Francesca Rigotti, filosofa e saggista, insegna nell’Università della Svizzera italiana di Lugano, ed è stata docente a Göttingen, Princeton e Zurigo. Si occupa di procedure metaforiche e simboliche sedimentate nel pensiero filosofico, nel ragionamento politico e nell’esperienza della vita quotidiana. Collabora con vari media italiani e svizzeri. Tra i suoi libri più recenti, Una donna per amico, con Anna Longo (Napoli-Salerno 2016); Manifesto del cibo liscio (Novara 2015); Onestà (Milano 2014); Nuova filosofia delle piccole cose, Novara 2013; con Duccio Demetrio, Senza figli. Una condizione umana (Milano 2012). È stata insignita del «Premio Standout Woman Award International» Edizione 2016.

Il politicamente corretto, le donne, i migranti, l’eguaglianza, i diritti e altro ancora

Francesca Rigotti riflette sul «politicamente corretto». Dopo aver esaminato le critiche di cui è stato oggetto, da destra e da sinistra, per alcuni eccessi grotteschi, Rigotti invita a non cadere nella trappola retorica della «fallacia dello spaventapasseri», cioè nel caricare le posizioni dell’avversario di caratteristiche aberranti, distorte e caricaturali, accanendosi contro queste per confutare quelle e sostiene che il problema non sono le politiche del «politicamente corretto» o del multiculturalismo ma la disuguaglianza e l’oppressione.

Etica del cibo

Francesca Rigotti affronta il tema dell’etica del cibo. Dopo aver premesso che essa si articola oggi soprattutto lungo le coordinate di «scarsità» ed «eccesso», «fame» e «spreco», «carestia» e «abbondanza», Rigotti chiarisce che l’etica del cibo abbraccia aspetti pubblici e privati, dalle questioni di scelta alimentare individuale alle decisioni di carattere istituzionale e sostiene che essa ingloba, oltre che questioni di quantità, problemi di qualità, nonché di attenzione all’impatto ambientale nel promuovere l’accesso globale al cibo sano, buono, giusto.

Conoscere la povertà per combatterla: un excursus storico

Francesca Rigotti riflette sulla storia della povertà e delle politiche per contrastarla basandosi sugli argomenti presentati dal politologo tedesco Philipp Lepenies nel suo recentissimo Armut. Ursachen, Formen, Auswege. Rigotti si sofferma, in particolare, sull’idea centrale del volume, secondo la quale la definizione precisa della povertà e la sua misurazione sono serviti ad allontanare l’idea che la povertà sia un destino o che derivi dalla «poca voglia di lavorare» e a favorire l’affermarsi di politiche dirette a contrastarla.

La tragedia dei profughi e la filosofia

Francesca Rigotti commenta uno studio tedesco che affronta temi di rilievo filosofico relativamente alla questione dei profughi: la distinzione tra rifugiati politici e migranti economici; il soggetto dell’origine regionale, culturale e religiosa dei profughi, come pure quello riguardante il senso del «noi» della domanda: la prospettiva da assumere è solo locale, europea, internazionale? Rigotti discute, inoltre, la questione di un possibile ma non (ancora?) esistente diritto universale alla libertà di movimento e di insediamento.