Stefania Jaconis, dopo gli studi all’estero (Stati Uniti, Francia e Russia) e un periodo di collaborazioni giornalistiche Stefania Jaconis ha svolto attivita’ di ricerca e di didattica presso la Facolta’ di Scienze Politiche della Sapienza, tenendovi per anni l’insegnamento di Sistemi Economici Comparati.

Il futuro del capitalismo secondo Wolfgang Streeck

Stefania Jaconis commenta How will Capitalism end?, l’ ultimo libro di Wolfgang Streeck. Dopo aver ricordato quanto sia fecondo l’approccio di Streeck – basato sull’integrazione di economia e sociologia – all’analisi del capitalismo, Jaconis si sofferma sul problema principale individuato da Streeck, e cioè l’affemarsi di una disuguaglianza oligarchica che pone il capitalismo in conflitto con la democrazia. Da questo conflitto Streeck non si attende nulla di buono e non esclude uno scenario in cui “tutti saranno in guerra con tutti”.

Il liberismo e lo sviluppo economico cinese

Stefania Jaconis legge ‘Liberalism and Chinese Economic Development’ curato da Gilles Campagnolo e si chiede: come definire la Cina oggi? Quali sono le caratteristiche salienti di un modello di sviluppo che può essere compreso solo tenendo conto di un contesto il più ampio possibile, che è quello della civiltà dell’Asia Orientale? Jaconis sottolinea che per rispondere a queste domande è necessario tenere conto in modo integrato di molti aspetti – economici, socioculturali e giuridici -e che il merito principale del volume è di riuscire a farlo.

Il futuro della crescita americana secondo Robert J. Gordon

Stefania Jaconis riassume le tesi principali contenute nel monumentale volume di Robert J. Gordon, The Rise and Fall of American Growth, soffermandosi in particolare su quella che più ha attirato attenzione: un futuro di crescita economica debolissima o del tutto assente negli Stati Uniti. Jaconis elenca i fattori sui quali si basa il pessimismo di Gordon – principalmente, ma non soltanto, la debole spinta propulsiva della cosiddetta Terza Rivoluzione tecnologica – e considera il loro carattere di novità rispetto al passato.

Le classi sociali e la multidimensionalità della disuguaglianza secondo Savage

Stefania Jaconis esamina il recente libro di Mike Savage che sintetizza i risultati di un’imponente ricerca sulle classi condotta in Gran Bretagna, tenendo conto di variabili oggettive ma anche della percezione di ciascuno sulla propria collocazione sociale. Jaconis richiama la metodologia dell’analisi, ricorda le sette classi sociali che essa ha portato a individuare, sottolinea l’importanza delle percezioni soggettive e traccia un parallelo tra questa analisi e quella condotta sullo stesso tema in Italia da Sylos Labini oltre 40 anni fa

La politica monetaria del New Deal e la (limitata) influenza di Keynes: le tesi di un nuovo libro

Stefania Jaconis analizza il recente libro dello storico Eric Rauchway, sulla politica monetaria del New Deal, un argomento poco trattato nella pur vasta letteratura sulla Grande Crisi. Jaconis, dopo aver sottolineato che Rauchway tende a sfatare il mito dell’incompetenza economica di Roosevelt, si sofferma sulla ricostruzione dell’uscita degli USA dal Gold Standard e sul rapporto tra Roosevelt e Keynes, concordando con la tesi di Rauchway secondo cui Keynes solo in parte ispirò le battaglie contro la ‘ortodossia finanziaria’ dell’epoca.

La fine del capitalismo secondo Rifkin

Stefania Jaconis esamina l’ultimo libro di Jeremy Rifkin la cui tesi centrale è che le innovazioni in atto nel settore dei servizi e delle infrastrutture permettono di produrre con costi marginali prossimi allo zero, convertendo quindi l’universo del capitalismo in un nuovo ‘mondo dell’abbondanza’. Jaconis, nel suo esame critico, si sofferma sulle implicazioni che, a parere di Rifkin, questi sviluppi avrebbero sui rapporti sociali e in particolare sulle possibilità di cooperazione grazie anche all’affermarsi della figura dei produttori-consumatori .