Luca Salvatici, professore ordinario di Politica economica, presso il Dipartimento di Economia dell’Università degli Studi Roma Tre, è membro del Comitato di redazione della rivista Economía Agraria y Recursos Naturales, coordinatore del Dottorato in Economia dell’Università Roma Tre. E’ membro dell’International Trade Research Consortium ed è stato consulente per varie agenzie internazionali: The World Bank, Food and Agriculture Organization of the United Nations, Parlamento Europeo, German Marshal Fund, International Food Policy Research Institute. Tra le sue pubblicazioni più recenti: “Brexit and global value chains: ‘No-deal’ is still costly” (con Ilaria Fusacchia and L. Alan Winters), UKTPO Briefing Paper, 2019; “On the effects of EU trade policy: agricultural tariffs still matter” (con Maria Cipollina), European Review of Agricultural Economics, 2020.

I possibili effetti del COVID-19 (e delle politiche per contenerli) sulle catene globali del valore italiane

Ilaria Fusacchia e Luca Salvatici osservano che sul valore delle esportazioni italiane incidono molto input esteri la cui fornitura è messa in pericolo dalle politiche anti-virus. Ciò potrà richiedere di limitare i rischi relativi a questi approvvigionamenti, ma la produzione autarchica è una pericolosa illusione. Inoltre, vista l’importanza dell’UE per le esportazioni italiane, come mercato finale e come piattaforma verso altre destinazioni, le aziende esportatrici possono beneficiare delle politiche fiscali espansive dei paesi dell’UE.

La legge del più forte? A proposito dei dazi di Trump

Luca Salvatici e Fabrizio De Filippis si occupano degli interventi di politica commerciale attuati o minacciati dal Presidente Trump mettendone in evidenza gli elementi di rottura rispetto al modello di governance multilaterale dei decenni precedenti. Salvatici e De Filippis sostengono che queste evoluzioni accrescono i rischi di guerre commerciali con conseguenze negative non limitate ai soli paesi e settori inizialmente coinvolti e che, in un simile scenario, l’interesse dell’Italia è al mantenimento di una posizione negoziale comune da parte dell’Unione europea.