Nuove Linee Guida e vecchi problemi: la legge n. 40/2004, sulla Procreazione medicalmente assistita, fra modifiche giurisprudenziali, inadempienze statali e iniziative regionali

Francesca Angelini fa il punto sulla Procreazione Medicalmente Assistita, all’indomani dell’adozione, nello scorso mese di luglio, delle nuove Linee Guida sulla legge. In particolare, Angelini mette in evidenza le rilevanti lacune che ancora permangono nella disciplina, nonché le notevoli difficoltà dovute al mancato inserimento nei Livelli Essenziali di Assistenza della PMA. Secondo Angelini ciò ha favorito l’affermarsi di uno spinto federalismo sanitario che ha messo in discussione la garanzia di unitarietà delle relative prestazioni.

Il diritto costituzionale all’abitare nella deriva emergenziale

Elisa Olivito muove dall’analisi di alcuni recenti provvedimenti normativi per sottolineare come da tempo in Italia manchino serie politiche in materia abitativa, in grado di far fronte a un disagio sempre più grave. Olivito sottolinea che l’assenza di tali politiche è, tuttavia, tale da minare la garanzia di un diritto così essenziale come quello all’abitare, dal quale dipende il concreto godimento di altri diritti fondamentali e sul quale si proiettano questioni più ampie, relative al rapporto fra trasformazioni del territorio urbano e funzione sociale della proprietà privata.

La dimensione sociale nella costruzione europea

Claudio De Vincenti, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, nel suo intervento al workshop sull’Europa Sociale organizzato da Etica ed Economia, presso la Facoltà di Economia della Sapienza, il 17 giugno 2015, che qui riproduciamo, ha ripreso i temi trattati da Frank Vandenbroucke nella sua relazione introduttiva, una sintesi della quale è stata pubblicata sul n. 25 del Menabò. De Vincenti sottolinea l’importanza di un ben disegnato sistema di welfare nella costruzione dell’Europa e le sfide da superare per realizzarlo.

L’Unione Sociale Europea: idealismo ingiustificato o esito inevitabile?

Frank Vandenbroucke propone in questo articolo una sintesi del suo intervento al workshop sull’Europa Sociale organizzato da Etica e Economia, presso la Facoltà di Economia della Sapienza, il 17 giugno 2015. Il principale argomento è che la creazione di un consenso di base sul modello sociale europeo è diventata una necessità vitale per l’Unione Europea. Vandenbroucke esamina brevemente anche il Rapporto dei cinque Presidenti pubblicato alcuni giorni dopo il seminario e collega alcuni punti presenti in quel Rapporto con le tesi enunciate nel corso del seminario

La dimensione sociale nella strategia europea

Questo articolo del Ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan rappresenta il testo del suo intervento al workshop sull’Europa Sociale organizzato da Etica e Economia, presso la Facoltà di Economia della Sapienza, il 17 giugno 2015. Padoan, commentando la presentazione di Vandenbroucke, sottolinea l’importanza dell’ introduzione della dimensione sociale nell’Unione europea e illustra le difficoltà che occorre superare per realizzarla, soffermandosi in particolare sul ruolo cruciale della costruzione della fiducia reciproca tra gli Stati membri

La lunga ricerca di una dimensione sociale per le politiche comunitarie

Raffaele Tangorra ripercorre le recenti politiche dell’UE, dal punto di vista della loro “dimensione sociale” e sostiene che all’ambizione di considerare lo spazio europeo come un “modello sociale” è sempre seguito un ripiegamento sulla mera dimensione economica e finanziaria. Tangorra sottolinea che con la Commissione Juncker la parola “povertà” è uscita dal lessico comunitario e anche se lo spostamento del focus dall’austerity all’investimento potrà avere con conseguenze positive sulla crescita, la parte più vulnerabile della popolazione sembra dimenticata

Le politiche sociali nell’Unequal Europe e le proposte dei Friends of Europe: un commento

Stefania Gabriele ricostruisce l’accidentato cammino dell’Europa sociale presentando dati che dimostrano significativi arretramenti in numerose variabili di rilevanza sociale, a iniziare da quelli sulla spesa per la protezione sociale. Nella prospettiva di un’inversione di tendenza, Gabriele esamina sia i vincoli che possono derivare da vari documenti europei sia alcune concrete proposte contenute nel rapporto dei Friends of Europe sulla Unequal Europe, in particolare quelle relative all’introduzione di reference budget e di spending power

Alle radici del costituzionalismo: la Corte, il Governo e la sentenza n. 70/2015

Giorgio Grasso torna sulla sentenza della Corte costituzionale relativa al meccanismo perequativo dei trattamenti pensionistici dopo che il Governo, con il d.l. 65/2015, ha dato attuazione ai principi in essa enunciati. Ricostruendo il dibattito che è seguito alla sentenza, Grasso illustra la propria posizione, alla base della quale c’è la convinzione che il giudizio costituzionale ha la sua più profonda ragione d’essere nella garanzia della rigidità della Costituzione e dei suoi principi supremi e intangibili, considerati limiti che la politica non può superare

Per una politica pubblica contro il fallimento formativo

Marco Rossi-Doria e Giulia Tosoni, dopo avere ricordato che la dispersione scolastica riguarda in Italia quasi un giovane su cinque, illustrano le possibili soluzioni: le scuole della seconda opportunità e gli interventi di miglioramento nella capacità delle scuole di garantire a tutti apprendimenti precoci e di qualità. A parere dei due autori, le esperienze di successo sono numerose ma il nodo principale rimane la rigidità del sistema e la difficoltà a passare dalle sperimentazioni al cambiamento permanente ed effettivo della vita quotidiana in tutte le scuole.

Il reddito minimo non basta a risolvere la questione della povertà, ma è necessario

Chiara Saraceno sottolinea che il contrasto della povertà richiede una pluralità di interventi tra loro coerenti che devono consistere ad esempio in politiche di sostegno ai costi dei figli, in appropriate politiche per la casa e investimenti nell’istruzione. Dunque non basta investire nell’occupazione né è sufficiente un reddito minimo. Nondimeno un reddito minimo, inteso come trasferimento non categoriale rivolto a tutti i poveri, è cruciale e va messo a regime subito, anche perché fra le diverse proposte oggi in discussione è possibile una mediazione.