Positive novità nel contrasto alla povertà, ma il diritto al reddito rimane lontano

Elena Granaglia ripercorre i principali interventi in materia di contrasto alla povertà introdotti nel 2015 che segnalano una rinnovata attenzione alla povertà sul piano sia delle misure attivate o proposte sia delle risorse impegnate. Tuttavia, secondo Granaglia, il diritto al reddito continua a non essere riconosciuto. Categorialità, temporaneità e una stringente condizionalità restano i tratti dominanti delle misure considerate, mentre il diritto al reddito dovrebbe configurarsi come diritto universale, permanente e, quantomeno largamente, indisponibile.

La tassazione degli immobili e l’Irpef, una riconciliazione auspicabile

Fernando Di Nicola, dopo avere ricordato i molti limiti che, malgrado i recenti cambiamenti, continua a presentare la tassazione degli immobili, valuta la proposta complessiva di riforma avanzata da Nens, che introduce tra l’altro un’imposta patrimoniale erariale sostitutiva di quelle sul reddito. Rispetto a tale proposta Di Nicola suggerisce una variante che riconduce i redditi figurativi di mercato nell’alveo dell’Irpef i cui effetti redistributivi consentirebbero di tutelare i redditi effettivi più bassi.

Gli immobili, i Comuni e la prima casa

Ruggero Paladini ricorda le ragioni per le quali è giustificato che i servizi offerti dai Comuni siano finanziati con la tassazione degli immobili ma sottolinea anche le condizioni alle quali deve corrispondere questa tassazione. In particolare deve essere basata sul valore degli immobili diversamente da quanto avviene oggi in Italia. Paladini, inoltre, indica i problemi che pone l’esenzione della prima casa e illustra alcune proposte che potrebbero superare questi e altri problemi collegati alla tassazione degli immobili.

I baby boomer negli Stati Uniti invecchiano male? Una generazione perduta?

Giuseppe Costa e Morena Stroscia prendono spunto da un recente studio di Case e Deaton che mette in luce la tendenza al peggioramento della salute dei bianchi nordamericani di basso stato socioeconomico nati negli anni ’60 e ’70, soprattutto per cause legate al disagio (dipendenze, malattie epatiche e mentali). Costa e Stroscia analizzano criticamente la spiegazione offerta da Case e Deaton, che è incentrata sulla scarsa capacità di questa generazione di affrontare il peso dell’insicurezza socioeconomica associata ai periodi di crisi.

Sustainable Development Goals? Meglio la Laudato Si’

Salvatore Monni e Massimo Pallottino ricordano che lo scorso 25 settembre a New York sono stati presentati i nuovi Sustainable Development Goals (SDGs) rispetto ai quali sono stati formulati numerosi giudizi positivi. Monni e Pallottino, illustrando le principali caratteristiche della nuova agenda di sviluppo delle Nazioni Unite spiegano perché, a loro avviso, essa sia meno innovativa di quanto si tende a ritenere. A questa conclusione i due autori giungono anche attraverso un confronto con l’enciclica Laudato Si’ di Papa Francesco.

Una sanità ammalata che si sta incamminando verso chine scivolose

Nerina Dirindin osserva che le continue restrizioni imposte alla sanità pubblica da un lato rappresentano una spinta alla razionalizzazione e alla riduzione di sprechi e dall’altro costituiscono una crescente giustificazione al disimpegno delle istituzioni nei confronti della tutela della salute. La mancanza di visione strategica e la crisi economica rischiano, ad avviso di Dirindin, di portare il sistema verso soluzioni scivolose, strumentalmente additate come risolutive dei problemi attuali.

La sostenibilità del Servizio sanitario nazionale e l’illusione delle soluzioni semplicistiche

Fabrizio Tediosi partendo dalla considerazione che la Legge di Stabilità e il cosiddetto “decreto appropriatezza” hanno riaperto le polemiche sulla sostenibilità del SSN, sostiene che la crisi economica rende necessario migliorare le performance del SSN. A questo scopo occorre privilegiare i servizi che generano i maggiori benefici, disinvestendo da quelli con profili costi-benefici meno favorevoli. Ciò richiede, però, tempi lunghi; soluzioni semplicistiche sono poco credibili e rischiano di compromettere la fiducia dei cittadini nel SSN.

Il declino della spesa sanitaria: quali priorità per i recuperi di efficienza?

Enza Caruso mostra che mentre il Pil ristagna, la stretta dei bulloni sulla spesa pubblica dettata dai vincoli europei è stata scaricata sulla sanità. Quest’ultima ha perso risorse in valori nominali, mentre il resto della spesa corrente primaria ha continuato a crescere. Secondo Caruso, la ridefinizione delle priorità per la sostenibilità del Ssn non consente al settore di beneficiare dei recuperi di efficienza permessi da una buona governance, piuttosto dietro la contrazione delle prestazioni c’è il rischio di privatizzazione di importanti quote di spesa sanitaria.

Le politiche sanitarie tra accelerazioni, battute d’arresto e vincoli di bilancio

Roberto Fantozzi, dopo aver richiamato i principali interventi normativi sul SSN negli ultimi anni, documenta i ripetuti tagli – inclusi quelli della Legge di Stabilità – alle risorse per il SSN e li pone in relazione alle novità previste dal Patto per la Salute 2014-2016 che riguardano la definizione dei nuovi LEA, i costi standard, la governance e la riqualificazione dei SSR. Fantozzi conclude che l’inadeguatezza delle risorse ha mandato deluse le attese suscitate dal Patto e mette anche in discussione la sostenibilità della sanità pubblica.

Assicurazione europea contro la disoccupazione e stabilizzazione macroeconomica

Andrea Brandolini, Francesca Carta e Francesco D’Amuri sostengono che anche all’interno degli assetti attuali dell’Unione europea, è possibile concepire un istituto di assicurazione europea contro la disoccupazione che, da un lato, abbia una funzione di stabilizzazione macroeconomica e, dall’altro, eviti una redistribuzione persistente di risorse dalle economie più competitive verso quelle strutturalmente più deboli. Secondo gli autori, se ben congegnato, questo istituto rappresenterebbe un meccanismo di solidarietà tangibile tra i cittadini europei.