Quali tutele per quali soggetti del lavoro autonomo e intermittente? Prime note su due iniziative legislative

Giuseppe Allegri dopo aver dato conto delle iniziative legislative attualmente in discussione al Senato sul “lavoro autonomo non imprenditoriale” e sul “lavoro agile nella quarta rivoluzione industriale” riflette sui problemi che si pongono per assicurare, nel nuovo contesto definito dalle tecnologie e dal mutamento delle forme di lavoro e di impresa, protezioni sociali universalistiche a un blocco sociale storicamente escluso dalla tradizionale cittadinanza sociale del Welfare occupazionale italiano.

L’assegno di ricollocazione e il rischio di nuove diseguaglianze

Angelo Pandolfo si occupa dell’assegno di ricollocazione sul quale punta la riforma dei servizi per il lavoro e delle politiche attive (d.lgs. 150/2015) per finanziare “servizi di assistenza intensiva nella ricerca di lavoro” da parte dei disoccupati. Pandolfo indica le difficoltà che sorgono, da un lato, a individuare le categorie di disoccupati inclusi e esclusi da questa misura e dall’altro, i servizi e le politiche attive che spettano agli esclusi,e conclude richiamando l’attenzione sul rischio di ingiustificate disparità di trattamento fra disoccupati.

Universalismo e innovazione: due esigenze centrali per la sanità pubblica

Tommaso Langiano si chiede come assicurare il costante miglioramento della qualità del SSN alla luce del mutato quadro epidemiologico ormai dominato dall’espansione delle malattie croniche. Langiano sostiene che il modello universalistico rappresenta ancora la risposta migliore, ma necessita di profonde innovazioni nelle modalità di finanziamento e di organizzazione delle cure. La politica di tagli delle risorse sanitarie pubbliche, oltre a produrre documentati effetti negativi sui cittadini, rischia di ostacolare tali innovazioni.

Schengen e la Crisi Europea delle Migrazioni/2

Domenico Mario Nuti, nella seconda parte della sua riflessione, illustra i vantaggi e i costi dell’eliminazione dei confini interni all’area di Schengen, sostiene che tale eliminazione è stata meritoria ma prematura e incompleta, considera le cause delle accresciute pressioni migratorie e traccia una netta distinzione tra rifugiati e migranti economici, mostrando le sue perplessità su una politica di migrazioni senza frontiere. Nelle conclusioni Nuti elenca 7 condizioni che ritiene necessarie per il mantenimento di Schengen.

Il disegno di legge del Governo sul lavoro autonomo non imprenditoriale

Stefano Giubboni analizza i contenuti del disegno di legge governativo in materia di lavoro autonomo non imprenditoriale, ponendone in evidenza sia punti di forza anche i limiti. I primi risiedono essenzialmente nella scelta di introdurre una disciplina di base di generale applicazione; i secondi, nella totale assenza di previsioni su aspetti di grande rilievo, come quello del giusto compenso per il prestatore d’opera, e che sono dovuti proprio alla bassa “densità regolativa” implicata dall’impianto generalista della proposta legislativa.

Contaminazioni proficue fra reddito minimo e reddito di cittadinanza

Elena Granaglia analizza una recente proposta francese di riforma dell’assistenza sociale che si caratterizza per un’innovativa combinazione fra elementi d’individualizzazione e non condizionalità propri del reddito di cittadinanza e un’attenzione al contrasto della povertà propria del reddito minimo. La tesi di fondo è che la strada più feconda, nel disegno delle politiche sociali di sostegno al reddito, sia quella della contaminazione fra schemi di reddito di cittadinanza e schemi di reddito minimo.

Schengen e la crisi europea delle migrazioni/1

Domenico Mario Nuti nella prima parte di un articolo che proseguirà sul prossimo numero del Menabò ripercorre l’evoluzione, i vantaggi e i costi dell’eliminazione dei confini interni all’area di Schengen (1985), che considera meritoria ma prematura e incompleta, con svantaggi aggravati dalla divergenza dei paesi membri e dalle politiche di austerità. Nuti documenta poi le crescenti pressioni migratorie che nel 2015 hanno indotto diversi paesi a ristabilire controlli, muri e barriere.

EQUITA’ E SPESA SOCIALE. La proposta dell’IRS

Elena Granaglia esamina nel dettaglio una recente proposta di riforma della spesa sociale elaborata dall’IRS. La proposta, che rappresenta un esempio raro di riforma strutturale orientata a dare sostegno ai più svantaggiati, si caratterizza per una radicale ristrutturazione dei trasferimenti oggi esistenti in materia di contrasto alla povertà, sostegno al costo dei figli e invalidità. I dati e le argomentazioni offerte possono essere utili alla riflessione su come articolare il d.d.l. povertà recentemente varato dal Governo.

Ancora su mercato del lavoro e politiche del governo. Abbastanza bene l’occupazione permanente. Ma retribuzioni e produttività?

Giuseppe Croce analizza le dinamiche dell’occupazione nel corso del 2015 e afferma che, in base ai dati dell’INPS, la creazione di posti di lavoro si può considerare tutt’altro che trascurabile. Croce ritiene, però, che questa positiva dinamica dipenda solo in parte dalle politiche del Governo e, d’altro canto, richiama l’attenzione sulle retribuzioni dei nuovi assunti nell’anno. Il loro basso livello fa temere che sul fronte della qualità dei nuovi posti di lavoro e della produttività le tendenze siano tutt’altro che positive

Le molte ombre della proposta di decontribuzione strutturale

Michele Raitano discute la proposta di ridurre in modo strutturale il cuneo contributivo di 6 punti percentuali, pensata per incentivare le assunzioni con contratti a tempo indeterminato, per sostenere i consumi dei lavoratori e la previdenza integrativa, sottolineandone gli aspetti critici per la tutela dei futuri pensionati, per i costi a carico del bilancio pubblico e per gli effetti sulle scelte delle imprese. Secondo Raitano, così configurata, la decontribuzione potrebbe risolversi unicamente in una redistribuzione a favore delle imprese.