Il punto sui professionisti: cosa è stato fatto, cosa c’è da fare

Andrea Dili, in occasione della discussione del disegno di legge sul lavoro autonomo alla Camera, analizza i provvedimenti che hanno interessato di recente le professioni nonché i bisogni e le opportunità di crescita della componente più eterogenea e dinamica del nostro mercato del lavoro. Dili osserva che gli interventi varati dal Governo Renzi si muovono su due livelli paralleli: strumenti per favorire la competitività e ampliamento delle tutele, e costituiscono un cambio di rotta rispetto al recente passato ma non ancora sufficiente per rendere l’Italia un Paese per professionisti.

Ad impossibilia nemo tenetur. L’inammissibilità del quesito referendario sull’art. 18

Roberta Calvano esamina la recente sentenza della Corte costituzionale n. 26/2017 sulla inammissibilità del referendum sull’art. 18. Calvano si sofferma sulla tecnica di formulazione del quesito che, diversamente dai precedenti sull’art. 18, tutti dichiarati ammissibili, è stato dichiarato inammissibile per la sua natura disomogenea e manipolativa. La decisione offre lo spunto per una riflessione sulla posizione di supplenza della Corte verso il legislatore, che grava i promotori di un compito troppo arduo.

Che fine farà l’Obamacare?

Vincenzo Carrieri e Cinzia Di Novi partendo dalla considerazione che la vittoria di Trump prelude a cambiamenti radicali nelle principali politiche adottate dagli USA negli ultimi anni, si interrogano su quale potrà essere il futuro della riforma sanitaria di Obama. A questo scopo analizzano alcuni punti del programma del futuro segretario del Dipartimento della Sanità che è uno dei più feroci oppositori dell’ Obamacare e concludono che sono a rischio i livelli di copertura assicurativa ed il tipo di prestazioni garantite.

Genesi, crisi e strategie di riforma del sistema pensionistico più semplice al mondo: il caso del Kossovo

Igor Guardiancich illustra le caratteristiche del sistema pensionistico del Kossovo che presenta interessanti peculiarità. Guardiancich ricorda che una riforma dell’inizio del decennio scorso ha introdotto un “pilastro zero” a copertura universale per risolvere i problemi posti da un mercato del lavoro inefficiente. Dopo aver sottolineato le debolezze di un sistema pensionistico così semplice, Guardiancich propone una serie di interventi diretti a migliorarne l’efficacia e a preservarne gli obiettivi originari.

Il piano d’azione del Governo sulle pensioni: luci, ombre e molti punti interrogativi

Michele Raitano esamina gli interventi del Governo sulle pensioni delineati nel recente accordo con le parti sociali. Raitano sostiene che l’APE rappresenta un miglioramento ma non risolve tutti i problemi creati dall’incremento dell’età pensionabile del 2011. Riguardo alle misure da definire nella cosiddetta “fase 2” al giudizio positivo sulle misure a tutela dei lavoratori appartenenti allo schema contributivo, si contrappongono le preoccupazioni per la volontà di prevedere ulteriori decontribuzioni e incentivi alla previdenza privata.

L’intervento sulle “quattordicesime” dei pensionati. Si può fare di più?

Kaldor discute le due misure di sostegno dei redditi pensionistici medio-bassi delineate nella recente intesa fra Governo e parti sociali: l’aumento della no-tax area e il rafforzamento della “quattordicesima”, che può essere considerata una soluzione di ripiego rispetto alla troppo costosa estensione ai pensionati degli “80 euro”. Kaldor sottolinea che, anche dopo questi interventi, le prestazioni pensionistiche di base restano molto basse e permangono sovrapposizioni tra le diverse misure di integrazione della pensione.

Il welfare fiscale. Alcuni limiti etici

Elena Granaglia si occupa della tendenzaa utilizzare la leva fiscale a sostegno del welfare e dei problemi che ne derivano. In particolare, richiamal’attenzione su due limiti etici del welfare fiscale, che vengono sottovalutati nel dibattito pubblico. Il primo riguarda il fatto che le agevolazioni sono fonte d’iniquità distributive e rischiano di accentuare ulteriormente la frammentazione del welfare italiano. Il secondo si riferisce alla visione del rapporto fra libertà e uguaglianza su cui tali agevolazioni si basano.

Quale welfare fiscale è migliore alleato del pubblico?

Nicola Salerno dopo avere illustrato le ragioni dello sviluppo del welfare fiscale, sostiene che esso presenta il duplice limite di essere accessibile a pochi e di venirefinanziato con logiche simili alla ripartizione (pay-go) che regge il welfare pubblico. Salerno ritiene che occorra sia ridisegnare il finanziamento –meno risorse dalla ripartizione (oggi nettamente prevalenti) e più da programmi di investimento – sia migliorare l’equilibrio e la dinamica di un sistema socio-economico vecchio nella demografia e con potenziali di crescita ridotti.

Il welfare locale: opportunità e rischi

Alberta Andreotti e Enzo Mingione si occupano di welfare locale. Dopo aver illustrato le difficoltà che varie trasformazioni hanno creato aisistemi di welfare standardizzati e centralizzati, sostengono che il welfare locale è intrappolato tra due forze opposte: la necessità di sviluppare protezioni per i nuovi rischi individualizzati ed eterogenei e l’imperativo di tagliare la spesa pubblica. Secondo gli autoriil rischio, in assenza di un quadro regolativo forte, è di amplificare le diseguaglianze sociali e territoriali.

Il reddito di cittadinanza. Limiti da non ingigantire, luci da non oscurare

Elena Granaglia discute le principali obiezioni mosse al reddito di cittadinanza. La tesi sostenuta è che il reddito di cittadinanza ha, certamente, diversi limiti. Tali limiti non vanno, però, sopravalutati e non devono neppure oscurare le tante possibili luci della misura. Secondo Granaglia, essere consapevoli delle luci è cruciale nel disegno delle politiche di sostegno al reddito, anche qualora la predilezione vada a schemi di reddito minimo alternativi a quello di cittadinanza.