Elisabetta Magnani è Associate Professor all'Australian School of Business di Sydney

Dalla casa alla strada: gli homeless e le rendite (altrui)

Lisa Magnani si occupa dei senzatetto a livello mondiale. Dopo aver documentato le dimensioni preoccupanti che questo fenomeno sta assumendo, anche in aree geografiche ricche, Magnani fornisce elementi per comprendere le ragioni che ne sono alla base. In particolare, Magnani richiama l’attenzione sui prezzi crescenti delle case, collegati alla presenza di rendite, e sull’indebitamento delle famiglie che contribuisce alla vulnerabilità di molte di esse e che è determinato anche dai redditi bassi che si formano nel mercato del lavoro.

Possiamo fidarci della Finanza Sociale?

Elisabetta Magnani riflette sulla Finanza Sociale che è in rapidissima crescita soprattutto negli Stati Uniti, in Europa e in Australia. Dopo aver ricollegato il suo sviluppo al progressivo abbandono dell’idea di un welfare state che sia effettivamente in grado di rispondere alle grandi domande sociali ed economiche dei nostri tempi, Magnani valuta criticamente il ruolo della Finanza Sociale, i suoi strumenti e le sue prospettive, anche alla luce delle origini storiche dei problemi che essa dovrebbe risolvere.

La stabilità politica del mondo (cinese) passa attraverso il Mare Cinese meridionale

Elisabetta Magnani esamina la tesi secondo cui il centro geopolitico del mondo si starebbe spostando verso Est, cosicché il 21° secolo sarebbe il “Secolo del Pacifico”, e a tal spostamento collega alcuni eventi verificatisi di recente nel Mare Cinese meridionale. Magnani sostiene che alle tendenze favorevoli all’affermarsi del “Secolo del Pacifico” se ne affiancano altre che rivelano tensioni interne al Pacifico e che hanno come attore principale la Cina, fortemente interessata ad assicurarsi, per ragioni economiche, il controllo di quel mare.

Il mercato, la concorrenza e l’Università. Riflessioni australiane sul modello USA

Elisabetta Magnani ricostruisce l’evoluzione recente del sistema universitario australiano soffermandosi sulle modalità di finanziamento e sul costo sopportato dalle famiglie per l’istruzione universitaria, che è divenuto notevole dopo lunghi anni di sostanziale gratuità. Magnani collega questo cambiamento alla convinzione di alcuni che il vecchio sistema di finanziamento ostacolasse la nascita di una Harvard australiana e, dunque, alla preferenza per un modello di tipo statunitense rispetto al quale formula diverse osservazioni critiche

I mercati e il cambiamento climatico: il codice economico-finanziario del COP21

Elisabetta Magnani rivolge la propria attenzione alla recente Conferenza di Parigi sul cambiamento climatico e dopo aver elencato i principali risultati raggiunti, ricorda che obiettivo della Conferenza era soprattutto quello di creare le condizioni per un effetto-valanga capace di accrescere l’efficacia dei piani nazionali di riduzione delle emissioni e sottolinea che questo effetto dipende dal coinvolgimento dei privati e, in particolare, dei mercati finanziari. Magnani si chiede se questi mercati potranno svolgere questo compito senza creare una crisi finanziaria sistemica.

Le liberalizzazioni della Cina, le speranze dell’Occidente e l’euforia dell’ubriaco

Elisabetta Magnani si occupa della recente svalutazione dello yuan cinese collocandola nel contesto delle riforme dirette a liberalizzare i mercati finanziari di quel paese e delle speranze che quelle riforme hanno alimentato in Occidente e nei paesi più vicini. Dopo avere illustrato le ragioni della scelta delle autorità cinesi, Magnani si sofferma sul rapporto tra la svalutazione e la liberalizzazione finanziaria cinese, richiamando l’attenzione sui rischi che essa comporta anche per il resto del mondo.

La crisi finanziaria globale, l’occupazione nei paesi in via di sviluppo e le disuguaglianze globali

Elisabetta Magnani si occupa degli effetti che la crisi finanziaria globale ha prodotto sull’occupazione e sulle condizioni del lavoro nei paesi in via di sviluppo e, anche per questa via, sulle disuguaglianze globali. Dopo aver sottolineato che la conoscenza di questi effetti è ancora largamente carente, Magnani individua alcuni canali attraverso i quali l’instabilità finanziaria può aggravare la vulnerabilità dei lavoratori più deboli dei paesi emergenti e ne sottolinea l’importanza per il disegno di politiche che possano contrastare questi effetti

L’economia verde, la transizione ecologica e il lavoro: considerazioni a partire dall’esperienza dell’ Australia e della Cina.

Elisabetta Magnani dà conto della recente posizione del governo australiano, del tutto negativa rispetto alle politiche di contrasto del cambiamento climatico e di transizione ecologica. Anche richiamando il più articolato dibattito presente in Cina, Magnani affronta il tema cruciale del trade-off tra ambiente e lavoro e sottolinea come la green economy non garantisca la creazione di posti di lavoro in grado di assicurare equità e dignità ai lavoratori.

Harvard in Australia: gli ambiziosi e rischiosi programmi del nuovo governo conservatore

Elisabetta Magnani illustra il progetto di riforma delle Università presentato dal nuovo governo conservatore australiano. Magnani richiama le origini culturali di quel progetto e ne sottolinea oltre alle grandi ambizioni i rischi, che possono mettere in pericolo uno dei pilastri su cui si è basato il contratto sociale australiano e cioè l’inclusione e l’accesso ai benefici della crescita.