Covid-19: impatti attesi e opzioni di policy per salvaguardare l’economia creativa

Paola Dubini e Valentina Montalto si occupano del settore culturale, uno dei più colpiti dall’emergenza Covid-19, con la totalità di eventi artistici e culturali spostati o cancellati. Pur in assenza di stime precise, i dati Eurostat suggeriscono che sono in gioco 7,3 milioni di posti di lavoro (il 3,7% del totale nella UE-27), molti dei quali privi di adeguata protezione: il 32%, infatti, sono lavoratori autonomi. Le autrici presentano le misure economiche di emergenza per questo settore adottate da diversi paesi europei, in primis l’Italia.

Il terzo settore come soggetto politico: riflessioni (anche) alla luce dell’emergenza corona virus

Anna Lisa Mandorino, partendo dal ruolo insostituibile delle organizzazioni del terzo settore anche nella emergenza attuale, riflette su alcuni limiti della cosiddetta riforma del Terzo Settore. Dopo aver ricordato che essa procede a rilento per l’imposizione di vincoli formali, Mandorino sostiene che il suo vizio più grande è la sottovalutazione del ruolo della cittadinanza attiva quale soggetto politico, protagonista della ricerca dell’interesse generale e capace di indirizzare le politiche pubbliche e persino le correlative riforme del sistema politico.

I riders e la Cassazione

Stefano Giubboni illustra e commenta – in termini sostanzialmente adesivi – la prima, attesa decisione della Corte di cassazione, dello scorso gennaio, sulla natura del rapporto di lavoro dei riders delle piattaforme digitali. Giubboni mette anche a confronto la decisione della Corte di Cassazione con gli orientamenti giurisprudenziali che si stanno formando in altri Paesi dell’Unione europea e in particolare in Francia, rilevando le principali differenze.

La socialità e il ruolo insostituibile delle politiche urbane

Elena Granaglia, partendo dal libro di Francesco Pecoraro, Lo stradone, riflette sull’inaridimento della socialità e sui costi che ne derivano per le nostre società. Pur riconoscendo i tanti ostacoli ad una rivitalizzazione della socialità, Granaglia individua le responsabilità delle politiche e suggerisce alcuni rimedi. Centrali a questo riguardo si dimostrano le politiche urbane, da quelle urbanistiche a quelle sociali, attente alle opportunità di partecipazione diretta dei cittadini nelle scelte e nella co-produzione dei servizi.

Buio in sala: chiusure e transizioni dei cinema di Roma

Stefano Scanu racconta le chiusure, le trasformazioni e, talvolta, le riaperture delle sale cinematografiche romane con lo sguardo di chi ritiene che esse aiutino a comprendere la trasformazione della città, perché i cinema raccontano noi e le nostre città. Scanu riflette anche sul ruolo di Netflix nel determinare le tendenze in atto e ipotizza, richiamando anche due recenti episodi, che possa trattarsi di un ruolo non soltanto negativo per le sale ma anche di stimolo a recuperarle come luoghi che simboleggiano l’appartenenza a una comunità.

Una sperimentazione di Roma Capitale: programmazione finanziaria e determinazione dei LEP nel sociale

Liliana Leone e Simona Tresmondi illustrano i principali problemi, in termini di disuguaglianze – fra aree e fra utenti – che emergono dal monitoraggio effettuato sui servizi sociali e socio-educativi erogati da Roma Capitale nel biennio 2018-2019. Le autrici propongono, inoltre, misure innovative quali il superamento di indicatori basati sulle liste di attesa e l’introduzione dei tassi di copertura dei servizi; l’adozione di LEP a carattere procedurale, riferiti a budget di cura e pacchetti di servizi che superino la parcellizzazione dell’offerta di servizi.

Jobs Act e incentivi alle assunzioni: una visione d’insieme

Chiara Ardito, Fabio Berton e Lia Pacelli presentano i risultati di una loro analisi degli effetti del Jobs Act sulla probabilità di essere assunti a tempo indeterminato. Gli autori trovano che tale probabilità è elevata solo quando il Jobs Act è accompagnato da generosi incentivi monetari all’assunzione e riguarda in particolare lavoratori poco specializzati. Nelle conclusioni gli autori si chiedono se questo esito è appropriato per i cronici problemi di crescita modesta e di produttività stagnante che affliggono l’Italia.

Aboliamo la povertà!

FraGRa si occupano di povertà e in particolare della ragionevolezza dello slogan “Aboliamo la povertà”, mettendo in luce la molteplicità di valutazioni normative e di limiti informativi che rendono impossibile una definizione univoca della povertà. Gli autori sostengono che lungi dal giustificare l’inazione contro la povertà, tale consapevolezza permetterebbe di disegnare politiche contro la povertà più efficaci e più eque di quelle che si muovono nella logica binaria poveri vs. non poveri.

Il cinema di Ken Loach, uno specchio del lavoro

Emanuele Di Nicola propone un’analisi del cinema di Ken Loach, nell’ottica dei cambiamenti del mondo del lavoro rappresentati nei suoi film. In occasione dell’uscita in sala di Sorry We Missed You, Di Nicola esamina la strada percorsa dal cineasta prestando particolare attenzione alle condizioni di lavoro: dal patto di solidarietà degli operai in Riff-Raff al sindacalista tenace di Bread and Roses, fino all’ingresso nel nuovo millennio, l’esplosione della precarietà e il lavoratore solo con se stesso di Io, Daniel Blake e Sorry We Missed You.

La questione territoriale dell’università italiana

Gianfranco Viesti sostiene che vi è una duplice questione territoriale nell’università italiana. Per motivi strutturali: fare università nei territori più deboli è più difficile. Per le politiche seguite negli ultimi 10 anni: chi fa università nei territori più deboli è stato penalizzato. L’interazione fra le condizioni strutturali e le politiche sta producendo un aumento cumulativo delle disparità fra atenei, con effetti negativi per quelli del Centro-Sud (e del Nord più debole). Viesti in conclusione invita a discutere approfonditamente la difficile questione territoriale dell’università italiana.