Un reddito da disuguale cittadinanza?

Maurizio Franzini e Elena Granaglia tornano sul tema del reddito di base. Dopo aver elencato alcune delle confusioni e delle false credenze che ricorrono in questo dibattito, Franzini e Granaglia illustrano le diverse ragioni che possono giustificare un reddito basato sulla condizione di cittadino, indipendentemente dallo stato di povertà e richiamano l’attenzione su alcune caratteristiche della società contemporanea che rendono urgente porsi il problema se istituire quello che potrebbe chiamarsi un reddito di disuguale cittadinanza.

Decreto Poletti, Jobs Act e esoneri contributivi: cosa è cambiato nel mercato del lavoro italiano?

Fabrizio Patriarca e Riccardo Tilli valutano se il Jobs Act, in particolare con l’introduzione del contratto a tutele crescenti, abbia ridotto il ricorso al lavoro a termine da parte delle imprese. Sulla base dei dati disponibili, Tilli e Patriarca mostrano come l’obiettivo della riduzione del lavoro a tempo determinato sia stato disatteso a causa degli effetti di un’altra riforma, il cosiddetto “Decreto Poletti”, che a marzo 2014 ha liberalizzato ulteriormente l’uso dei contratti a termine, in contrasto con gli obiettivi del Jobs Act.

Licenziare per aumentare i profitti

Stefano Giubboni interviene nel dibattito suscitato da una recente sentenza della Corte di cassazione che ha ammesso, come valida causale di licenziamento per giustificato motivo oggettivo, la riduzione dell’organico aziendale in vista di un incremento dei profitti dell’impresa. Giubboni ricorda che non si tratta di una novità assoluta e sostiene che tale orientamento giurisprudenziale rafforza la tendenza a privilegiare, tra i presupposti che legittimano il licenziamento per motivi economici, la libertà d’impresa a scapito dell’interesse del lavoratore alla conservazione del posto.

Jobs Act tra evidenze empiriche e false verità

Pasquale Tridico valuta l’impatto del Jobs Act sull’occupazione. Dalla sua analisi emerge che nel 2016 i contratti a tempo indeterminato si sono ridotti rispetto al 2014 e che, dopo il picco di assunzioni – dovuto agli sgravi contributivi- con contratti a tutele crescenti del 2015, sono in forte crescita le assunzioni a termine. Tutto ciò, secondo Tridico, conferma che non sono le norme a creare occupazione e segnala che l’Italia ha rafforzato il suo modello di “Flex-insecurity”, aggiungendo col Jobs Act flessibilità in uscita alla massiccia flessibilità in entrata già presente.

La Brexit: il più grave sintomo nazionalista della crisi della libertà di circolazione delle persone nell’UE

Francesco Bilancia torna sulla campagna referendaria sulla Brexit e sostiene che un suo aspetto distintivo è stata l’aggressione dei diritti sociali dei cittadini europei, non nazionali ma legittimamente residenti nel Regno Unito, che si colloca nella tendenza, in atto da tempo, a trasformare la disciplina dei diritti alle prestazioni sociali dei cittadini europei residenti in Paesi membri diversi dal proprio. Bilancia ritiene anche che la crisi della libertà di circolazione dei lavoratori è una delle principali cause della perdita di legittimazione dell’Unione europea.

Miracoli in Germania. Flessibilità interna e mercato del lavoro

Giuseppe Croce esamina le cause della straordinaria tenuta dell’occupazione in Germania durante la Grande Recessione. Dopo aver evidenziato che la discussione al riguardo è ancora aperta tra gli economisti, Croce sostiene che l’economia tedesca ha esibito una notevole capacità di adattamento e grande flessibilità, ma una flessibilità “interna”, diversa da quella tipica dei sistemi di flexicurity. La sua conclusione è che l’esperienza tedesca, benché non priva di effetti avversi e radicata in uno specifico contesto di relazioni industriali, rappresenta una lezione di grande interesse.

Il punto sui professionisti: cosa è stato fatto, cosa c’è da fare

Andrea Dili, in occasione della discussione del disegno di legge sul lavoro autonomo alla Camera, analizza i provvedimenti che hanno interessato di recente le professioni nonché i bisogni e le opportunità di crescita della componente più eterogenea e dinamica del nostro mercato del lavoro. Dili osserva che gli interventi varati dal Governo Renzi si muovono su due livelli paralleli: strumenti per favorire la competitività e ampliamento delle tutele, e costituiscono un cambio di rotta rispetto al recente passato ma non ancora sufficiente per rendere l’Italia un Paese per professionisti.

Ad impossibilia nemo tenetur. L’inammissibilità del quesito referendario sull’art. 18

Roberta Calvano esamina la recente sentenza della Corte costituzionale n. 26/2017 sulla inammissibilità del referendum sull’art. 18. Calvano si sofferma sulla tecnica di formulazione del quesito che, diversamente dai precedenti sull’art. 18, tutti dichiarati ammissibili, è stato dichiarato inammissibile per la sua natura disomogenea e manipolativa. La decisione offre lo spunto per una riflessione sulla posizione di supplenza della Corte verso il legislatore, che grava i promotori di un compito troppo arduo.

Che fine farà l’Obamacare?

Vincenzo Carrieri e Cinzia Di Novi partendo dalla considerazione che la vittoria di Trump prelude a cambiamenti radicali nelle principali politiche adottate dagli USA negli ultimi anni, si interrogano su quale potrà essere il futuro della riforma sanitaria di Obama. A questo scopo analizzano alcuni punti del programma del futuro segretario del Dipartimento della Sanità che è uno dei più feroci oppositori dell’ Obamacare e concludono che sono a rischio i livelli di copertura assicurativa ed il tipo di prestazioni garantite.

Genesi, crisi e strategie di riforma del sistema pensionistico più semplice al mondo: il caso del Kossovo

Igor Guardiancich illustra le caratteristiche del sistema pensionistico del Kossovo che presenta interessanti peculiarità. Guardiancich ricorda che una riforma dell’inizio del decennio scorso ha introdotto un “pilastro zero” a copertura universale per risolvere i problemi posti da un mercato del lavoro inefficiente. Dopo aver sottolineato le debolezze di un sistema pensionistico così semplice, Guardiancich propone una serie di interventi diretti a migliorarne l’efficacia e a preservarne gli obiettivi originari.