Mikhail Maslennikov, matematico ed econometrista di formazione, lavora dal 2015 come analista di policy presso Oxfam Italia. I suoi ambiti di lavoro riguardano le disuguaglianze socio-economiche, la trasmissione generazionale delle disuguaglianze e dossier di “giustizia fiscale” (progressività dei sistemi fiscali, fiscalità internazionale d’impresa, misure anti-abuso societario). Dal 2016 è membro del Comitato Etico di Etica Sgr, la società di gestione del risparmio di Banca Etica. Dal 2010 co-coordina la campagna della società civile italiana, ZeroZeroCinque, per l’introduzione di una tassa europea sulle transazioni finanziarie.

L’accordo OCSE-G20 sulle nuove regole fiscali per le multinazionali: un passo nella giusta direzione che manca (ancora) di ambizione

Mikhail Malesnnikov ritorna sulla riforma del sistema di tassazione internazionale d’impresa dopo l’intesa di massima raggiunta a inizio luglio in seno all’OCSE e avallata politicamente dai ministri delle finanze del G20 a Venezia. Malesnnikov sostiene che l’accordo-quadro, da ultimare tecnicamente entro ottobre, è il risultato di uno sforzo di cooperazione internazionale degno di apprezzamento, tuttavia gli obiettivi avrebbero potuto essere più ambiziosi e permangono seri interrogativi sul fronte dell’equità.

Nuove regole per il fisco societario: l’accordo del G7 Finanze nel più ampio contesto del negoziato G20/OCSE

Mikhail Maslennikov riflette sulla portata del recente accordo del G7 Finanze relativo al ridisegno delle regole di tassazione internazionale d’impresa, inquadrandolo nel più ampio processo negoziale in corso sotto l’egida G20/OCSE. In particolare, Maslennikov, anche attraverso il confronto tra i contenuti dell’accordo e quanto previsto nei Blueprint Reports pubblicati dall’OCSE a ottobre 2020, mette in luce alcuni aspetti positivi ma anche alcuni punti critici, che necessitano chiarimenti, dell’accordo.

La “proposta di sintesi” dell’OCSE per l’allocazione tra paesi dei profitti della multinazionali: piccoli pregi, grandi perplessità

Mikhail Maslennikov riflette sulla “proposta di sintesi“ del Segretariato OCSE sulla revisione delle regole di allocazione dei profitti di una multinazionale tra i diversi paesi in cui opera. La parziale accettazione da parte del Segretariato del principio della singola entità e del modello di tassazione unitaria, rileva Maslennikov, non permette di considerare la proposta all’altezza degli ambiziosi obiettivi del processo BEPS 2.0; infatti, ha un ambito di applicazione ridotto, è di elevata complessità e aumenta l’ incertezza per contribuenti e amministrazioni fiscali.