Maurizio Franzini è professore ordinario di Politica Economica nella Sapienza, Università di Roma e direttore del “Menabò di Etica e Economia”. Ha recentemente pubblicato "Disuguaglianze inaccettabili", Laterza 2013, e, con Elena Granaglia e Michele Raitano, "Dobbiamo preoccuparci dei ricchi? Le disuguaglianze estreme nel capitalismo contemporaneo", Il Mulino, 2014.

Università di serie A e studenti di serie B: avvertenze per l’uso dei ranking

Maurizio Franzini, partendo da un report dell’Economist sulla situazione delle Università nel mondo, esamina caratteristiche e funzioni delle classifiche globali delle Università. Basandosi anche su alcune evidenze prodotte dall’ Economist, Franzini teme che, per come sono oggi costruite, quelle classifiche possano penalizzare qualità della didattica e creazione di “capitale umano” e propone alcune riflessioni più generali sul ruolo che le classifiche, anche le meglio congegnate, dovrebbero avere nella definizione delle politiche universitarie.

La forza delle idee e quella degli interessi ai tempi del Crony Capitalism

Maurizio Franzini prendendo spunto dalla notizia che un ricercatore americano, sostenitore della tesi che il cambiamento climatico non esiste, ha ricevuto cospicui finanziamenti da imprese impegnate nella produzione di petrolio e carbone, propone alcune riflessioni sul rapporto tra idee e interessi. Ricordando la fiducia che Keynes e Weber avevano nella forza e nell’autonomia delle idee, Franzini si chiede se quella fiducia non rischi di essere meno giustificata nell’epoca del crony capitalism

Varoufakis vs Piketty ovvero la disuguaglianza e i suoi nemici

Maurizio Franzini dedica il “Contrappunto” a un articolo scritto da Varoufakis poco prima di diventare ministro delle Finanze nel nuovo governo greco, nel quale egli muove a Piketty l’accusa di essere, al di là delle apparenze, un nemico dell’egualitarismo. Franzini, dopo avere ricordato quali sono state le reazioni dei veri avversari dell’egualitarismo al libro di Piketty esamina gli argomenti con cui Varoufakis motiva la sua provocatoria tesi e si chiede se essi abbiano un fondamento.

Il gettone nell’iPhone e l’art. 18

Maurizio Franzini e Michele Raitano cercando anche di rispondere alla domanda formulata da Renzi alla “Leopolda” (“In questi anni, abbiamo discusso di che cosa sta dietro al mondo del lavoro o ci siamo limitati a un dibattito ideologico?”) analizzano le carriere dei lavoratori in Italia e trovano che sono caratterizzate da una notevole mobilità, anche per coloro ai quali l’art. 18 dovrebbe garantire il “posto fisso”. Appare, perciò, contraddetta l’ipotesi che il problema principale del nostro mercato del lavoro sia la sua rigidità e che essa dipenda dall’art. 18.

Piketty e la contraddizione fondamentale del capitalismo: r>g

Franzini esamina quella che Piketty chiama la “contraddizione fondamentale del capitalismo” e cioè la tendenza del tasso di rendimento sul patrimonio a eccedere il tasso di crescita del reddito. Dopo avere illustrato le implicazioni di questa eccedenza per la disuguaglianza e averne valutato criticamente l’importanza, Franzini illustra alcuni interventi in grado di contenere le disuguaglianze e, più specificamente, quelli che potrebbero permettere un riavvicinamento tra i due tassi.

Le tasse e la fuga dei ricchi

Maurizio Franzini esamina la diffusa opinione secondo cui i ricchi reagiscono all’aumento delle tasse trasferendo la propria residenza. Dopo avere ricordato, quali siano le conoscenze non aneddotiche di cui disponiamo sull’influenza che le tasse esercitano sulle decisioni dei ricchi di trasferirsi, Franzini si chiede se le migrazioni dei ricchi indotte da inasprimenti fiscali, anche quando avessero luogo, sono in grado di produrre conseguenze negative come la riduzione del gettito fiscale o il rallentamento della crescita economica.

La corruzione vista dagli studenti.
I risultati di un sondaggio nella Facoltà di Economia della Sapienza.

Maurizio Franzini e Michele Raitano presentano i risultati di un sondaggio condotto per l’occasione presso gli studenti della Facoltà di Economia della Sapienza. I suoi scopi principali erano: verificare quale sia la percezione che gli studenti hanno della diffusione della corruzione; quali esperienze dirette essi abbiano di questo fenomeno; quali misure essi ritengono più efficaci per contrastarlo e, soprattutto, quale sia la loro valutazione morale della corruzione e in che rapporto tale valutazione sia con i loro comportamenti.