Ancora su mercato del lavoro e politiche del governo. Abbastanza bene l’occupazione permanente. Ma retribuzioni e produttività?

Giuseppe Croce analizza le dinamiche dell’occupazione nel corso del 2015 e afferma che, in base ai dati dell’INPS, la creazione di posti di lavoro si può considerare tutt’altro che trascurabile. Croce ritiene, però, che questa positiva dinamica dipenda solo in parte dalle politiche del Governo e, d’altro canto, richiama l’attenzione sulle retribuzioni dei nuovi assunti nell’anno. Il loro basso livello fa temere che sul fronte della qualità dei nuovi posti di lavoro e della produttività le tendenze siano tutt’altro che positive

Le molte ombre della proposta di decontribuzione strutturale

Michele Raitano discute la proposta di ridurre in modo strutturale il cuneo contributivo di 6 punti percentuali, pensata per incentivare le assunzioni con contratti a tempo indeterminato, per sostenere i consumi dei lavoratori e la previdenza integrativa, sottolineandone gli aspetti critici per la tutela dei futuri pensionati, per i costi a carico del bilancio pubblico e per gli effetti sulle scelte delle imprese. Secondo Raitano, così configurata, la decontribuzione potrebbe risolversi unicamente in una redistribuzione a favore delle imprese.

Gli incentivi che non incentivano

Civil Servant, riferendosi alla decontribuzione attuata con il Jobs Act, parte dalla considerazione che gli incentivi all’occupazione hanno dato risultati abbastanza modesti pur costando molto e sostiene che gli sgravi temporanei influiscono poco sulle decisioni delle imprese di espandersi perché queste dipendono dalla prospettive di lungo periodo. Quindi, secondo Civil Servant, gli incentivi dovrebbero concentrarsi sulle imprese in procinto ampliare la propria dimensione e quel che conta non è la loro generosità ma piuttosto la loro “qualità”.

Quer pasticciaccio brutto su l’ISEE

Ugo Trivellato esamina le argomentazioni con le quali il Consiglio di Stato, nel febbraio scorso, ha annullato alcune disposizioni del decreto sull’isee. Secondo Trivellato si tratta di argomentazioni fragili e l’esito delle sentenze sarà di danneggiare proprio i nuclei familiari con disabili, per i quali i ricorsi contro l’isee erano stati presentati. Trivellato sostiene che con l’annullamento si è creato un vuoto legislativo che rende necessaria una revisione non marginale dell’isee, per realizzare la quale occorreranno tempi molto lunghi.

La storia dell’Italia senza lavoro

Manfredi Alberti analizza con lo sguardo lungo dello storico la disoccupazione in Italia, nel periodo compreso tra l’Unità e il nuovo millennio. Alberti richiama l’attenzione sui mutamenti del fenomeno nei suoi molteplici aspetti economici, sociali, politici e culturali e ripercorre le principali fasi della sua evoluzione. Alberti conclude sostenendo che osservare la disoccupazione in prospettiva storica permette di comprendere come essa sia un fenomeno strettamente legato all’affermarsi e all’evolvere del capitalismo.

Cosa davvero è successo a Parigi durante la conferenza sul clima atmosferico

Hilal Elver e Richard Falk esaminano l’accordo raggiunto nella recente Conferenza di Parigi sul surriscaldamento globale e criticano soprattutto l’ampio ruolo riconosciuto al volontarismo dei singoli paesi nell’attuazione delle misure di contrasto. I due autori sostengono che questo accordo ricorda i trattati sui diritti umani, spesso utilizzati dalla società civile per esercitare pressioni sui governi e ritengono che un attivismo globale che dia origine ad un movimento per la giustizia climatica è il miglior risultato che possiamo attenderci.

Il cambiamento climatico e la sicurezza alimentare

Stefano Caserini analizza le conseguenze negative del cambiamento climatico sulle varie dimensioni della sicurezza alimentare, dalla produzione di cibo o di foraggio, all’accesso al cibo e alla stabilità del sistema alimentare. Casarini sostiene che per contrastare tali conseguenze, in un contesto di crescente competizione per la terra, l’acqua e l’energia, è necessario mettere in sinergia le politiche per la sicurezza alimentare con quelle di adattamento ai cambiamenti climatici o di loro “mitigazione”.

Intorno al concetto di sostenibilità nel diritto alimentare

Matteo Ferrari e Umberto Izzo ripercorrono a tutto campo le definizioni normative di sostenibilità nel settore della regolamentazione agroalimentare, evidenziando la difficoltà di attribuire senso giuridico ad un concetto non univoco e di individuare conseguenti criteri che lo rendano effettivo. I due autori rivelano i frequenti contrasti emergenti dalle diverse forme di sostenibilità con le loro ricadute negative sulla produzione e sull’accesso al cibo e ritengono indispensabile individuare una nozione giuridica, centrale e unitaria, di sostenibilità.

La giustizia sociale e l’Unione Europea: riflessioni in margine al rapporto della Bertelsmann Stiftung

Antonia Carparelli commenta il Rapporto sulla giustizia sociale nell’Unione Europea da poco pubblicato dalla Bertelsmann Stiftung, sottolineando l’utilità e l’importanza di questa iniziativa in un momento nel quale si avverte un’esigenza vitale di riportare la giustizia sociale al cuore del progetto europeo. Al tempo stesso, si interroga sull’adeguatezza di soluzioni che affidano interamente agli stati membri il perseguimento della giustizia distributiva, lasciando al livello europeo un ruolo marginale di orientamento.

Il welfare in azienda: suggerimenti per discuterne utilmente

Emmanuele Pavolini si concentra sul welfare aziendale, oggetto di una crescente attivismo da parte di imprese e sindacati e anche di un rinnovato interesse da parte del Governo. Dopo averlo definito, Pavolini sottolinea che, pur essendo in crescita, il welfare aziendale in Italia è ancora molto meno esteso che nel Centro-Nord Europa; inoltre, si sofferma sul rapporto che esso ha con il dualismo nel mercato del lavoro, mostrando che sono soprattutto alcuni tipi di lavoratori e di lavori a beneficiare delle forme di welfare aziendale.