Ricercatrice presso l’Istituto Nazionale per l’Analisi delle Politiche Pubbliche (INAPP), Roma. Precedentemente è stata assegnista di ricerca presso l'Istituto di Economia della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa e ha lavorato come post-doc presso il Dipartimento di Scienze Statistiche - Università La Sapienza di Roma. Ha conseguito il dottorato in Economia dello sviluppo, finanza e cooperazione internazionale presso La Sapienza e il Master in Economia dello Sviluppo presso l’Università del Sussex. Ha lavorato in Argentina sull’economia informale e del cooperativismo ed è stata progettista per ARCI su tematiche relative a inclusione sociale, donne e vulnerabilità socio-economica. Fra i suoi temi di ricerca: dinamiche del mercato del lavoro, tecnologie e disuguaglianze.

Lavoratori Non-Standard e Sistemi di Protezione Sociale: il caso dei lavoratori delle piattaforme digitali

Valeria Cirillo mette in evidenza l’evoluzione del lavoro non-standard in Europa e presentano i risultati di un’indagine ad hoc condotta per la Commissione Europea sull’estensione dei sistemi di protezione sociale ai lavoratori non-standard. Dall’indagine emerge che sono soprattutto i lavoratori autonomi a denunciare l’inadeguatezza degli schemi di protezione sociale, mentre, a parità di forma contrattuale, non emergono specificità per i lavoratori delle piattaforme.

Troppa flessibilità del lavoro fa male all’innovazione?

Armanda Cetrulo, Valeria Cirillo e Dario Guarascio esaminano il rapporto tra flessibilità del lavoro e innovazioni e sostengono che la prima può ostacolare le seconde. A tal riguardo, essi mettono in luce il ruolo che, in alcuni regimi tecnologici, può svolgere la conoscenza specifica dei lavoratori all’interno delle imprese e delle industrie. Richiamando i risultati di un recente studio sull’innovazione nelle industrie europee gli autori mettono in evidenza, in particolare, una relazione negativa tra uso intenso di lavoro temporaneo e innovazione di prodotto.