Flat tax: quale, e perché?

Massimo Baldini e Leonzio Rizzo si concentrano sulla flat tax, in particolare sulle proposte formulate di recente dai partiti di governo e da centri di ricerca indipendenti. Baldini e Leonzio ricordano i delicati problemi di equità ed efficienza del prelievo fiscale posti dalla flat tax e notano che tutte le proposte determinerebbero una riduzione della progressività e soprattutto del gettito. Concludendo, sottolineano un aspetto cruciale del dibattito su questo argomento: le scelte sulla base imponibile dell’imposta sul reddito.

Il codice del capitale

Pubblichiamo la traduzione di vari passi estratti dal primo capitolo del libro di Katharina Pistor The Code of Capital: How the Law Creates Wealth and Inequality in corso di pubblicazione per la Princeton University Press. Pistor sostiene, in particolare, che per comprendere la disuguaglianza occorre interrogarsi sul modo nel quale viene creato il capitale. Nella sua originale interpretazione, per rispondere occorre guardare ai processi giuridici che trasformano in capitale risorse di varia natura che, in se stesse, non sono necessariamente dotate di valore economico.

Digitalizzazione, “routinarietà” e dinamica occupazionale delle professioni in Italia

Valeria Cirillo, Rinaldo Evangelista, Dario Guarascio e Matteo Sostero analizzano la relazione tra digitalizzazione del lavoro, natura delle mansioni svolte e dinamica dell’occupazione in Italia. Gli autori costruiscono un insieme articolato di indicatori sulle mansioni lavorative svolte dalle diverse professioni e studiano i livelli di digitalizzazione e “routinarietà” dei processi lavorativi e l’eterogeneità delle dinamiche occupazionali rispetto ai diversi macro-settori e gruppi professionali.

Lavorare meno lavorare tutti

Giuseppe Croce e Michele Faioli riflettono sulla riduzione degli orari di lavoro come politica per l’aumento dell’occupazione. I due autori indicano le condizioni necessarie affinché la riduzione dell’orario di lavoro accresca il benessere dei lavoratori senza aggravare i costi per le imprese, richiamano le tesi avanzate al riguardo da Ezio Tarantelli nel 1984 e concludono sostenendo che questa politica è poco coerente con l’odierno quadro macroeconomico italiano.

Il mercato del lavoro in Italia: comparazioni internazionali, debolezze persistenti e rilevanza di alcuni interventi normativi

Federica Pintaldi e Fabio Rapiti proseguono la loro analisi di alcuni temi trattati nel recente Rapporto sul mercato del lavoro 2018 da Istat, Mlps, Inps, Inail e Anpal. In particolare, sottolineano le crescenti distanze tra il nostro paese e l’Unione Europea nella partecipazione al mercato del lavoro e nella struttura dell’occupazione, soprattutto in termini settoriali e di livello professionale e esaminano gli effetti sulla dinamica del lavoro dipendente di alcuni recenti interventi normativi di decontribuzione del tempo indeterminato.

Il mercato del lavoro in Italia: un bilancio dell’ultimo decennio

Federica Pintaldi e Fabio Rapiti presentano i principali temi trattati nel Rapporto sul mercato del lavoro 2018 diffuso da Istat, Mlps, Inps, Inail e Anpal. In particolare, analizzano i cambiamenti nell’ultimo decennio e il recente rallentamento congiunturale, sottolineano che il recupero dell’occupazione è frutto di una riallocazione della forza lavoro verso settori e professioni a basse qualifiche e retribuzioni e mostrano che inoccupazione e sottoccupazione restano fenomeni diffusi nonché intrecciati con i sempre più gravi squilibri territoriali.

Le sliding doors della governance macroeconomica: dalla sostenibilità del debito pubblico alla sostenibilità della crescita

Francesco Farina partendo dall’osservazione che tre eccellenti economisti, Olivier Blanchard, Thomas Piketty, Joe Stiglitz, sembrano avere idee alquanto diverse su temi molto scottanti come il debito pubblico, la bassa crescita e la crescente diseguaglianza, si chiede se la teoria economica sia giunta ad un punto di svolta, nelle sliding doors della governance macroeconomica, e se la preoccupazione per la sostenibilità del debito pubblico stia lasciando il posto alla preoccupazione per la crescita.

Dall’adattamento alla mutazione. Una nuova strategia riformatrice

Roberto Tamborini prende spunto da un recente articolo di Michele Salvati che indica a modello i paesi in grado di adattare l’economia al nuovo capitalismo, coltivando settori avanzati di successo e assicurando una crescita del reddito in grado di sostenere il Welfare State. Tamborini critica questa visione “distopica” e sostiene che è invece necessario mutare direttamente le forze di mercato, ricostruendo un capitalismo socialmente equo, progressivo, sostenibile, come fu fatto dopo la seconda Guerra mondiale.

I primi 100 numeri del Menabò

Questo editoriale richiama i principali contributi che, a parere della Redazione, il Menabò ha offerto nei suoi primi 100 numeri in termini di analisi di questioni pubbliche rilevanti; di sviluppo di un metodo di discussione attento alla giustificazione pubblica delle diverse posizioni; di elaborazione di proposte di cambiamento. Inoltre, delinea la direzione di marcia per il futuro: l’attenzione continuerà ad andare alla disuguaglianza, al funzionamento dei mercati, delle istituzioni e della democrazia, alla giustizia sociale; ma più spazio sarà dato alle evoluzioni della tecnologia, al ruolo della ‘voice’ e ai possibili contributi provenienti dal basso, da comunità “virtuose” e organizzazioni di cittadinanza.

Disuguaglianza e….cambiamento tecnologico

Questo articolo analizza le diverse forme che può assumere la relazione tra cambiamento tecnologico e diseguaglianza. Dopo una disamina dell’evoluzione storica di questa relazione, l’articolo passa in rassegna i canali attraverso cui le trasformazioni tecnologiche possono indurre mutazioni sia negli assetti distributivi sia nelle configurazioni sociali ed istituzionali e si conclude con un focus sul processo, in atto, di digitalizzazione delle economie.