Disuguaglianza e….cambiamento tecnologico

Questo articolo analizza le diverse forme che può assumere la relazione tra cambiamento tecnologico e diseguaglianza. Dopo una disamina dell’evoluzione storica di questa relazione, l’articolo passa in rassegna i canali attraverso cui le trasformazioni tecnologiche possono indurre mutazioni sia negli assetti distributivi sia nelle configurazioni sociali ed istituzionali e si conclude con un focus sul processo, in atto, di digitalizzazione delle economie.

Disuguaglianza e…. crescita

Da tempo si discute se e in che direzione la disuguaglianza influenzi la crescita economica. L’articolo richiama le ipotesi teoriche più frequenti e i principali studi empirici che, in netta prevalenza, individuano un effetto negativo della disuguaglianza sulla crescita, e sostiene che considerando altre caratteristiche della disuguaglianza, e non solo la sua altezza, nonchè il modo in cui si distribuiscono gli eventuali maggiori redditi futuri, oggi non appare possibile giustificare la disuguaglianza con la prospettiva di una maggiore crescita.

Disuguaglianza e….merito

Al centro di questo articolo è il legame tra disuguaglianza e merito. Riprendendo temi e spunti contenuti in articoli comparsi sul Menabò, l’articolo si sofferma sui rischi derivanti dall’affidarsi alla concorrenza nel campo dell’istruzione, sull’evasione fiscale come premio per i non meritevoli e come moltiplicatore delle disuguaglianze, e sulla necessità di trattare con cautela l’idea di merito alla luce dei rapporti di potere che caratterizzano le odierne società.

Disuguaglianza e……cittadinanza

L’articolo pone la disuguaglianza in relazione alla cittadinanza e interpreta in questa ottica tre recenti vicende: i) la revoca della cittadinanza diretta a una determinata categoria di cittadini in ragione di condanne penali; ii) la mancata acquisizione della cittadinanza nonostante la nascita, la crescita, l’integrazione attraverso l’istruzione, ed un’evoluzione identitaria e sociale da “italiani”; iii) il mercato delle cittadinanza accessibile a “super ricchi globali” a caccia di vantaggi.

Progressività e redistribuzione negli USA

Ruggero Paladini mette in evidenza come in seguito al crescere delle disuguaglianze di reddito e di ricchezza negli Stati Uniti stia tornando al centro del dibattito politico il tema dell’uso delle imposte a fini redistributivi. Esempi paradigmatici sono le proposte di Alexandria Ocasio-Cortez di alzare al 70% l’aliquota dell’imposta personale sui redditi sopra i 10 milioni di dollari e di Elisabeth Warren di introdurre un’imposta federale su patrimoni maggiori di 50 milioni, con un’aliquota pari al 2%. Paladini illustra e valuta criticamente tali proposte.

La proposta del M5S sul salario minimo legale: qualche progresso e varie insidie

Salvo Leonardi si occupa di salario minimo. Dopo aver ricordato che l’Italia è fra i pochi paesi in cui i minimi sono fissati dai Contratti Collettivi e che precarietà e contratti “pirata” stanno indebolendo la copertura di tali contratti, Leonardi si occupa del disegno di legge del M5S che prevede un erga omnes limitato alla parte salariale e sostiene che tale idea, pur perseguendo un obiettivo condivisibile, è gravida di rischi, come quello di definire una soglia inferiore a quella prevista nella stragrande maggioranza dei CCNL.

Tutti i limiti della nuova flat tax

Andrea Dili si occupa di Flat Tax, cioè del nuovo sistema di imposizione sui redditi delle persone fisiche con partita IVA introdotto dalla legge di bilancio 2019. Dili chiarisce che in realtà si sono creati due regimi fiscali che consentono notevoli risparmi di imposta agli imprenditori e ai professionisti con ricavi sotto i 100.000 euro e richiama l’attenzione sul fatto che questo nuovo sistema rischia di generare pericolosi – e sottovalutati – effetti distorsivi sulla concorrenza, con ricadute sul mercato del lavoro e sulla crescita degli studi professionali.

Il reddito di cittadinanza all’italiana: migliorabile ma utile

Fernando Di Nicola esamina il Reddito di Cittadinanza, recentemente introdotto e dopo aver riconosciuto la necessità di un assegno che riduca la povertà estrema, si sofferma su alcuni aspetti problematici. In particolare, osservando la distribuzione dei beneficiari e degli assegni, sostiene che saranno favoriti i nuclei monocomponente che dichiarano redditi nulli o quasi, mentre saranno penalizzate le famiglie numerose con figli minori. Ulteriori effetti indesiderati riguardano la riduzione dell’offerta di lavoro e i maggiori benefici per lavoro nero e evasione.

Tecnologie digitali, potere economico e democrazia

Maurizio Franzini riflette sui rapporti tra tecnologie digitali, potere economico e democrazia. Riferendosi in particolare alle piattaforme, Franzini si sofferma su due fenomeni che contribuiscono a rafforzare il potere economico e a indebolire la democrazia. I due fenomeni, che possono tra loro alimentarsi, sono, da un lato, gli enormi arricchimenti che le piattaforme consentono e, dall’altro, la possibilità di influenzare e manipolare le preferenze degli individui. Franzini conclude ricollegando questi due fenomeni alla gratuità dei dati.

Distribuzione funzionale nei paesi OCSE: fare i conti con gli autonomi

Enrico D’Elia e Stefania Gabriele osservano che la stima della distribuzione funzionale del reddito e del costo del lavoro dipendono sempre più da come viene stimato il reddito dei lavoratori autonomi e sostengono che l’ipotesi standard secondo cui il reddito di un lavoratore autonomo è uguale alla retribuzione media di un dipendente è debole. Utilizzando misure alternative, basate sui conti nazionali per settore istituzionale, presentano le loro stime della labour share, della redditività e competitività delle imprese dei paesi OCSE.