Francesco Bloise è dottorando in Economia e Finanza alla Sapienza, Università di Roma.

L’andamento di lungo periodo della distribuzione salariale in Italia

F. Bloise, R. Fantozzi, M. Raitano e C.A. Ricci, facendo uso dei microdati del dataset amministrativo LoSaI dell’INPS, indagano l’evoluzione negli ultimi trent’anni della disuguaglianza delle retribuzioni da lavoro dipendente nel settore privato in Italia. Gli autori rilevano che i percentili della distribuzione dei salari (sia annuali che settimanali) hanno registrato, fra il 1985 e il 2014 andamenti divergenti, favorendo relativamente i più abbienti, e ciò si è riflesso in una netta crescita della disuguaglianza retributiva e nell’emergere di fenomeni di polarizzazione fra i cosiddetti working poor e working rich.

Redditi da capitale e redditi da lavoro: quale influenza sulla disuguaglianza complessiva?

Teresa Barbieri e Francesco Bloise presentano alcuni risultati contenuti nel loro contributo al recente volume “Il mercato rende diseguali?”, pubblicato da Il Mulino e curato da M. Franzini e M. Raitano. Barbieri e Bloise analizzano l’importanza relativa delle diverse fonti di reddito – da capitale, da lavoro autonomo e da lavoro dipendente – nella spiegazione della complessiva disuguaglianza nei redditi di mercato, mettendo in luce sia importanti differenze tra paesi sia le tendenze in atto al loro interno.

I divari di ricchezza tra uomini e donne in Italia: i risultati di un recente studio

Francesco Bloise esamina un recente studio di Giovanni D’Alessio, basato sull’indagine sui bilanci delle famiglie della Banca d’Italia, sui divari di ricchezza tra uomini e donne in Italia. Ricostruendo la ricchezza individuale a partire da quella familiare e da numerose altre informazioni, lo studio mostra che i divari tra uomini e donne sono elevati nel caso della ricchezza finanziaria e meno pronunciati, ma sempre importanti, per le attività immobiliari. Inoltre, i divari di ricchezza netta, pur molto elevati, sembrano in diminuzione negli ultimi 25 anni.

La ricchezza e la mobilità intergenerazionale in Italia: una stima

Francesco Bloise si occupa di trasmissione intergenerazionale della disuguaglianza utilizzando la ricchezza invece che – come si usa fare – il reddito. Dopo aver spiegato i vantaggi di questo approccio Bloise, utilizzando i dati dell’indagine della Banca d’Italia, mostra che nel nostro paese la trasmissione intergenerazionale della ricchezza è elevata – e, a causa di alcune limitazioni dei dati, nella realtà potrebbe essere ancora più elevata – e che i trasferimenti diretti di ricchezza tra le generazioni hanno un ruolo rilevante in questa trasmissione.

La mobilità sociale in Europa: nuove evidenze empiriche e suggerimenti di policy

Teresa Barbieri e Francesco Bloise esaminano un recente rapporto dell’Eurofound che analizza i livelli e le tendenze della mobilità sociale in Europa attraverso l’associazione tra lo status socio-economico dei genitori e quello dei figli da adulti. Barbieri e Bloise illustrano le metodologie utilizzate nel rapporto, sintetizzano i principali risultati raggiunti – mettendone in luce gli aspetti di novità, soprattutto nella prospettiva di genere – e elencano le principali politiche per l’uguaglianza delle opportunità.

Accrescere la produttività e ridurre le disuguaglianze: l’OCSE indica la strada

Teresa Barbieri e Francesco Bloise analizzano il capitolo dell’ultimo Economic Outlook dell’OCSE dedicato all’analisi dei rapporti tra andamento della produttività e disuguaglianze e alla valutazione degli effetti che diversi interventi di policy possono avere su di esse. Dopo aver presentato i principali risultati, alcuni dei quali ancora provvisori, Barbieri e Bloise sottolineano l’importanza di una ricerca diretta a individuare politiche che siano in grado di sostenere la produttività e contenere le disuguaglianze.

Chi sono i lavoratori più ricchi? Un ritratto dei top 1 per cento in Europa

Teresa Barbieri e Francesco Bloise esaminano una recente pubblicazione dell’OCSE che analizza le caratteristiche socio-demografiche e occupazionali dei cosiddetti “top-earner” in Europa, cioè di coloro che si trovano nel top 1 per cento della distribuzione dei redditi da lavoro dipendente. Barbieri e Bloise sintetizzano i risultati dello studio sulle caratteristiche dello status occupazionale e sull’importanza del titolo di studio e del genere, sottolineando gli elementi comuni ai vari paesi ma anche alcune significative differenze.

Schiavitù moderna: la difficile misurazione di un drammatico problema

Teresa Barbieri e Francesco Bloise esaminano il recente Global Slavery Index, un rapporto che ci accompagna nei luoghi dove esiste ancora oggi l’orrore della schiavitù. Dopo avere ricordato quale sia la definizione di schiavitù adottata nel Rapporto, Barbieri e Bloise riportano i dati sulla sua distribuzione geografica e, soprattutto, si soffermano sulla stima contenuta nel Rapporto secondo cui gli schiavi oggi sarebbero 36 milioni e illustrano alcune debolezze di tale stima sotto il profilo dell’affidabilità metodologica.

Sradicare la povertà estrema: un obiettivo “a portata di mano”?

Teresa Barbieri e Francesco Bloise ci accompagnano nel mondo della miseria estrema, riportando le ultime stime della Banca Mondiale secondo le quali la povertà a livello globale si sta riducendo. Barbieri e Bloise dopo avere ricordato come viene definita la povertà, presentato i dati e illustrano alcuni problemi metodologici che si pongono nella loro costruzione. Su queste basi, Barbieri e Bloise elencano alcuni motivi per i quali occorre cautela nel valutare queste tendenze e nel considerarle tali da prefigurare un futuro non lontano nel quale la povertà sarà sradicata.

L’Olimpo dei super-ricchi è sempre più affollato

Teresa Barbieri e Francesco Bloise analizzano l’annuale lista dei miliardari globale stilata dalla rivista Forbes e dopo aver sottolineato che l’esercito dei super-ricchi è in continua crescita, si interrogano sul modo in cui queste ricchezze sono state accumulate. A questo scopo, Barbieri e Bloise utilizzano l’ indice proposto da Forbes per cogliere in che misura i super-ricchi “si sono fatti da sé”. Valutando criticamente questo indice, Barbieri e Bloise suggeriscono che la parabola del self-made man possa non bastare per ritenere socialmente accettabili ricchezze così ingenti.