I numeri del menabò di Etica ed Economia

Menabò N. 35/2016

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Questo primo numero del Menabò del 2016 è quasi interamente dedicato alla casa e ai suoi rapporti con il benessere, le disuguaglianze e la povertà. Gli articoli di Farina e Franzini, Raitano, Baldini e Beltrametti, Croci Angelini, Maestri, Michelangeli e Peluso (alcuni dei quali, per ragioni di spazio, eccezionalmente collocati nella Rubrica delle Schede) sono tutti basati sui loro contributi al volume “La casa, il benessere e le disuguaglianze” (Egea, 2015). Essi affrontano il tema da molteplici punti di vista. A questi contributi si aggiunge quello di Vereni sull’occupazione delle case. Completa il numero il Contrappunto di Paladini su un tema diverso, quello della detassazione dei premi di produttività.

Nel primo articolo, basato sulle loro Introduzione e Conclusioni al volume “La casa, il benessere e le disuguaglianze” (Egea, 2015), Francesco Farina e Maurizio Franzini illustrano le molteplici relazioni che legano l’abitazione al benessere individuale e familiare nonché il suo impatto sulla distribuzione di questo benessere. Farina e Franzini sottolineano l’importanza di un approccio multidimensionale al benessere nell’analisi del ruolo della casa anche per individuare le politiche abitative più idonee ad assicurare la coesione sociale.

Nel successivo articolo, Michele Raitano confronta i diversi metodi utilizzati per includere l’abitazione di residenza nella valutazione del benessere economico individuale. Raitano, illustrando i risultati di un’analisi empirica riferita all’Italia, mostra come il metodo prescelto incida sensibilmente non soltanto sul valore degli indici di diseguaglianza e povertà ma anche sulla posizione occupata da individui e famiglie nella scala distributiva, con rilevanti conseguenze per l’individuazione dei potenziali contribuenti e beneficiari delle politiche redistributive.

Massimo Baldini e Luca Beltrametti si occupano del prestito vitalizio ipotecario e della sua capacità di sostenere le condizioni di vita delle famiglie di anziani che possiedono l’abitazione di residenza ma hanno un reddito basso. I due autori, dopo avere illustrato la misura, mostrano che in Italia è piuttosto elevato il numero di nuclei “house rich” ma “cash poor”, sostengono che la domanda latente per questo strumento potrebbe crescere e stimano l’impatto che potrebbe avere sulla povertà un ricorso generalizzato al prestito da parte degli anziani.

Elisabetta Croci Angelini si occupa delle variabili da cui dipende nei paesi europei la scelta tra acquistare e prendere in affitto l’abitazione. Dalla sua analisi econometrica emerge, tra l’altro, l’importanza di numerose variabili relative al contesto socio-economico e la maggiore diffusione della proprietà nei paesi a reddito pro-capite più basso. Rilevante è anche il minore grado di soddisfazione dei proprietari di casa. Croci Angelini collega questi risultati ai diversi regimi di Welfare e prevede un ruolo crescente della casa nei futuri sistemi di Welfare.

Virginia Maestri si occupa di politiche abitative e ne esamina le conseguenze, soprattutto sotto il profilo redistributivo, nel nostro paese in confronto con altri due paesi: il Regno Unito e l’Estonia. L’analisi, che considera sia le politiche fiscali sia i sussidi, mette in luce la sostanziale inefficacia delle politiche italiane nel ridurre la povertà e la disuguaglianza in contrasto con quanto avviene negli altri due paesi. In considerazione di ciò, Maestri conclude richiamando la necessità di riformare il complesso delle politiche abitative.

Alessandra Michelangeli e Eugenio Peluso illustrano i risultati di un’analisi della disuguaglianza di benessere tra le città italiane. I due autori adottano una concezione multidimensionale del benessere, nella quale rilevano diverse caratteristiche urbane, e utilizzano i prezzi edonici per determinarne il peso. L’analisi mette in luce che la disuguaglianza tra le città italiane è elevata e permette non soltanto di stilare una classifica delle stesse in termini di benessere ma anche di individuare le dimensioni nelle quali la disuguaglianza è meno tollerata.

Piero Vereni discute il ruolo sociale delle occupazioni a scopo abitativo, che hanno avuto in Italia una forte connotazione politica sin dagli anni ‘60. Vereni sottolinea che la rappresentazione del senso comune e le modifiche del sistema legislativo sembrano ridurre un complesso fenomeno sociale a una questione di ordine pubblico. Egli ritiene, invece, che, soprattutto se la pratica delle occupazioni si intreccia con la questione dell’immigrazione, come avviene oggi, è necessario tornare a riflettere su questa forma irregolare di welfare dal basso.

Infine, il Contrappunto di Ruggero Paladini è dedicato alle agevolazioni fiscali per i premi di produttività e per i fringe benefit previste dalla legge di stabilità. Dopo avere illustrato queste agevolazioni, Paladini ne esamina le conseguenze, sostenendo che esse favoriranno soprattutto i datori di lavoro privati e che nel complesso il sistema fiscale diverrà meno equo. Paladini conclude indicando un metodo alternativo per raggiungere l’obiettivo di sottrarre specifiche forme di retribuzione alle alte aliquote marginali.

L’immagine è ripresa da Flickr

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