Ugo Pagano è ordinario di Politica Economica all’Università di Siena e Visiting Professor alla Central European University. Tra le sue più recenti pubblicazioni: The Crisis of Intellectual Monopoly Capitalism. Cambridge Journal of Economics, (2014); (con M. Vatiero) Institutions as Costly Substitutes: Novelty and Limits of the Coasian Approach, Journal of Institutional Economics (2014).

Una scienza aperta non è sufficiente a garantire mercati aperti

Ugo Pagano muove dalla considerazione che, nonostante gli ingenti investimenti pubblici nella loro produzione, i vaccini contro il Covid sono forniti da pochi oligopoli privati e ritiene che il Covid abbia dimostrato che gli investimenti in “Open Science” sono necessari ma non sufficienti per avere “Open Market”. Concordando con la tesi esposta da Florio nel suo libro e in questo numero del Menabò, Pagano ritiene che queste forme di oligopolio vadano contrastate con infrastrutture pubbliche europee di ricerca e produzione dei prodotti più innovativi.

Il Sud e la cammino divide. Congiungere gli speroni per superarla

Lilia Pagano e Ugo Pagano partendo dalla considerazione che il turismo green, basato sulla percorrenza di lunghi tratti a piedi, sta guadagnando terreno rispetto a quello più tradizionale e inquinante osservano che nel Sud di Italia vi è un deficit anche di infrastrutture necessarie a questo nuovo tipo di turismo. Gli autori illustrano come, congiungendo con un cammino gli speroni che si affacciano sull’Adriatico e sul Tirreno, si potrebbe colmare questo divide recuperando anche numerosi borghi.

La difficile scelta del giusto vaccino

Ugo Pagano ricorda che grazie anche a cospicui contributi pubblici alcune società farmaceutiche occidentali hanno sviluppato vaccini molto innovativi contro il Covid 19, su cui continuano a pesare i loro diritti di proprietà intellettuale. Pagano sostiene che questi ultimi rendono difficile una valutazione comparativa dei meriti dei diversi vaccini e la loro produzione e diffusione a livello globale; inoltre, le caratteristiche dei nuovi vaccini andrebbero attentamente comparate con i tradizionali vaccini inattivati che non sono brevettabili e hanno riscosso scarso interesse presso le società farmaceutiche occidentali.

Il capitalismo italiano: un ibrido infelice?

Ugo Pagano sintetizza uno dei punti di vista emersi in un convegno tenutosi a marzo a Siena sul capitalismo italiano e riguardante l’ipotesi che il declino dell’economia italiana sia dovuto alla sua natura d’ibrido infelice fra modello americano e tedesco. In base a tale ipotesi, come chiarisce Pagano, all’Italia mancherebbe un assetto istituzionale che permetta alle sue imprese di raggiungere dimensioni adeguate in un sistema economico di competizione globale in cui sono decisivi i diritti di proprietà intellettuale e i monopoli delle tecnologie.

Dal successo al declino. Le piccole imprese e il paradosso dell’economia della conoscenza

Ugo Pagano partendo da un’affermazione di Marcello De Cecco del 2013, riconduce il successo e il successivo declino del modello italiano di piccole imprese al mutamento intervenuto nel contesto in cui viene prodotto, tutelato e utilizzato quel particolare fattore produttivo che è la conoscenza e sostiene che il declino è iniziato quando, in seguito a iniziative del governo americano, la conoscenza da bene pubblico è divenuta, a livello globale, bene privato. Pagano indica anche le implicazioni di policy della sua analisi.

Chi paga il debito? Le insidie del concetto di “popolo greco”

Ugo Pagano prendendo spunto dal dibattito in corso sui benefici di cui ha effettivamente goduto il “popolo greco” attraverso la concessione del debito e il suo bail out, si interroga sul significato reale di espressioni come “debito greco” e “popolo greco”. Muovendo dall’osservazione che se esiste la mobilità delle persone il popolo che beneficia dei prestiti può non coincidere con quello su cui grava la restituzione del debito, Pagano mostra la rilevanza di questa possibilità per la vicenda greca e, più in generale, per il futuro dell’Europa.

All’origine delle istituzioni del Mezzogiorno

Questo numero del Menabò, il primo dopo la pausa estiva, si apre con un contributo di Ugo Pagano che, esaminando criticamente alcuni recenti contributi sul tema, illustra i complessi rapporti che intercorrono tra istituzioni e sviluppo economico e ne mostra l’importanza per comprendere la storia del Mezzogiorno. In particolare, Pagano sostiene che all’affermarsi di un’istituzione “estrattiva” come la Mafia non è stata estranea l’azione di un paese con istituzioni “inclusive” come l’Inghilterra.