I numeri del menabò di Etica ed Economia

Menabò n. 72/2017

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In questo numero del Menabò, Levi prende spunto dal Nobel assegnato a Thaler per riflettere sui risultati e le prospettive dell’economia comportamentale, Baccaro e Belloc intervengono nel dibattito su istituzioni e declino del capitalismo italiano, di Padova e Nerli Ballati mettono in rilievo una caratteristica trascurata dei giovani Neet. Paladini illustra la proposta di riforma fiscale di Trump, Rosano e Costa i problemi che si pongono nella valutazione della speranza di vita e delle sue implicazioni, Pannone dà conto di una concezione eterodossa della Teoria Quantitativa della Moneta e, infine, Paparella riflette sulle modalità di nomina del Governatore della Banca d’Italia.

Più in dettaglio, nell’articolo di apertura, Eugenio Levi prendendo spunto dall’assegnazione a Richard Thaler del premio Nobel per l’economia, dà conto dei principali risultati raggiunti dall’economia comportamentale e riflette sulle sue prospettive. In particolare Levi ricorda i contributi più importanti di Thaler e presenta un panorama delle opinioni, emerse nei commenti delle scorse settimane all’assegnazione del Nobel a Thaler, sull’importanza dell’economia comportamentale e sulla possibilità che essa porti a una radicale revisione del paradigma oggi dominante.

Lucio Baccaro, nel secondo articolo, interviene nel dibattito sulle debolezze e la crisi del capitalismo italiano e sostiene che esse nascono da un fenomeno comune ai paesi avanzati: l’esaurirsi della crescita fordista “trainata dai salari”. Baccaro, comparando   l’Italia con Germania, Regno Unito e Svezia, sostiene che diversamente da questi paesi essa non ha trovato motori di crescita alternativi e la causa è il peculiare mix di politiche economiche: quadro macroeconomico deflattivo, con rigidità del cambio nominale, e ricerca di flessibilità compensativa nel mercato del lavoro.

Il successivo contributo di Marianna Belloc propone un approfondimento del paradigma delle “varietà di capitalismo”. Dopo aver esaminato alcune giustificazioni della coesistenza di diversi modelli di capitalismo, Belloc mette in evidenza l’importanza delle complementarietà istituzionali (ma non solo istituzionali) per spiegare il funzionamento e la persistenza di questi ultimi, e sostiene che queste valutazioni sono di grande importanza, anche e soprattutto per l’Italia, per evitare il rischio di incoerenze nel disegno delle politiche economiche.

Nel quarto articolo, Pasquale di Padova ed Enrico Nerli Ballati esaminano la condizione dei giovani Not in Education, Employment or Training (Neet) in Italia. Negli ultimi anni l’acronimo Neet è stato associato con toni enfatici all’emergere di una nuova questione generazionale. Leggendo la condizione della popolazione tra i 15 e i 24 anni con la lente delle classi sociali familiari, gli autori sostengono che i Neet, anziché segnalare una questione generazionale, riflettono le vulnerabilità connesse alla trasmissione intergenerazionale delle disuguaglianze.

Ruggero Paladini, nella prima Scheda, descrive le principali caratteristiche della riforma fiscale proposta di recente da Trump e ricorda, in particolare, che essa interessa la tassazione personale e quella societaria e che prevede anche l’abolizione dell’imposta di successione. Paladini osserva che nonostante la riforma avvantaggi i più ricchi, in particolare, l’1% e ancor più lo 0,1% al top, acuendo ulteriormente le già elevate disuguaglianze, il consenso che si sta creando attorno ad essa è molto esteso.

Aldo Rosano e Giuseppe Costa, nella seconda scheda, dopo avere ricordato le difficoltà che pone la stima della speranza di vita, illustrano i diversi metodi che possono essere utilizzati per effettuare tale stima. Rosano e Costa si occupano poi degli effetti che la speranza di vita ha sulla valutazione della sostenibilità dei sistemi di welfare esaminando criticamente la relazione tra i cambiamenti della struttura demografica del nostro paese, da un lato, e la tendenza della spesa prevista per la previdenza, la sanità e l’assistenza sociale, dall’altro.

Andrea Pannone dopo averne ricordato i fondamenti illustra una riformulazione “critica” della Teoria Quantitativa della Moneta in cui la velocità di circolazione è endogena. In base a questa riformulazione l’inflazione degli stock di ricchezza (azioni e titoli) è un effetto indiretto dell’eccesso di capacità produttiva nell’economia reale e dell’associato processo di creazione di nuova moneta. Pannone sostiene che trasposta nella realtà delle economie moderne questa analisi porta a considerare elevati i rischi di una nuova grande crisi .

Infine, Elena Paparella, nel Contrappunto, illustra la procedura per la nomina del Governatore della Banca d’Italia introdotta, in un turbolento contesto, nel 2005 e ricorda che essa ha indebolito l’autonomia della Banca riallocando il potere di nomina a carico dell’organo politico. Paparella, anche in base al confronto con altri paesi, sostiene, in particolare, che è rimasto irrisolto il problema della compatibilità tra l’indipendenza istituzionale della Banca e la riconduzione della nomina al capo del Governo. Questa debolezza contribuisce a spiegare le vicende delle ultime settimane.

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