Ruggero Paladini già professore di Scienza delle Finanze alla Sapienza Università di Roma, collabora con il Nens ed è membro della redazione di Uguaglianza e Libertà

Flat tax. Alcune note da tenere a mente

Ruggero Paladini si occupa della proposta di introduzione in Italia di una flat tax. Paladini pur riconoscendo che l’Irpef come è oggi strutturata presenta diversi limiti, sostiene che la flat tax non costituisce un valido antidoto. Tra i problemi che essa pone spicca la gigantesca redistribuzione di reddito a favore del decile più elevato dei contribuenti. Paladini ritiene che sarebbe desiderabile ridurre la pressione tributaria sui redditi medio-bassi, introdurre una misura unica di spesa per i figli e aumentare l’aliquota marginale sui redditi più elevati.

Trump tax reform

Ruggero Paladini descrive le principali caratteristiche della riforma fiscale proposta di recente da Trump e ricorda, in particolare, che essa interessa la tassazione personale e quella societaria e che prevede anche l’abolizione dell’imposta di successione. Paladini osserva che nonostante la riforma avvantaggi i più ricchi, in particolare, l’1% e ancor più lo 0,1% al top, acuendo ulteriormente le già elevate disuguaglianze, il consenso che si sta creando attorno ad essa è molto esteso.

Ultimi spiccioli di concorrenza fiscale: neo residenti ed ex residenti super-ricchi

Ruggero Paladini si occupa dell’imposta sostitutiva dell’IRPEF introdotta con la legge di bilancio del 2017 per gli High net worth individuals (cioè per le persone con una grande ricchezza) che decidessero di trasferire la propria residenza in Italia e che prevede il pagamento forfettario di 100.000 euro. Paladini inquadra questo provvedimento all’interno della concorrenza fiscale in atto anche all’interno della Unione Europea, illustra le singolarità del provvedimento e spiega perché esso non possa considerarsi una forma ragionevole di concorrenza fiscale.

Più o meno equo? Il sistema fiscale dopo la detassazione dei premi di produttività e dei fringe benefit

Ruggero Paladini si occupa delle agevolazioni fiscali previste dalla legge di stabilità per i premi di produttività e per i fringe benefit. Dopo avere illustrato queste agevolazioni, Paladini ne esamina le conseguenze, sostenendo che esse favoriranno soprattutto i datori di lavoro privati e che nel complesso il sistema fiscale diverrà meno equo. Paladini conclude indicando un metodo alternativo per raggiungere l’obiettivo di sottrarre specifiche forme di retribuzione alle alte aliquote marginali.

Gli immobili, i Comuni e la prima casa

Ruggero Paladini ricorda le ragioni per le quali è giustificato che i servizi offerti dai Comuni siano finanziati con la tassazione degli immobili ma sottolinea anche le condizioni alle quali deve corrispondere questa tassazione. In particolare deve essere basata sul valore degli immobili diversamente da quanto avviene oggi in Italia. Paladini, inoltre, indica i problemi che pone l’esenzione della prima casa e illustra alcune proposte che potrebbero superare questi e altri problemi collegati alla tassazione degli immobili.

La legge di stabilità e i suoi argomenti

FraGRa e Ruggero Paladini esaminano brevemente gli argomenti con i quali il governo ha giustificato due dei più importanti provvedimenti contenuti nella Legge di Stabilità: il taglio delle tasse e l’innalzamento a 3000 euro del limite per i pagamenti in contanti. Rispetto al primo si sostiene che, anche per il modo in cui è attuato, non è facile considerarlo “giusto e normale”, come invece ha affermato il Presidente del Consiglio e rispetto al secondo si spiega perché è debole l’argomento secondo cui sarebbe ininfluente sull’evasione fiscale.

La sfida di Obama alle disuguaglianze e… al Congresso

Ruggero Paladini esamina dal punto di vista della riduzione delle disuguaglianze la legge finanziaria per il 2016 proposta da Obama e mostra come essa preveda vari interventi popolari ai quali, in un periodo elettorale, non sarà facile per i repubblicani opporsi. Paladini considera che un ostacolo potrebbe essere rappresentato dalla già alta progressività del sistema fiscale USA, maggiore di quella europea, ma ritiene che la crescente concentrazione del reddito in atto negli USA non consentano di giustificare le eventuali reazioni dei più ricchi

Piketty e la tassa sulla ricchezza

Paladini analizza la principale proposta di Piketty per contrastare la tendenza verso una crescente disuguaglianza: l’introduzione di un’imposta progressiva sul patrimonio. Prendendo a riferimento l’impôt de solidarité sur la fortune da tempo adottata in Francia, che pare corrispondere largamente alla proposta di Piketty, Paladini illustra i diversi problemi che possono ostacolare l’ottenimento di un gettito elevato da una simile imposta a iniziare da quelli connessi alla determinazione del valore delle imprese.