Paolo Paesani è professore associato in Economia Politica presso l’Università di Roma Tor Vergata. E’ autore di numerosi saggi scientifici e di due libri di testo pubblicati da Giappichelli.

Siamo tutti Keynesiani

Paolo Paesani riflette sull’attualità di Keynes, partendo da alcuni contributi recenti sulla sua vita e sulle sue idee. Dopo aver ricordato che con la crisi del 2007 il nome di Keynes è tornato di moda nel campo della politica economica e sui giornali più che nella teoria prevalente, Paesani illustra come potrebbe affermarsi una nuova agenda di ricerca che, traendo ispirazione dal pragmatismo di Keynes, dal suo senso della storia e dalla sua visione etica, fondi “un modo di pensare migliore” che conduca a contrastare disoccupazione e disuguaglianza.

La disuguaglianza globale e quella all’interno dei paesi: una lezione di Dani Rodrik

Paolo Paesani dà conto della XVI Lezione “Angelo Costa” tenuta di recente da Dani Rodrik sul rapporto tra disuguaglianza all’interno dei singoli paesi, tra paesi e a livello globale. Paesani ripropone i dati presentati da Rodrik e si sofferma sulle sue considerazioni circa il ruolo della mobilità internazionale del lavoro nell’attenuare la disuguaglianza dei redditi a livello globale e sul rischio che flussi migratori crescenti spingano i paesi sviluppati a ridurre l’offerta di beni pubblici con una ricaduta negativa sull’equità al loro interno.

Ricordando Fausto Vicarelli

Paolo Paesani dà conto di un seminario svoltosi alla Facoltà di Economia della Sapienza di Roma in memoria dell’economista Fausto Vicarelli, scomparso 30 anni fa. Le relazioni introduttive, di cui Paesani dà conto, hanno affrontato temi importanti, spaziando dalla metodologia economica a questioni di rilevante attualità, quali la riforma dell’ordine monetario internazionale e il rapporto tra instabilità del capitalismo e mercati finanziari, temi chiave nella riflessione di Vicarelli e nella sua ricostruzione del pensiero di Keynes.

Marcello De Cecco: un ricordo personale

Paolo Paesani dedica il suo resoconto a Marcello de Cecco, scomparso a marzo, in memoria del quale si è tenuto un convegno a Siena il 17 settembre. Basandosi sul suo intervento al convegno e attingendo ai propri ricordi, Paesani ricostruisce la personalità inimitabile di questo grande economista italiano, ricordando l’originalità e l’attualità dei suoi contributi – soprattutto in tema di sistemi finanziari internazionali, di crisi del modello di sviluppo italiano e di Europa -, il fascino delle sue lezioni e l’efficacia della sua attività di divulgatore.

Laissez faire?

Paolo Paesani, prendendo spunto da un libro di Franco Debenedetti sulla politica industriale e da un intervento recente dell’economista Deirdre Mccloskey,riflette sulle semplificazioni insite nella retorica dell’innovazione e della concorrenza e sulle conseguenti valutazioni estremamente negative del ruolo dell’intervento pubblico nell’economia. In particolare, Paesani sottolinea i limiti di una visione aprioristica e analiticamente poco articolata delle virtù del Mercato e dei vizi dello Stato.

Attualità di un riformatore monetario: il piano di keynes per la libertà del commercio e il disarmo finanziario

Paolo Paesani presenta le idee principali di Keynes sulle caratteristiche di un sistema monetario internazionale capace di favorire crescita, occupazione, commercio e stabilità dei prezzi, traendole da un recente volume di suoi scritti sull’International Clearing House curato da Luca Fantacci oltre che da un seminario di quest’ultimo. Paesani sottolinea, in particolare, che secondo Keynes il sistema avrebbe dovuto assicurare parità di trattamento a paesi debitori e creditori, una condizione sulla quale anche oggi è urgente riflettere.

Ombre cinesi

Paolo Paesani prende spunto dalla forte instabilità nella quale si trova da alcune settimane la borsa cinese, seconda nel mondo per capitalizzazione, per analizzare le più generali tendenze negative dell’economia di quel grande paese. Paesani discute le cause di questo fenomeno e gli interventi adottati dalle autorità cinesi per limitarne l’impatto, sottolineando in particolare l’incertezza sulla tenuta del tasso di cambio e sul futuro dell’economia, nell’ambito di un quadro internazionale caratterizzato anch’esso da grande instabilità.

Di fragile costituzione: riflessioni sullo stato attuale dell’Unione Monetaria Europea in una prospettiva storica

Paolo Paesani ricorda che spesso le unioni monetarie nascono come soluzione a un problema contingente che coinvolge nazioni diverse, integrate sul piano commerciale e finanziario. Per questo, sostiene Paesani, i benefici dell’unione monetaria sono immediatamente percepiti, diversamente dai suoi costi. Si può così determinare un’indebita accelerazione nel processo di creazione dell’unione monetaria e ciò contribuisce a spiegare perchè gli avvertimenti sulle fragilità strutturali dell’UME siano stati ignorati, fino a giungere all’attuale crisi.

Il posto di Bitcoin nella storia delle monete

Paolo Paesani ricorda che la storia della moneta è costellata di esperimenti e Bitcoin è uno di essi. Pura moneta-segno Bitcoin è pensato per circolare a livello globale sfruttando l’ubiquità della rete. Reso possibile dalla fusione tra progresso tecnologico e  globalizzazione, Bitcoin è, secondo Paesani, coerente con l’evoluzione storica dei mezzi di pagamento e può durare nel tempo. Tuttavia la fiducia nei suoi confronti, essenziale per il suo successo, potrebbe essere minata da vari incidenti e dalle brusche oscillazioni nel suo valore.