Ricercatore in Economia politica presso l’Università di Firenze e l’Università di Bari. Si è laureato in Scienze Politiche presso l’Università di Firenze e ha conseguito un dottorato di ricerca in Economia presso l’Università di Bari. La sua attività di ricerca si concentra su aspetti metodologici della misurazione della diseguaglianza.

Il lockdown e la disuguaglianza in Italia

Paolo Brunori, Maria Luisa Maitino, Letizia Ravagli, Nicola Sciclone presentano delle simulazioni su come si stia modificando la distribuzione dei redditi in Italia a causa del lockdown e degli interventi del Governo e degli effetti attesi da alcune proposte di riforma del welfare avanzate in questi giorni. Gli autori rilevano, altresì, che gli interventi del Governo hanno contribuito a limitare l’aggravarsi della disuguaglianza per effetto del lockdown e che gli effetti redistributivi possono essere rafforzati da ulteriori interventi.

Dai Big-Data un motivo di fiducia in più

Paolo Brunori e Giuliano Resce, pur consapevoli che i big data provenienti dalle ricerche in rete non possono sostituire i dati ufficiali, mostrano che essi possono aiutare a conoscere un fenomeno nuovo e complesso come la pandemia in corso. Brunori e Resce esaminano il volume di ricerche “sintomi coronavirus” su Google e trovano che esso è in costante riduzione dal 12 marzo; ciò potrebbe indicare che il numero di persone che hanno iniziato a percepire sintomi sia in diminuzione e quindi il picco dei contagi e dei decessi possa essere stato superato in questi giorni.

Gli effetti della crisi economica sulla diseguaglianza delle opportunità in Italia

Paolo Brunori, Paul Hufe, Daniel Gerszon Mahler si occupano degli effetti della grande recessione del 2008 sull’eguaglianza delle opportunità in Italia, facendo uso di una metodologia innovativa – con un algoritmo basato sul machine learning – per stimare l’andamento di tale forma di diseguaglianza. Gli autori mostrano come la crisi abbia colpito soprattutto le famiglie in cui il capofamiglia abbia sperimentato “circostanze” peggiori nell’infanzia e, in particolare, sia nato nel Mezzogiorno e abbia avuto genitori con un livello di istruzione non elevato.