Dario Guarascio è ricercatore e responsabile della struttura "Strumenti e metodologie per le competenze e le transizioni" presso l'Istituto Nazionale per l'Analisi delle Politiche Pubbliche (INAPP). In precedenza, è stato assegnista presso la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. I suoi interessi di ricerca riguardano l'economia dell'innovazione, la politica industriale, l’economia europea ed il mercato del lavoro.

La crisi pandemica e la necessità di riformare gli ammortizzatori sociali

Dario Guarascio analizza i limiti del sistema di protezione sociale messi in evidenza dalla crisi pandemica e sintetizza la proposta di riforma degli ammortizzatori sociali avanzata dalla Commissione del Ministero del Lavoro. Tale proposta ha delineato i contorni di un intervento che ridisegni gli ammortizzatori sociali, sia quelli in costanza di rapporto di lavoro sia quelli in carenza di occupazione, in modo che tutti possano accedere alle stesse prestazioni, e di uguale durata, per le stesse causali.

Cambiamento tecnologico e preferenze degli italiani per schemi di sostegno al reddito

Dario Guarascio e Stefano Sacchi analizzano la relazione tra l’esposizione al rischio di sostituzione del lavoro da parte delle macchine e le preferenze degli italiani nei confronti di due misure chiave di sostegno al reddito, il reddito minimo e quello di base. L’indagine da essi condotta mostra come l’esposizione al rischio tecnologico sia correlata con il sostegno sia al reddito minimo che a quello di base; inoltre, questa relazione viene rafforzata dalla percezione del rischio nel caso del reddito di base.

L’Intelligenza Artificiale: un’arma contro la pandemia

Valerio D’Andrea e Dario Guarascio analizzano il ruolo che l’Intelligenza Artificiale può svolgere nel contrasto della pandemia e illustrano l’uso, anche sorprendente, che di essa è stato fatto in ambito diagnostico, terapeutico e di salute pubblica in Cina e in Corea del Sud. D’Andrea e Guarascio pongono anche l’enfasi sul possibile conflitto che, con l’uso dell’Intelligenza Artificiale, può sorgere tra capacità tecnologica-organizzativa degli Stati e tutela dei diritti individuali, indicando vie di conciliazione compatibili con i sistemi democratici occidentali.

Volti e risvolti della pandemia: dalla stratificazione dei rischi alle classi sociali

Armanda Cetrulo, Dario Guarascio e Maria Enrica Virgillito, in un articolo che ripubblichiamo, analizzano gli effetti differenziati che la pandemia sta avendo sulla forza lavoro, concentrandosi in particolare sulla diversa distribuzione dei rischi di natura occupazionale, reddituale e sanitaria nonché sulla diversa possibilità, per le varie professioni, di accedere al lavoro da remoto. Gli autori mettono anche in risalto l’intreccio che sussiste tra eterogeneità occupazionale e dimensione di genere.

Volti e risvolti della pandemia: dalla stratificazione dei rischi alle classi sociali

Armanda Cetrulo, Dario Guarascio e Maria Enrica Virgillito, facendo uso della nozione di co-pandemia, analizzano gli effetti differenziati che la pandemia sta avendo sulla forza lavoro, concentrandosi in particolare sulla diversa distribuzione dei rischi di natura occupazionale, reddituale e sanitaria nonché sulla diversa possibilità, per le varie professioni, di accedere al lavoro da remoto. Gli autori mettono anche in risalto l’intreccio che sussiste tra eterogeneità occupazionale e dimensione di genere.

Il privilegio del lavoro da casa al tempo del distanziamento sociale

Armanda Cetrulo, Dario Guarascio e Maria Enrica Virgillito affrontano il tema del lavoro agile in tempi di pandemia e forniscono una serie di evidenze circa il numero di lavoratori italiani che sono nelle condizioni di lavorare a distanza ed i rischi (di natura sanitaria o occupazionali e reddituali) a cui coloro che non possono lavorare da casa sono, in termini comparati, maggiormente esposti rispetto al resto della forza lavoro. Nelle conclusioni delineano le implicazioni della loro analisi per le politiche.

Un’anatomia della struttura occupazionale italiana

Armanda Cetrulo, Dario Guarascio e Maria Enrica Virgillito esplorano empiricamente le caratteristiche della struttura occupazionale italiana alla ricerca dei fattori profondi in grado di spiegare la composizione e l’ordinamento gerarchico delle professioni e trovano che il potere risulta concentrato nelle mani di un ristretto gruppo di professioni, che la conoscenza è eterogeneamente distribuita (e spesso sconnessa dal potere) ed che è scarsa la diffusione delle competenze digitali e delle pratiche organizzative di tipo orizzontale.

Digitalizzazione, “routinarietà” e dinamica occupazionale delle professioni in Italia

Valeria Cirillo, Rinaldo Evangelista, Dario Guarascio e Matteo Sostero analizzano la relazione tra digitalizzazione del lavoro, natura delle mansioni svolte e dinamica dell’occupazione in Italia. Gli autori costruiscono un insieme articolato di indicatori sulle mansioni lavorative svolte dalle diverse professioni e studiano i livelli di digitalizzazione e “routinarietà” dei processi lavorativi e l’eterogeneità delle dinamiche occupazionali rispetto ai diversi macro-settori e gruppi professionali.

Futuro del lavoro e disuguaglianze secondo la Banca Mondiale

Iacopo Gronchi e Dario Guarascio analizzano il World Development Report 2019 della Banca Mondiale, che si occupa della relazione tra cambiamento tecnologico e diseguaglianze e individua nella “manutenzione” e nell’accrescimento del capitale umano la policy più idonea per limitare i rischi che le trasformazioni in corso pongono a lavoratori e imprese. Gronchi e Guarascio richiamano l’attenzione su alcuni aspetti critici dell’analisi della Banca Mondiale e sulle loro implicazioni per l’efficacia delle policies suggerite.

Tecnologia e disuguaglianze di reddito

Dario Guarascio e Mario Pianta, sintetizzando il loro contributo al volume “Il mercato rende diseguali?” curato da M. Franzini e M. Raitano, approfondiscono la relazione tra cambiamento tecnologico e diseguaglianze di reddito. L’articolo pone l’attenzione sulla moltitudine di canali attraverso cui tale relazione si dispiega analizzando l’impatto della tecnologia sulla dinamica di profitti e salari, sulla distribuzione di questi ultimi tra lavoratori dotati di skill e livelli di istruzione differenziati ed esaminando l’interazione tra innovazione tecnologica, organizzativa e localizzazione delle produzioni.