Elisabetta Magnani è Associate Professor all'Australian School of Business di Sydney

La pandemia nelle città a Nord e Sud del mondo: il presente e il futuro

Elisabetta Magnani riflette sui complessi rapporti tra le città e la pandemia, prestando particolare attenzione alle differenze, anche sotto questo aspetto, tra Nord e Sud del mondo. Magnani ricorda che, ovunque, la crescita economica si è accompagnata a una forte tendenza verso l’urbanizzazione e che quest’ultima è intrecciata con le disuguaglianze. La pandemia, che inizialmente ha colpito soprattutto le città, può avere, anche per il suo impatto sulla povertà e le disuguaglianze, effetti molto rilevanti su quella tendenza, ma ben diversi tra Nord e Sud del mondo.

“La legge fondamentale dell’umanità è l’interdipendenza”. Implicazioni per i sistemi sanitari ai tempi del Covid-19

Elisabetta Magnani, dopo aver ricordato quanto siano rilevanti, sotto molteplici aspetti, le disuguaglianze di salute nel determinare gli effetti della pandemia da COVID-19, si sofferma sui rischi che pongono al mondo intero i sistemi sanitari dei paesi poveri, che possono essere visti come l’anello debole di una catena globale. Da ciò Magnani deduce, in accordo con alcuni appelli internazionali, l’urgenza di una politica di aiuti che permetta di intervenire a sostegno dei sistemi sanitari dei paesi più poveri.

Globalizzazione, lavoro e disuguaglianza: il ruolo delle catene globali del valore

Elisabetta Magnani illustra alcune conseguenze sul lavoro e sulle disuguaglianze dei modelli produttivi basati sulle catene globali del valore, molto diffusi con la globalizzazione. Dopo avere illustrato le caratteristiche di tali modelli – in particolare la segmentazione della produzione in fasi localizzate in aree geografiche distanti – ed il ruolo che in essi svolgono le Piccole e Medie Imprese, Magnani individua i meccanismi attraverso cui essi possono incidere sulle disuguaglianze e sulla “qualità” del lavoro, sia salariato che imprenditoriale.

Verso una prosperità armata? Riflessioni sull’economia della guerra

Elisabetta Magnani richiama la nostra attenzione sull’evoluzione delle spese militari e sul ruolo della produzione e vendita di armi nell’attuale fase di sviluppo delle economie avanzate. Dopo aver illustrato alcuni dati sull’ampiezza di questo settore nei maggiori paesi nonché sull’entità e le principali destinazioni delle sue esportazioni, Magnani riflette sul ruolo della spesa militare nel contrastare i problemi di domanda aggregata mettendo in rilievo anche l’importanza dell’uso privato di armi, sostenuto da una domanda di sicurezza che in realtà produce insicurezza.

Dalla casa alla strada: gli homeless e le rendite (altrui)

Lisa Magnani si occupa dei senzatetto a livello mondiale. Dopo aver documentato le dimensioni preoccupanti che questo fenomeno sta assumendo, anche in aree geografiche ricche, Magnani fornisce elementi per comprendere le ragioni che ne sono alla base. In particolare, Magnani richiama l’attenzione sui prezzi crescenti delle case, collegati alla presenza di rendite, e sull’indebitamento delle famiglie che contribuisce alla vulnerabilità di molte di esse e che è determinato anche dai redditi bassi che si formano nel mercato del lavoro.

Possiamo fidarci della Finanza Sociale?

Elisabetta Magnani riflette sulla Finanza Sociale che è in rapidissima crescita soprattutto negli Stati Uniti, in Europa e in Australia. Dopo aver ricollegato il suo sviluppo al progressivo abbandono dell’idea di un welfare state che sia effettivamente in grado di rispondere alle grandi domande sociali ed economiche dei nostri tempi, Magnani valuta criticamente il ruolo della Finanza Sociale, i suoi strumenti e le sue prospettive, anche alla luce delle origini storiche dei problemi che essa dovrebbe risolvere.

La stabilità politica del mondo (cinese) passa attraverso il Mare Cinese meridionale

Elisabetta Magnani esamina la tesi secondo cui il centro geopolitico del mondo si starebbe spostando verso Est, cosicché il 21° secolo sarebbe il “Secolo del Pacifico”, e a tal spostamento collega alcuni eventi verificatisi di recente nel Mare Cinese meridionale. Magnani sostiene che alle tendenze favorevoli all’affermarsi del “Secolo del Pacifico” se ne affiancano altre che rivelano tensioni interne al Pacifico e che hanno come attore principale la Cina, fortemente interessata ad assicurarsi, per ragioni economiche, il controllo di quel mare.

Il mercato, la concorrenza e l’Università. Riflessioni australiane sul modello USA

Elisabetta Magnani ricostruisce l’evoluzione recente del sistema universitario australiano soffermandosi sulle modalità di finanziamento e sul costo sopportato dalle famiglie per l’istruzione universitaria, che è divenuto notevole dopo lunghi anni di sostanziale gratuità. Magnani collega questo cambiamento alla convinzione di alcuni che il vecchio sistema di finanziamento ostacolasse la nascita di una Harvard australiana e, dunque, alla preferenza per un modello di tipo statunitense rispetto al quale formula diverse osservazioni critiche

I mercati e il cambiamento climatico: il codice economico-finanziario del COP21

Elisabetta Magnani rivolge la propria attenzione alla recente Conferenza di Parigi sul cambiamento climatico e dopo aver elencato i principali risultati raggiunti, ricorda che obiettivo della Conferenza era soprattutto quello di creare le condizioni per un effetto-valanga capace di accrescere l’efficacia dei piani nazionali di riduzione delle emissioni e sottolinea che questo effetto dipende dal coinvolgimento dei privati e, in particolare, dei mercati finanziari. Magnani si chiede se questi mercati potranno svolgere questo compito senza creare una crisi finanziaria sistemica.

Le liberalizzazioni della Cina, le speranze dell’Occidente e l’euforia dell’ubriaco

Elisabetta Magnani si occupa della recente svalutazione dello yuan cinese collocandola nel contesto delle riforme dirette a liberalizzare i mercati finanziari di quel paese e delle speranze che quelle riforme hanno alimentato in Occidente e nei paesi più vicini. Dopo avere illustrato le ragioni della scelta delle autorità cinesi, Magnani si sofferma sul rapporto tra la svalutazione e la liberalizzazione finanziaria cinese, richiamando l’attenzione sui rischi che essa comporta anche per il resto del mondo.