Michele Raitano è Professore Associato di Politica Economica nel Dipartimento di Economia e Diritto della Sapienza, Università di Roma e membro della Redazione del “Menabò di Etica e Economia. Ha recentemente pubblicato, con Maurizio Franzini e Elena Granaglia, "Dobbiamo preoccuparci dei ricchi? Le disuguaglianze estreme nel capitalismo contemporaneo", Il Mulino, 2014.

Anche l’evasione non è uguale per tutti: gli effetti dei paradisi fiscali sulla diseguaglianza

Paolo Paesani e Michele Raitano riflettono sui vantaggi che l’integrazione tra dati fiscali e campionari offre per misurare meglio la diseguaglianza e individuarne il rapporto con l’evasione fiscale. Riprendendo uno studio recente di Alstadsæter, Johanessen e Zucman – che fa uso anche micro-dati sulla ricchezza nascosta nei paradisi fiscali per stimare la distribuzione dell’evasione in Svezia, Norvegia e Danimarca – Paesani e Raitano sostengono che poiché l’evasione avvantaggia i più ricchi contrastarla equivale a ridurre le diseguaglianze.

La scuola italiana e il divario tra “ricchi” e “poveri”

Maurizio Franzini e Michele Raitano esaminano un recente studio pubblicato dall’OCSE che ha ricevuto molta attenzione e che è stato interpretato come la prova che la scuola italiana riduce i divari tra i figli dei ricchi e quelli dei poveri. Franzini e Raitano spiegano l’effettivo contenuto dello studio e perché esso non possa in alcun modo giustificare l’affermazione che la scuola italiana è “inclusiva”. Al contrario, altri dati mostrano che essa non lo è affatto e rischia di esserlo sempre meno, se alcune tendenze in atto non verranno contrastate.

L’impatto della crisi sulla disuguaglianza salariale in Italia

Michele Raitano presenta nuovi dati sull’evoluzione della disuguaglianza salariale fra i lavoratori dipendenti privati in Italia. Raitano mostra come, in un quadro di crescita pressoché continua della dispersione retributiva a partire dagli ultimi anni dello scorso secolo, la crisi abbia ulteriormente aggravato la disuguaglianza fra i lavoratori, soprattutto quando si tiene conto del rischio che individui precedentemente occupati scivolino in disoccupazione e, pertanto, smettano di percepire una retribuzione.

La classifica dei licei in Italia: i rischi dei ranking mal fatti

Michele Raitano discute dell’utilità e dei rischi dei ranking, sempre più diffusi, prendendo come esempio la classifica dei licei italiani recentemente prodotta dalla Fondazione Agnelli. Secondo i proponenti, la posizione delle scuole nella classifica rifletterebbe la loro capacità di formare buoni studenti universitari. Raitano mostra l’inadeguatezza dei criteri adottati a rappresentare quella capacità e mette in guardia contro le conseguenze negative per l’efficienza e l’equità di ranking basati su criteri di valutazione non appropriati.

Il piano d’azione del Governo sulle pensioni: luci, ombre e molti punti interrogativi

Michele Raitano esamina gli interventi del Governo sulle pensioni delineati nel recente accordo con le parti sociali. Raitano sostiene che l’APE rappresenta un miglioramento ma non risolve tutti i problemi creati dall’incremento dell’età pensionabile del 2011. Riguardo alle misure da definire nella cosiddetta “fase 2” al giudizio positivo sulle misure a tutela dei lavoratori appartenenti allo schema contributivo, si contrappongono le preoccupazioni per la volontà di prevedere ulteriori decontribuzioni e incentivi alla previdenza privata.

La diseguaglianza in Italia dipende dal divario Nord-Sud? Un rapido sguardo ai dati

Michele Raitano ricorda l’enfasi posta, di recente, sui divari territoriali come causa delle diseguaglianze complessive nei redditi e stima l’influenza che il divario Nord-Sud ha sull’alta diseguaglianza del nostro paese. La sua conclusione è che se si eliminassero del tutto i divari territoriali le diseguaglianze complessive si ridurrebbero di pochissimo, perché è molto alta la dispersione dei redditi all’interno delle varie aree. Sulla base di questi risultati, Raitano invita a non sottovalutare la complessità dei fenomeni alla base della diseguaglianza.

Il Jobs Act e il costo della nuova occupazione: una stima

Marta Fana e Michele Raitano si propongono di stimare quanto inciderà sul bilancio pubblico la decontribuzione sul costo del lavoro prevista dalla Legge di Stabilità per il 2015. A questo scopo, essi formulano diverse ipotesi su variabili rilevanti fini del calcolo, come la durata media dei nuovi contratti e la distribuzione delle retribuzioni. La conclusione alla quale giungono è che il costo lordo per il bilancio pubblico nel triennio di sgravio oscillerà, a seconda delle ipotesi, tra i 22 e i 14 miliardi.

Le molte ombre della proposta di decontribuzione strutturale

Michele Raitano discute la proposta di ridurre in modo strutturale il cuneo contributivo di 6 punti percentuali, pensata per incentivare le assunzioni con contratti a tempo indeterminato, per sostenere i consumi dei lavoratori e la previdenza integrativa, sottolineandone gli aspetti critici per la tutela dei futuri pensionati, per i costi a carico del bilancio pubblico e per gli effetti sulle scelte delle imprese. Secondo Raitano, così configurata, la decontribuzione potrebbe risolversi unicamente in una redistribuzione a favore delle imprese.

Spesa effettiva o fitto imputato? La non neutralità del modo di tenere conto della casa nelle analisi distributive

Michele Raitano confronta i diversi metodi utilizzati per includere l’abitazione di residenza nella valutazione del benessere economico individuale. Raitano, illustrando i risultati di un’analisi empirica riferita all’Italia, mostra come il metodo prescelto incida sensibilmente non soltanto sul valore degli indici di diseguaglianza e povertà ma anche sulla posizione occupata da individui e famiglie nella scala distributiva, con rilevanti conseguenze per l’individuazione dei potenziali contribuenti e beneficiari delle politiche redistributive.

La correzione attuariale delle pensioni in essere: da un principio condivisibile a una soluzione difettosa

Alla luce del dibattito che ha seguito la proposta di riforma delle pensioni da parte dell’INPS, in “Contrappunti” ripubblichiamo un contributo di Michele Raitano comparso sul n. 9 del Menabò che mostra i punti deboli dell’idea di ricalcolare le pensioni in pagamento applicando i principi della formula contributiva. Raitano sostiene che questa proposta, pur essendo ispirata a principi condivisibili, farebbe sorgere problemi di equità sorgerebbero se, come è previsto, venissero esentate le pensioni inferiori a una determinata soglia.