Civil Servant è un allievo di Federico Caffè che ha sempre lavorato per le istituzioni pubbliche e nel mondo della ricerca economica

C’è un mucchio di debiti sotto il tappeto tedesco

Civil Servant ci informa che un fantasma si aggira per l’Europa: i debiti delle società controllate dai governi, ma non contabilizzati nei bilanci pubblici e mostra che se si tenesse conto anche di queste passività “potenziali”, l’indebitamento pubblico complessivo di Germania e Olanda risulterebbe simile a quello italiano. Civil Servant sostiene che si tratta di un’inspiegabile falla nelle regole fiscali europee ma osserva anche che essa toglie ogni alibi ai governi che intendessero davvero rilanciare gli investimenti.

Premio o dono?

Civil Servant si occupa delle assicurazioni private contro i disastri naturali e sottolinea che esse, richiedendo ingenti fondi di riserva, rendono necessario che lo stato svolga il ruolo di riassicuratore di ultima istanza, imponendo costi a carico della collettività. Civil servant si chiede se non siano più efficienti incentivi fiscali e finanziamenti per la messa in sicurezza di abitazioni e infrastrutture che, per essere atti di solidarietà senza contropartite, potrebbero anche consolidare la coesione sociale di una comunità

Quando il gioco non vale lo scontrino

Civil servant esamina l’idea, riproposta di recente in ambito governativo, di lanciare una lotteria abbinata all’emissione degli scontrini fiscali per combattere l’evasione. Civil servant sostiene che, malgrado le apparenze, non si tratta di una buona idea. Infatti, a seconda di come si organizza la lotteria, può essere incoraggiata l’emissione di scontrini di importo molto inferiore al valore delle transazioni effettive oppure occorre prevedere premi di importo simile a quello dei tributi che si riuscirebbe a recuperare.

Gli incentivi che non incentivano

Civil Servant, riferendosi alla decontribuzione attuata con il Jobs Act, parte dalla considerazione che gli incentivi all’occupazione hanno dato risultati abbastanza modesti pur costando molto e sostiene che gli sgravi temporanei influiscono poco sulle decisioni delle imprese di espandersi perché queste dipendono dalla prospettive di lungo periodo. Quindi, secondo Civil Servant, gli incentivi dovrebbero concentrarsi sulle imprese in procinto ampliare la propria dimensione e quel che conta non è la loro generosità ma piuttosto la loro “qualità”.

Ottantuno sfumature di rosso nei bilanci pubblici

Civil Servant ritiene che il pareggio di bilancio imposto ogni anno e in tutti i paesi sia una regola ottusa e controproducente. Invece di cambiarla tutti i governi europei, ad iniziare dalla Germania, preferiscono aggirarla. Civil Servant elenca le pratiche più frequenti dalle quale non ci mette a riparo neanche il nuovo articolo 81 della nostra Costituzione e sottolinea che l’ultima frontiera della finanza creativa è l’uso seriale delle clausole di salvaguardia, nate per garantire il pareggio di bilancio e trasformate in un derivato su eventi improbabili.

Il Fiscal Compact: quando la tecnocrazia va contro la matematica

Civil Servant muove dalla considerazione che molto si è discusso della ragionevolezza e dell’accettabilità delle regole europee sui deficit e i debiti pubblici e ben poco della concreta possibilità che le connessioni esistenti tra gli obiettivi oggetto delle due regole impediscano di raggiungerli entrambi. Civil Servant sostiene, invece, che il debito dipende quasi meccanicamente dal deficit e, quindi, che per raggiungere entrambi gli obiettivi sono necessari ulteriori strumenti di politica economica

All’ombra della piramide: quando la multa (europea) conviene

Civil servant analizza la complessa procedura prevista in caso di mancato rispetto delle regole europee sui disavanzi di bilancio, mettendo in risalto, da un lato, l’estrema complessità di tala procedura e, dall’altro, la lievità delle sanzioni alla fine previste. Civil servant riflette sui problemi che sorgono a rispettare le regole quando la loro violazione comporta sanzioni deboli e confuse, come in questo caso, e, per di più, le regole appaiono a molti ingiuste e controproducenti.