Salvatore Lupo insegna Storia contemporanea presso l'Università di Palermo. E' stato condirettore di "Meridiana". Tra le sue opere: Quando la mafia trovò l'America. Storia di un intreccio intercontinentale, Einaudi 2008; L'unificazione italiana, Donzelli 2011; La mafia non ha vinto (in collaborazione con G.Fiandaca), Laterza 2014.

Il Sud è rimasto indietro ma è anche andato avanti

Nel suo ultimo libro, “La questione. Come liberare la storia del Mezzogiorno dagli stereotipi”, appena uscito da Donzelli, Salvatore Lupo ricostruisce la storia della questione meridionale tra l’ultimo quarto dell’Ottocento e il primo quarto del Novecento e sottolinea che questa grande discussione sul dualismo con la sua enfasi sul progressivo divario Nord-Sud tende ad occultare i termini di uno sviluppo (macro) regionale realizzatosi anche al Sud – lasciandolo, per così dire, privo di una storia collocabile nei parametri della modernità – nonché le caratteristiche della storia regionale propriamente detta, profondamente differenziata sia al Sud che al Nord. L’idea-base è che la grande questione del dualismo per alcuni aspetti illumini il ruolo del Sud nella storia d’Italia, ma per altri ne occulti i caratteri dinamici, e a loro modo moderni. Quelle che seguono sono le prime pagine dell’Introduzione al libro di Lupo.

Una nuova mafia nella capitale

Salvatore Lupo si interroga sull’opportunità di utilizzare il termine “mafia” in relazione alla corruzione politico-affaristica che ha investito la capitale. Dopo avere ricordato l’origine di quel termine, il suo successo planetario, la tendenza (contro cui si schierò anche Falcone) a usarlo in modo onnicomprensivo e a declinarlo al plurale Lupo sottolinea che i parametri utilizzati dagli studiosi per definire la mafia non necessariamente coincidono con quelli stabiliti dalla legge. E osserva che se quella guidata da Carminati non era una mafia, certamente voleva esserlo.