Maurizio Franzini è professore ordinario di Politica Economica nella Sapienza, Università di Roma e direttore del “Menabò di Etica e Economia”. Ha recentemente pubblicato "Disuguaglianze inaccettabili", Laterza 2013, e, con Elena Granaglia e Michele Raitano, "Dobbiamo preoccuparci dei ricchi? Le disuguaglianze estreme nel capitalismo contemporaneo", Il Mulino, 2014.

La tassa sui robot: discutiamone

Maurizio Franzini riflette sulla cosiddetta “tassa sui robot” per far fronte al rischio di disoccupazione di cui si è discusso soprattutto dopo la favorevole presa di posizione di Bill Gates. Franzini dopo aver ricordato che la proposta è stata avanzata, e bocciata, nel Parlamento europeo, sostiene, anche richiamando studi recenti sugli effetti dei robot su occupazione e salari, che le reazioni generalmente negative verso la tassa sono basate su argomenti che non appaiono conclusivi e auspica che del problema da cui è nata la proposta si discuta al di fuori di opposti pregiudizi.

La scuola italiana e il divario tra “ricchi” e “poveri”

Maurizio Franzini e Michele Raitano esaminano un recente studio pubblicato dall’OCSE che ha ricevuto molta attenzione e che è stato interpretato come la prova che la scuola italiana riduce i divari tra i figli dei ricchi e quelli dei poveri. Franzini e Raitano spiegano l’effettivo contenuto dello studio e perché esso non possa in alcun modo giustificare l’affermazione che la scuola italiana è “inclusiva”. Al contrario, altri dati mostrano che essa non lo è affatto e rischia di esserlo sempre meno, se alcune tendenze in atto non verranno contrastate.

Un reddito da disuguale cittadinanza?

Maurizio Franzini e Elena Granaglia tornano sul tema del reddito di base. Dopo aver elencato alcune delle confusioni e delle false credenze che ricorrono in questo dibattito, Franzini e Granaglia illustrano le diverse ragioni che possono giustificare un reddito basato sulla condizione di cittadino, indipendentemente dallo stato di povertà e richiamano l’attenzione su alcune caratteristiche della società contemporanea che rendono urgente porsi il problema se istituire quello che potrebbe chiamarsi un reddito di disuguale cittadinanza.

Prove di società giusta: San Leucio, 228 anni fa

Maurizio Franzini ed Eleonora Romano, dopo essersi imbattuti nel Codice Leuciano, l’insieme di leggi voluto nel 1789 da Ferdinando IV di Borbone per la colonia reale di San Leucio, ne riassumono i contenuti in tema di società giusta, merito, disuguaglianze e riflettono sulla loro sorprendente modernità. In particolare, Franzini e Romano richiamano l’attenzione sulla concezione del merito e il suo rapporto con le condizioni di partenza, sulle preoccupazioni per le conseguenze di un’eccessiva disuguaglianza e sui compiti dello Stato in una società giusta.

Il bicameralismo danneggia l’economia? Sì, No, Boh!

Maurizio Franzini si interroga sulla solidità degli argomenti alla base della tesi secondo cui il referendum costituzionale avrà effetti negativi sull’economia in caso di vittoria del no e sostiene che le conseguenze economiche della riforma costituzionale, ed in particolare del superamento del bicameralismo, quand’anche fossero considerate un criterio appropriato di valutazione, sono troppo incerte – nell’intensità e nel segno – per basare su di esse il giudizio da dare sulla riforma. Franzini conclude suggerendo un criterio alternativo di valutazione.

L’efficienza è (soprattutto) una questione di contratti. Riflessioni intorno al premio Nobel per l’economia

Maurizio Franzini e Antonio Nicita illustrano nei suoi aspetti essenziali l’economia dei contratti che quest’anno è valsa il premio Nobel per l’economia a Hart e Holmström. Franzini e Nicita ricordano i molti ambiti ai quali essa si può applicare (incentivi, organizzazione dell’impresa, appalti pubblici, ecc.), i suoi elementi distintivi, il contributo che dà alla comprensione della realtà e al perseguimento dell’efficienza organizzativa. Nelle conclusioni, i due autori indicano anche alcune sue incompletezze.

Il talento e i suoi profeti

Maurizio Franzini prendendo spunto da alcune recentissime notizie su una delle misure che il governo intenderebbe inserire nel cosiddetto “studentact”, riflette sul fenomeno della caccia ai talenti che sembra farsi sempre più intensa. Franzini, dopo avere ricordato l’origine del termine e l’influenza che sulla sua odierna accezione ha avuto l’evangelica “parabola dei talenti”, richiama alcuni episodi che testimoniano dell’intensificarsi di questa caccia e manifesta i propri dubbi sugli esiti ai quali potrà condurre.

I vantaggi della lungimiranza. Precauzione e terremoti

Marcello Basili e Maurizio Franzini illustrano le ragioni per le quali è razionale investire risorse per prevenire e limitare i danni dei terremoti. Dopo aver mostrato che l’entità dei costi sostenuti per la sola ricostruzione nelle zone colpite dai recenti terremoti è simile a quella necessaria per migliorare la resistenza sismica su tutto il territorio nazionale, illustrano le caratteristiche – e tutti i vantaggi – di una strategia di prevenzione imperniata su assicurazioni obbligatorie e mutui agevolati

Il consumatore pigro e la concorrenza nel mercato dell’elettricità e del gas

Marcello Basili e Maurizio Franzini dopo avere ricordato che la “mano invisibile” della concorrenza per produrre esiti favorevoli al benessere sociale necessita di varie condizioni, tra le quali la razionalità e la perfetta informazione dei consumatori, si chiedono se questa condizione sia soddisfatta, e come potrebbe esserlo, nei mercati del gas e dell’elettricità dove, proprio con l’obiettivo di realizzare i vantaggi attribuiti alla concorrenza, è prevista l’eliminazione del Regime di Maggior Tutela del consumatore e la piena liberalizzazione.

Meno crescita e più disuguaglianza: effetti (straordinari) delle politiche neoliberiste secondo il FMI

Maurizio Franzini riflette su una recente pubblicazione del Fondo Monetario Internazionale che ha avuto grande risonanza per il suo giudizio negativo su alcune politiche neoliberisti sostenute in passato dallo stesso FMI. Franzini richiama l’attenzione sull’importanza delle tesi presentate e le collega a precedenti lavori dello stesso FMI sostenendo che, al di là dei problemi di coerenza di quest’ultimo, si viene componendo un quadro di conoscenze potenzialmente molto utile per andare oltre gli errori del passato.