Riccardo Staglianò è nato a Viareggio nel 1968 ed è inviato de «la Repubblica». Ha iniziato la sua carriera come corrispondente da New York per il mensile «Reset», ha poi lavorato al «Corriere della Sera» e oggi scrive inchieste e reportage per il «Venerdì». Per dieci anni ha insegnato Nuovi media alla Terza Università di Roma. Gli ultimi suoi libri, entrambi per Einaudi, sono Al posto tuo. Così web e robot ci stanno rubando il lavoro (2016) e Lavoretti. Così la sharing economy ci rende tutti più poveri (2018).

I Gigacapitalisti

Durante la pandemia Jeff Bezos ha aggiunto un’ottantina di miliardi di dollari al suo patrimonio. Elon Musk l’ha poi superato come uomo piú ricco al mondo. La ‘nazione’ virtuale da due miliardi di utenti creata da Mark Zuckerberg, se fosse reale e non virtuale, sarebbe la più popolosa al mondo. Sono i Gigacapitalisti descritti da Riccardo Staglianò nel suo libro di cui qui ci offre una sintesi, cui il denaro dà un potere che, un tempo, competeva solo agli Stati sovrani. Per limitarlo servono tasse giuste, leggi migliori, più diritti ai lavoratori e una nuova consapevolezza collettiva.

Lavoretti

Riccardo Staglianò presenta il suo nuovo libro nel quale si chiede perché, di colpo, sia diventato necessario “arrotondare”. Per rispondere, Staglianò ripercorre il declino del lavoro iniziato con il pugno d’acciaio di Reagan contro i controllori di volo e la guerra della Thatcher ai sindacati; sostiene che la gig economy sta istituzionalizzando i “lavoretti” mentre Uber, Airbnb e altri pagano tasse risibili nei Paesi dove producono ricchezza e che ciò minaccia il futuro del welfare, accrescendo il bisogno di lavoretti per arrotondare, in una spirale senza fine.