Luca Salvatici, professore ordinario di Politica economica nell’Università degli Studi Roma Tre, è membro del Comitato di redazione della rivista Economía Agraria y Recursos Naturales ed Editor del NEP report on International Trade. E’ membro dell’International Trade Research Consortium ed è stato consulente per varie agenzie Internazionali. Tra le sue pubblicazioni più recenti: “Controllo delle emissioni climalteranti e catene globali del valore” (con V. Costantini, I. Fusacchia e E. Paglialunga), Rivista di Politica economica, 1-2021; “An assessment of import tariff costs for Italian exporting firms” (con A. Antimiani e I. Fusacchia), Economia politica 38, 2021.

La carbon tariff: un male necessario ma (sperabilmente) transitorio

Luca Salvatici ricorda che l’azione “Fit for 55” proposta di recente dalla Commissione Europea per ridurre le emissioni prevede anche una compensazione doganale (CBAM) su alcune importazioni ad alta intensità di carbonio. Salvatici, riconosce le motivazioni alla base della proposta, ma evidenzia le difficoltà pratiche e politiche relative alla sua applicazione e sostiene che sarebbe preferibile un accordo globale per internalizzare le esternalità ambientali derivanti dalle emissioni di carbonio.

I possibili effetti del COVID-19 (e delle politiche per contenerli) sulle catene globali del valore italiane

Ilaria Fusacchia e Luca Salvatici osservano che sul valore delle esportazioni italiane incidono molto input esteri la cui fornitura è messa in pericolo dalle politiche anti-virus. Ciò potrà richiedere di limitare i rischi relativi a questi approvvigionamenti, ma la produzione autarchica è una pericolosa illusione. Inoltre, vista l’importanza dell’UE per le esportazioni italiane, come mercato finale e come piattaforma verso altre destinazioni, le aziende esportatrici possono beneficiare delle politiche fiscali espansive dei paesi dell’UE.

La legge del più forte? A proposito dei dazi di Trump

Luca Salvatici e Fabrizio De Filippis si occupano degli interventi di politica commerciale attuati o minacciati dal Presidente Trump mettendone in evidenza gli elementi di rottura rispetto al modello di governance multilaterale dei decenni precedenti. Salvatici e De Filippis sostengono che queste evoluzioni accrescono i rischi di guerre commerciali con conseguenze negative non limitate ai soli paesi e settori inizialmente coinvolti e che, in un simile scenario, l’interesse dell’Italia è al mantenimento di una posizione negoziale comune da parte dell’Unione europea.