Ricercatore presso l'Inapp, insegna Strumenti e metodi di valutazione delle politiche alla Sapienza di Roma. In passato è stato responsabile della Struttura Lavoro e Professioni e ha diretto l’Area Analisi e Valutazione delle politiche per l’occupazione dell’Isfol; è stato membro della Commissione per la valutazione delle politiche di incentivo agli investimenti presso il Ministero delle attività produttive. I suoi ambiti di ricerca riguardano la valutazione delle politiche pubbliche, l’economia del lavoro e del capitale umano.

Comunicazione di servizio alle famiglie della provincia di Cuneo: studiare non serve

Marco Centra si occupa del recente consiglio del presidente della Confindustria della provincia di Cuneo alle famiglie: rinunciare all’istruzione superiore per i propri figli, per accrescere le loro opportunità nel mercato del lavoro. Centra sostiene, al contrario, che l’investimento in istruzione dà un rendimento nell’intero arco della vita e che, visto l’ancora elevato deficit di laureati e diplomati rispetto all’Europa, l’Italia si allontanerebbe sempre più dalla frontiera dello sviluppo tecnologico e produttivo se venisse disincentivata l’istruzione dei giovani.

Fuori dal tunnel? Cosa si nasconde nelle pieghe della ripresa dell’economia italiana

Marco Centra e Dario Guarascio analizzano i recenti dati macroeconomici che segnalano una ripresa dell’economia italiana. Mettendo a confronto Pil, occupazione, ore lavorate, salari, produttività e contratti di lavoro,Centra e Guarascio individuano, però, alcune fragilità strutturali che consigliano grande cautela nel valutare l’attuale fase di ripresa. In particolare, Centra e Guarascio temono che tali fragilità pongano in modo durevole l’economia italiana su una traiettoria di “poor o precarious-job growth” piuttosto che di “jobless growth”.