Il piano d’azione del Governo sulle pensioni: luci, ombre e molti punti interrogativi

Michele Raitano esamina gli interventi del Governo sulle pensioni delineati nel recente accordo con le parti sociali. Raitano sostiene che l’APE rappresenta un miglioramento ma non risolve tutti i problemi creati dall’incremento dell’età pensionabile del 2011. Riguardo alle misure da definire nella cosiddetta “fase 2” al giudizio positivo sulle misure a tutela dei lavoratori appartenenti allo schema contributivo, si contrappongono le preoccupazioni per la volontà di prevedere ulteriori decontribuzioni e incentivi alla previdenza privata.

L’intervento sulle “quattordicesime” dei pensionati. Si può fare di più?

Kaldor discute le due misure di sostegno dei redditi pensionistici medio-bassi delineate nella recente intesa fra Governo e parti sociali: l’aumento della no-tax area e il rafforzamento della “quattordicesima”, che può essere considerata una soluzione di ripiego rispetto alla troppo costosa estensione ai pensionati degli “80 euro”. Kaldor sottolinea che, anche dopo questi interventi, le prestazioni pensionistiche di base restano molto basse e permangono sovrapposizioni tra le diverse misure di integrazione della pensione.

Il welfare fiscale. Alcuni limiti etici

Elena Granaglia si occupa della tendenzaa utilizzare la leva fiscale a sostegno del welfare e dei problemi che ne derivano. In particolare, richiamal’attenzione su due limiti etici del welfare fiscale, che vengono sottovalutati nel dibattito pubblico. Il primo riguarda il fatto che le agevolazioni sono fonte d’iniquità distributive e rischiano di accentuare ulteriormente la frammentazione del welfare italiano. Il secondo si riferisce alla visione del rapporto fra libertà e uguaglianza su cui tali agevolazioni si basano.

Quale welfare fiscale è migliore alleato del pubblico?

Nicola Salerno dopo avere illustrato le ragioni dello sviluppo del welfare fiscale, sostiene che esso presenta il duplice limite di essere accessibile a pochi e di venirefinanziato con logiche simili alla ripartizione (pay-go) che regge il welfare pubblico. Salerno ritiene che occorra sia ridisegnare il finanziamento –meno risorse dalla ripartizione (oggi nettamente prevalenti) e più da programmi di investimento – sia migliorare l’equilibrio e la dinamica di un sistema socio-economico vecchio nella demografia e con potenziali di crescita ridotti.

Il welfare locale: opportunità e rischi

Alberta Andreotti e Enzo Mingione si occupano di welfare locale. Dopo aver illustrato le difficoltà che varie trasformazioni hanno creato aisistemi di welfare standardizzati e centralizzati, sostengono che il welfare locale è intrappolato tra due forze opposte: la necessità di sviluppare protezioni per i nuovi rischi individualizzati ed eterogenei e l’imperativo di tagliare la spesa pubblica. Secondo gli autoriil rischio, in assenza di un quadro regolativo forte, è di amplificare le diseguaglianze sociali e territoriali.

Il reddito di cittadinanza. Limiti da non ingigantire, luci da non oscurare

Elena Granaglia discute le principali obiezioni mosse al reddito di cittadinanza. La tesi sostenuta è che il reddito di cittadinanza ha, certamente, diversi limiti. Tali limiti non vanno, però, sopravalutati e non devono neppure oscurare le tante possibili luci della misura. Secondo Granaglia, essere consapevoli delle luci è cruciale nel disegno delle politiche di sostegno al reddito, anche qualora la predilezione vada a schemi di reddito minimo alternativi a quello di cittadinanza.

Quali tutele per quali soggetti del lavoro autonomo e intermittente? Prime note su due iniziative legislative

Giuseppe Allegri dopo aver dato conto delle iniziative legislative attualmente in discussione al Senato sul “lavoro autonomo non imprenditoriale” e sul “lavoro agile nella quarta rivoluzione industriale” riflette sui problemi che si pongono per assicurare, nel nuovo contesto definito dalle tecnologie e dal mutamento delle forme di lavoro e di impresa, protezioni sociali universalistiche a un blocco sociale storicamente escluso dalla tradizionale cittadinanza sociale del Welfare occupazionale italiano.

L’assegno di ricollocazione e il rischio di nuove diseguaglianze

Angelo Pandolfo si occupa dell’assegno di ricollocazione sul quale punta la riforma dei servizi per il lavoro e delle politiche attive (d.lgs. 150/2015) per finanziare “servizi di assistenza intensiva nella ricerca di lavoro” da parte dei disoccupati. Pandolfo indica le difficoltà che sorgono, da un lato, a individuare le categorie di disoccupati inclusi e esclusi da questa misura e dall’altro, i servizi e le politiche attive che spettano agli esclusi,e conclude richiamando l’attenzione sul rischio di ingiustificate disparità di trattamento fra disoccupati.

Universalismo e innovazione: due esigenze centrali per la sanità pubblica

Tommaso Langiano si chiede come assicurare il costante miglioramento della qualità del SSN alla luce del mutato quadro epidemiologico ormai dominato dall’espansione delle malattie croniche. Langiano sostiene che il modello universalistico rappresenta ancora la risposta migliore, ma necessita di profonde innovazioni nelle modalità di finanziamento e di organizzazione delle cure. La politica di tagli delle risorse sanitarie pubbliche, oltre a produrre documentati effetti negativi sui cittadini, rischia di ostacolare tali innovazioni.

Schengen e la Crisi Europea delle Migrazioni/2

Domenico Mario Nuti, nella seconda parte della sua riflessione, illustra i vantaggi e i costi dell’eliminazione dei confini interni all’area di Schengen, sostiene che tale eliminazione è stata meritoria ma prematura e incompleta, considera le cause delle accresciute pressioni migratorie e traccia una netta distinzione tra rifugiati e migranti economici, mostrando le sue perplessità su una politica di migrazioni senza frontiere. Nelle conclusioni Nuti elenca 7 condizioni che ritiene necessarie per il mantenimento di Schengen.