguaglianze che si formano nei mercati e di attenuarne gli aspetti meno accettabili. Franzini distingue le politiche pre-distributive dirette a riequilibrare le dotazioni con cui si entra nei mercati da quelle che consistono nel modificare le regole da cui dipende la propensione dei mercati a generare disuguaglianza. Inoltre, sottolinea che alcune politiche redistributive possono avere anche effetti pre-distributivi.

La maternità sempre più posticipata: una ‘scelta’ assai condizionata

Alina Verashchagina si occupa, con riferimento all’Italia, di maternità e dei suoi effetti sui salari e l’occupazione. Verashchagina rileva che, con la nascita del figlio, i redditi da lavoro delle madri si riducono e che tale riduzione è più elevata se la nascita avviene negli anni immediatamente successivi al termine degli studi. Verashchagina osserva che questo effetto potrebbe spiegare la tendenza a posticipare la maternità – con conseguenze negative sulla fecondità – e perciò sono necessarie politiche di contrasto alla motherhood penalty

L’Italia delle paure. Gli immigrati tra preconcetti e realtà

Marilena Giannetti prendendo spunto dalla pubblicazione del Dossier Statistico sull’Immigrazione 2018 e del Rapporto annuale sull’economia dell’immigrazione, chiarisce vari aspetti del fenomeno migratorio in Italia e sottolinea la distanza tra realtà e percezione (e idee) degli italiani, che alimenta il sentimento anti-immigrati. Giannetti ritiene che ciò dipenda sia dalla cattiva informazione sia dalla mancanza di appropriate politiche di integrazione e coesione sociale e raccomanda interventi correttivi sotto entrambi gli aspetti.

Quali politiche, se il mercato rende diseguali?

Maurizio Franzini muove dalla considerazione che in Italia, come in altri paesi, la disuguaglianza nei redditi di mercato è cresciuta di recente molto più di quella dei redditi disponibili e si interroga sulle politiche più idonee a far fronte a queste tendenze. Franzini sostiene che occorrono interventi in grado di ridurre la disuguaglianza di mercato (pre-distributivi) che, però, ricevono un’attenzione assai minore rispetto a quelli, pur indispensabili, di carattere redistributivo e rimanda al prossimo numero del Menabò l’illustrazione delle possibili politiche pre-distributive.

Le disuguaglianze territoriali nella distribuzione dei redditi delle famiglie italiane

Luigi Biggeri, Caterina Giusti, Achille Lemmi, Stefano Marchetti e Monica Pratesi presentano un’analisi delle disuguaglianze territoriali nella distribuzione dei redditi delle famiglie italiane. In particolare, essi misurano e comparano la disuguaglianza dei redditi familiari, di mercato e disponibili, tra le diverse regioni italiane e all’interno di ciascuna regione, e valutano se e quanto le disuguaglianze regionali contribuiscano alla disuguaglianza complessiva dei redditi familiari a livello nazionale.

Equal Pay Day

Tindara Addabbo si occupa di divari salariali di genere e ricorda che in Europa, in media, le donne guadagnano il 16,2% meno degli uomini e, per tale ragione, la Commissione Europea definisce il 3 novembre “Giornata europea per la parità retributiva”, ovvero la data a partire dalla quale le donne lavorano gratuitamente rispetto agli uomini. A partire da questo dato, Addabbo, allargando lo sguardo ad altre dimensioni delle diseguaglianze di genere nel lavoro, documenta e interpreta le peculiarità del caso italiano.

Di padre in figlio: gli effetti delle liberalizzazioni sulla mobilità sociale nelle professioni

Sauro Mocetti, Giacomo Roma e Enrico Rubolino si occupano di mobilità intergenerazionale nelle professioni, soffermandosi sul ruolo poco esplorato della regolamentazione, che influenza le condizioni di accesso e la condotta di molti professionisti. Gli autori mostrano che gli interventi di liberalizzazione del 2006 e del 2011 hanno significativamente ridotto la propensione dei figli dei professionisti a seguire la carriera dei genitori e suggeriscono che gli ostacoli alla concorrenza possono generare inefficienze nell’allocazione dei lavoratori tra le occupazioni

Le origini familiari e le retribuzioni degli avvocati italiani: nepotismo o abilità?

Michele Raitano e Francesco Vona si occupano di trasmissione intergenerazionale delle diseguaglianze, utilizzando un dataset originale messo a disposizione dalla Cassa Forense. I due autori cercano di stabilire se essere parenti stretti di avvocati consenta agli avvocati di percepire redditi più elevati e se ciò dipenda da forme di nepotismo o da migliori abilità. Esaminando gli effetti delle liberalizzazioni del decennio scorso essi concludono che gran parte dei maggiori redditi dei parenti di avvocati sia dovuta al nepotismo.