Lo spazio neutro del lavoro duttile

Manuela Raitano e Angela Fiorelli riflettono sul rapporto tra la conformazione fisica degli spazi della casa e del lavoro, in relazione alla pratica della video-comunicazione a distanza sempre più diffusa dopo la pandemia e sostengono che gli spazi fisici, al pari degli spazi virtuali che quotidianamente sperimentiamo, devono diventare più adattivi e flessibili e che, in futuro, le barriere tra spazio privato e pubblico saranno sempre meno nette, con ricadute sul modo di concepire sia la casa privata sia lo spazio di uso collettivo.

Smartworking e nuovi spazi di lavoro: come cambiano i beni collettivi locali

Ivana Pais partendo dalla considerazione che il lockdown ha favorito l’introduzione, in forme diverse, del lavoro agile, riflette sul rapporto tra smart working ed economie locali e sostiene che il diffondersi di nuovi luoghi di lavoro richiede di ripensare i beni collettivi locali consolidati nelle nostre aree produttive nonché di promuovere nuove infrastrutture fisiche e sociali per le aree residenziali, anche in direzione della ‘città dei 15 minuti’. Pais si interroga inoltre sulle forme di governance locale delle nuove economie urbane, anche a partire dalle sperimentazioni in corso.

Solidarity and Responsability. Il Nuovo Patto Europeo sulla Migrazione e l’Asilo

Rama Dasi Mariani esamina la recente proposta di un nuovo accordo europeo sulle migrazioni che modifica il Regolamento di Dublino. Dopo aver richiamato i principi più importati di questo Regolamento, Mariani illustra le novità che si intende introdurre e la loro capacità di dare soluzione alle criticità a cui il vecchio accordo aveva portato. La sua conclusione è che la strada da percorrere per l’integrazione e la coesione è ancora lunga e questa proposta è soltanto un nuovo punto di partenza.

La flessibilità dell’età pensionabile: una soluzione a portata di mano che si stenta a riconoscere

Michele Raitano discute di flessibilità dell’età pensionabile, un tema che in queste settimane sta tornando al centro del dibattito italiano di politica economica. Dopo aver sottolineato che le misure introdotte negli ultimi anni sono temporanee e tutelano gruppi limitati di individui, Raitano chiarisce che l’introduzione di forme di pensionamento flessibile accompagnato da una riduzione attuariale sulla quota di pensione retributiva darebbe un’opportunità a tutti i lavoratori senza conseguenze rilevanti sull’equilibrio dei conti pubblici.

Quali tutele per il lavoro autonomo professionale?

Andrea Buratti interviene nel dibattito suscitato dal progetto di legge elaborato dal Cnel in materia di tutele delle lavoratrici e dei lavoratori autonomi iscritti alla Gestione separata dell’INPS. Partendo da una rappresentazione della variegata composizione della platea di riferimento, Buratti sottolinea la necessità di un’estensione di forme di tutela per il comparto e, con riferimento alla proposta del Cnel, ne illustra i pregi e ne discute alcuni dettagli applicativi.

Nuove proposte per il sostegno al reddito dei lavoratori autonomi

Claudio Treves si interessa delle misure di sostegno al reddito per lavoratori non dipendenti, in particolare per i titolari di Partita Iva iscritti alla Gestione separata Inps, e mette a confronto due proposte recenti, elaborate rispettivamente dall’apposita Commissione del Cnel e da NIdiL-Cgil (la categoria dei lavoratori non standard). Di tali proposte Treves discute gli approcci e indica gli elementi meritevoli di ulteriore approfondimento, riguardanti in particolare le modalità di erogazione e le fattispecie che danno diritto alla misura di sostegno.

Gig-Economy contrattata?

Michele Faioli e Matteo Luccisano ci ricordano che sta per aprirsi al ministero del lavoro il negoziato con le parti sociali sui riders e ricostruiscono questa complessa vicenda di relazioni industriali. Giudici, parti sociali e legislatore si sono avvicendati per dare risposte al problema della qualificazione dei rapporti di lavoro e dei diritti dei riders. Il risultato a oggi (luglio 2020) è piuttosto deludente e, secondo Faioli e Luccisano, gli scenari possibili dopo il negoziato saranno caratterizzati da risultati, in ogni caso, modesti.

Quando svanisce il reddito da lavoro. Ipotesi di riforma degli ammortizzatori sociali

Maurizio Franzini e Michele Raitano anche alla luce di quanto è emerso nella crisi da Covid riflettono sul nostro sistema di ammortizzatori sociali richiamandone le debolezze che, anche per effetto delle caratteristiche del mercato del lavoro, riguardano le modalità di finanziamento, le condizioni di accesso ai benefici nonché la durata e l’entità di questi ultimi. Franzini e Raitano avanzano alcune proposte di riforma con riferimento ai lavoratori dipendenti e, inoltre, indicano i problemi e alcuni possibili modi per affrontarli che si pongono per l’ampio e variegato mondo del lavoro autonomo.

Politica contro la povertà alla prova del COVID-19

Marcello Natili, osserva che la rappresentanza dei poveri costituisce una sfida nelle società democratiche odierne e riflette sulle dinamiche che hanno condotto alla introduzione del Reddito di Emergenza circa un anno dopo l’istituzionalizzazione di uno schema di reddito minimo come il Reddito di Cittadinanza. L’emergere di coalizioni sociali pro-attive costituisce un passo in avanti significativo, ma l’eccessiva frammentazione del welfare state all’italiana potrebbe ostacolare il percorso verso uno schema di reddito minimo più protettivo, equo ed inclusivo.

I poveri e il reddito di cittadinanza: quali relazioni?

Fernando Di Nicola, prendendo spunto dalla recente diffusione dei dati ISTAT sulla povertà assoluta, ragiona sul legame fra lo stato di povertà e l’essere beneficiari del reddito di cittadinanza (RdC). Basandosi sui risultati di microsimulazioni, Di Nicola sostiene che, a causa dei numerosi requisiti d’accesso, in particolare di quelli patrimoniali, gran parte dei nuclei con reddito limitato non riceve il RdC mentre, a causa di evasione e sommerso, ne beneficiano molti che hanno un reddito superiore alla soglia di povertà.