Gilberto Seravalli è membro del collegio dei docenti del dottorato in Studi Urbani del Gran Sasso Science Institute, già ordinario di Economia dello Sviluppo nell’ Università di Parma.

A che punto è la “ripresa”?

Gilberto Seravalli si interroga sulla dinamica della ripresa economica nei paesi avanzati dopo la crisi del 2008 e sostiene che, al riguardo, il termine di riferimento più appropriato, al di là di scelte spesso di convenienza, è lo scostamento rispetto alla dinamica del trend, corretto, però, per tenere conto della crisi. L’esame di questo scostamento, in particolare con riferimento all’occupazione e alle ore lavorate, mostra che in diversi paesi (tra i quali l’Italia) la ripresa è assai debole se non del tutto assente

Invertire il declino italiano: il ruolo delle istituzioni

Gilberto Seravalli si interroga sul ruolo che le istituzioni dovrebbero avere per rianimare un’economia stagnante e sostiene che alla diffusa ricetta “più concorrenza, meno conflitto, più capacità di comando” un’importante letteratura suggerisce di sostituire quella che prevede “più confronto anche conflittuale tra modi di vedere e più sperimentalismo per adottare soluzioni che funzionano davvero”. Il modo in cui Venezia affrontò tra il XIV e il XVII secolo il problema della laguna è, secondo Seravalli, un buon esempio di applicazione di questa ricetta

Sulla crisi dei partiti (parte seconda)

Questo numero del Menabò si apre con l’articolo di Gilberto Seravalli e Alberto Schena che completano la loro riflessione, avviata sul Menabò del 17 novembre 2014, sulla crisi dei partiti nel corso della quale confrontano la posizione di Adriano Olivetti con quella di Fabrizio Barca sostenendo che esse presentano sorprendenti punti di contatto. In particolare, ad accomunarle sarebbe sia l’enfasi posta sulla partecipazione dal basso sia, e soprattutto, la richiesta ai politici di una moralità che non si esaurisce nell’onestà e nella competenza.

Sulla crisi dei partiti

Gilberto Seravalli e Alberto Schena affrontano il tema della crisi dei partiti, in un lungo contributo di cui qui pubblichiamo la prima parte. Essi osservano che Adriano Olivetti 70 anni fa e Fabrizo Barca oggi, di fronte alla crisi della democrazia, hanno proposto radicali riforme. Pur molto diverse (ad es. Barca non vuole abolire i partiti come Olivetti, ma li vorrebbe drasticamente riformati) le due proposte hanno sorprendenti punti di contatto. In entrambe, è centrale sia il ruolo della partecipazione dal basso sia, e soprattutto, la moralità dei politici, che deve essere “speciale”, andando oltre l’onestà e la competenza.

Lavoro precario e declino italiano

Gilberto Seravalli riprende l’idea alla base della teoria dei salari di efficienza – secondo cui l’efficienza dei lavoratori è positivamente influenzata dai salari e dalle condizioni di lavoro – e sostiene che la deludente dinamica della produttività totale dei fattori che da tempo caratterizza l’economia italiana sia da attribuire in buona parte alla de-regolazione del mercato del lavoro.